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Autocertificazione - scheda informativa

Con l'entrata in vigore del D.P.R. n° 445 del 28 dicembre 2000 è previsto dalla legge che ogni cittadino italiano possa produrre autocertificazione sostitutiva di molti documenti rilasciati dalla pubblica amministrazione, per attestare i propri dati in molte e diverse circostanze.

Tutte le pubbliche amministrazioni (comuni, prefetture, questure, regioni, provincie, Inps, Inail, motorizzazione, scuole, università, aziende sanitarie, ecc ) e i gestori di servizi pubblici (Enel, Telecom, aziende di erogazione servizi di fornitura di energia, gas, acqua, ecc) sono tenuti ad accettare tali dichiarazioni sostitutive, riservandosi la possibilità di controllo della tipologia dei dati dichiarati e verifica dell’autenticità in caso di sussistenza di ragionevoli dubbi sul contenuto delle dichiarazioni stesse. Sono davvero pochi i casi, nei rapporti con la pubblica amministrazione, in cui devono essere esibiti i tradizionali certificati, di solito tali casi riguardano pratiche per contrarre matrimonio o divorzio o altre pratiche di stato civile, rapporti con l'autorità giudiziaria, atti da trasmettere all'estero.
Il pubblico ufficiale o il funzionario dell'ufficio pubblico che non ammette l'autocertificazione o la dichiarazione sostitutiva dell'atto di notorietà, nonostante ci siano tutti i presupposti per accoglierla, incorre nelle sanzioni previste dall'art. 328 del Codice penale e rischia di essere puniti per omissioni o rifiuto di atti d'ufficio.
Il cittadino per denunciare l’omissione d’atti d’ufficio dovrà accertare chi è il responsabile della pratica inoltrata, richiedendo nome, cognome e qualifica, e dovrà conoscere il numero di protocollo e il tipo di procedimento attribuito alla propria pratica.

Ottenuti tali dati, il Cittadino dovrà richiedere, per iscritto, le ragioni del mancato accoglimento dell'autocertificazione o della dichiarazione sostitutiva dell'atto di notorietà segnalando anche, per conoscenza gli estremi della pratica al Comitato Provinciale della Pubblica Amministrazione presso la Prefettura del luogo in cui è stata rifiutata l'autocertificazione e alla Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento della Funzione Pubblica - ROMA.
La richiesta deve essere redatta in forma scritta. Se entro trenta giorni dalla data della richiesta, il pubblico ufficiale o l'incaricato non compie l'atto e non risponde per esporre le ragioni del ritardo/rifiuto, scattano i presupposti per le sanzioni della reclusione fino a un anno o della multa fino a due milioni di lire. La procedibilità è d'ufficio, pertanto non sono richieste querele, istanze o altro.

La pubblica amministrazione ha l'obbligo di acquisire d'ufficio i certificati depositati presso le pubbliche amministrazioni indicate dall'interessato.
I dati richiesti dalle amministrazioni pubbliche possono essere comprovati anche esibendo un documento di riconoscimento o d'identità che può essere ritenuto valido anche se scaduto; in tal caso però l'interessato dovrà confermare i dati allegando una copia dello stesso ad una sua dichiarazione sostitutiva.
Il titolo di studio, il certificato di servizio, la copia di un qualsiasi atto o documento possono essere resi autentici con una semplice dichiarazione sostitutiva dell'atto di notorietà in cui l'interessato dichiara la conformità all'originale della copia allegata
I cittadini appartenenti agli stati membri dell'Unione Europea potranno effettuare tutte le autocertificazioni al pari dei cittadini italiani. I cittadini extracomunitari regolarmente soggiornanti in Italia possono utilizzare le dichiarazioni sostitutive in tutti i casi in cui debbano comprovare stati, fatti e qualità personali certificabili o attestabili da parte di uffici pubblici in Italia.
La sottoscrizione di atti di chi si trovi in una situazione di impedimento temporaneo,dovuto a ragioni di salute, può essere sostituita dalla dichiarazione resa, al pubblico ufficiale, dal coniuge o dai figli o da altro parente fino al 3° grado.
Non possono essere mai oggetto di autocertificazione i documenti relativi a certificati medici, sanitari, veterinari, di origine e conformità alle norme CEE, i brevetti e i marchi.