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Storia

storia
L'antichità dell'insediamento umano è attestata non solo nel territorio comunale, ma nel suo stesso insediamento urbano attuale, visto i reperti archeologici rinvenuti a Santu Sistos e nel rione di Sa 'e mastio.
Fin dal Neolitico, la ricchezza delle miniere di steatite, ha favorito non solo la produzione di monili e oggetti di culto, ma anche di strumenti di lavoro utili per le pratiche estrattive. Attorno al paese la presenza di monumenti archeologici è notevole: Sa monza (Buccheddu pàstinu), i luoghi di culto Oddocaccaro e Losore; le domus de janas S'arrandau, Sos venales, Littos, Nidu 'e corvu; le tombe dei giganti Liscoi, Oddocaccaro, Oddini, Istelenneru, Su vrusciu; i dolmen Sa pruna e Santoru; il pozzo sacro ormai distrutto Sa 'untana 'e sos malavidos. Tra i nuraghi: Baraule, Athethu, Urrana, Soriches, Passarinos, Goraè, Orgomonte, Olalo, monte Nule e il nuraghe quadrilobato di Nurdole, uno degli esempi più significativi di architettura nuragica della zona.

Inoltre sono state ritrovate monete appartenenti al periodo romano, conservate oggi nel museo di Nuoro.

Dai vari documenti rinvenuti si è appreso che Orani sia stato in passato un luogo di primaria importanza.
Nel XIII secolo fece parte della curatoria dei Dore, della quale era capoluogo, che comprendeva Orani, Sarule, Oniferi, Orotelli e Ottana. In seguito alle conquiste si ebbe il passaggio dal sistema giudicale a quello feudale, che portò alla trasformazione di Orani in un marchesato. La storia del marchesato è sicuramente ricostruibile da quando fu istituito con decreto reale e ceduto in feudo ai Carroz dopo la vittoria da parte di questi nella battaglia di Macomer del 1478. La curatoria di Dore e quella di Bitti furono riunite e affidate a Pietro II Maza de Licana, marito di Beatrice Carroz.
Il 1843 segna la fine del marchesato di Orani, in quanto il duca di Hygraz lo cedette al fisco del Regno di Sardegna.

Il paese ha conosciuto un notevole benessere grazie allo sfruttamento delle miniere di talco, notevole anche la qualità del suo artigianato, in prevalenza legno e ferro battuto.

La storia di Orani è anche la storia di alcune sue nobili famiglie come gli Angioi e i Siotto. Gli Angioi sono la famiglia oranese di nobiltà più antica, compaiono come notai, sindaci, donatori, ancora in atti dell'Ottocento.
Orani ha visto fiorire grandi artisti e ha annoverato tra i suoi abitanti Costantino Nivola e Mario Delitala.

Tradizioni
Durante la dominazione bizantina in Sardegna, i monaci Basiliani eressero un monastero sul monte Gonare. La tradizione popolare colloca l'inizio del culto della Madonna di Gonare nel XII secolo. Si racconta che Gonario, giudice di Torres, si fosse recato in pellegrinaggio in Terra Santa e che al ritorno in Sardegna, sorpreso da una tempesta, facesse alla Vergine il voto di innalzarle un tempio nel lembo di terra che gli fosse apparso per primo scampando al naufragio: appunto il monte di Gonare.

L'antico e originale costume femminile oranese, chiamato "s'iscarramagnu" e indossato fino a pochi anni fa durante la normale attività quotidiana, evidenziava con le numerose varianti anche l'appartenenza a determinate classi sociali: il modello delle donne nobili e sposate, con gonna in canapa e lino, quello delle giovani non sposate, con gonna in orbace, mentre quello maschile è invece unico.

Territorio
Orani sorge a circa 526 metri di altezza, nel cuore della Barbagia. Il paese si trova ai piedi del suggestivo monte Gonare (granitico e con banchi di calcare marmoreo, che spicca dall'altopiano con la famosa punta conica), in un territorio vasto, ricco di boschi di lecci, ontani, aceri minori, roverella, querce da sughero, macchie di cisto.

La fauna è costituita da donnole, martore, volpi, lepri, cinghiali, gatti selvatici, upupe, gheppi, poiane, pernici.

Ancora oggi nel territorio del paese si distinguono diversi "Sartos", salti, che dovevano appartenere a comunità autonome come "Sartu 'e nurdole", "Sartu 'e oddini", "Sartu 'e liscoi" e "Sartu 'e orane".

Economia
L'artigianato è per Orani un settore fondamentale per il suo sviluppo economico ed è presente con diverse realtà. La produzione è estremamente diversificata.
Il paese è noto per l'operosità e la creatività dei suoi abitanti che si dedicano alla lavorazione artigianale del ferro, delle ceramiche, del legno, del velluto, della pelle, della pietra, del pane e dei dolci.
Lo sfruttamento delle miniere di talco e dei suoi derivati hanno dato una connotazione particolare dell'economia del paese, segnandone con vicende alterne, lo sviluppo.