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Storia

storia
Il territorio sul quale oggi sorge Bidonì conserva tracce di un insediameno umano risalente alla civiltà nuragica. Numerosi nuraghi e una tomba dei giganti si trovano nella vallata oggi sommersa dal lago Omodeo.

I primi documenti ufficiali che testimoniano l'esistenza del villaggio sono del XII secolo. In particolare, un antico documento risalente al 1157 elenca il villaggio come una delle donazioni da parte del giudice di Arborea, Barisone, alla sua sposa. Il villaggio era stato precedentemente eretto attorno ad un monastero di monaci benedettini.

Durante il Medioevo, l'abitato fu posto sotto la giurisdizione della curatoria di Parte Guilcer, sino alla conquista aragonese. Alcuni rappresentanti del villaggio furono citati anche nel documento che riporta il trattato di pace tra Aragona e Arborea. Il periodo spagnolo vide il villaggio diventare feudo della famiglia De Ligia.
Tutto il periodo relativo al XVI e al XVII secolo fu caratterizzato da un forte spopolamento, a causa di carestie e pestilenze, tanto che, al censimento effettuato nel 1698, Bidonì risultò il villaggio con la popolazione più bassa della zona.
Nel 1700 il centro, insieme ai villaggi di Sorradile e Nughedu, divenne marchesato della famiglia Todde e infine della famiglia Pes, cui rimase anche in epoca sabauda, fino all'abolizione del feudalesimo nel 1839.

Territorio
Bidonì è un piccolo comune che sorge nel centro della Sardegna a 260 metri sul livello del mare. Situato lungo i monti del Marghine, si trova al confine con la regione del Barigadu, bagnata dal lago Omodeo e dal fiume Tirso.
Il centro abitato gode di uno splendido paesaggio, con i monti del Marghine che fanno da cornice al lago. Il bacino è uno dei più grandi laghi artificiali di tutto il continente europeo. Si estende tra Bidonì e il paese di Sedilo e giunge sino alla foresta pietrificata di Zuri. La foresta oggi è quasi completamente sommersa, insieme al vecchio paesino di Zuri che fu ricostruito più a monte, prima di procedere all'allagamento della valle. Durante l'estate, però, le acque si ritirano e compaiono i suggestivi resti della foresta.