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Storia

storia
Il territorio di Furtei, abitato fin dalla preistoria, conserva ancora tracce di insediamenti nuragici siti in località Cummossariu, come Bangius, Noraxiais, Sa conca manna, Ais, Bruncu 'e su sensu.
Dell'età del Ferro e di quella Arcaica sono rimasti soltanto alcuni tratti murari e pavimenti di circa una trentina di edifici.
Altri reperti, riferibili alla fine del VII e agli inizi del VI secolo a.C., sono stati riportati alla luce grazie agli scavi effettuati nell'area situata alle pendici del colle di Santu Brai. Sono stati recuperati frammenti di anfore piriformi e fittili ornati "a cordicella", mentre centinaia di pezzetti vascolari di produzione etrusca sono stati ritrovati insieme a del vasellame d'importazione greco-orientale.

I cartaginesi che si insediarono nel territorio trasformarono alcune fortificazioni nuragiche preesistenti, site in località Cuccuru San Biagio o Santu Brai, secondo un loro criterio costruttivo volto alla difesa dalle incursioni nemiche.
Per quanto riguarda il periodo romano resta solo un antico ponte in pietra situato nelle vicinanze del paese.

Nel Medioevo Furtei appartenne al giudicato di Cagliari e fece parte della curatoria di Nuraminis. Nel 1258 passò ai Della Gherardesca, mentre nel XIV secolo fu conquistato dagli Aragonesi, sotto i quali fu un paese di una certa importanza e godette di privilegi e franchigie, tanto da inviare i suoi rappresentanti alla convocazione del I Parlamento che si tenne a Cagliari nel 1355.
Nel 1358 il centro fu ceduto in feudo a Guglielmo Bertrando de Torrente.

Nel 1414 il piccolo borgo divenne baronia di proprietà della famiglia Sanjust fino a febbraio del 1421, quando il re Alfonso V d'Aragona lo diede a Don Dalmazio Sanjust come premio per il valore dimostrato durante la guerra di Corsica. Alla sua morte, non essendoci eredi diretti, Furtei passò al fratello Antonio Alberto rimanendo di proprietà della famiglia fino al 1839, periodo in cui pare sia stato riscattato.

Il centro storico è caratterizzato dalle chiese di epoca medievale tra cui quella suggestiva di San Narciso, risalente al XII secolo, e la bella parrocchiale di Santa Barbara, edificata nel XII secolo e ricca di arredi sacri, che custodisce un'importante tavola raffigurante la Crocifissione del XVI secolo, attribuita al pittore Antioco Mainas di Stampace (antico e noto quartiere cagliaritano).

Degne di nota anche le chiese risalenti al periodo giudicale: la chiesa della Sacra Famiglia, Santa Maria della Natività, ricostruita nella metà degli anni Trenta, e la chiesa di San Sebastiano. Infine vi sono la chiesa campestre di San Narciso, eretta su una collina nei pressi di Furtei, e la chiesa romanica di San Biagio, costruita nell'antico e ormai scomparso insediamento di Nuraxi.

Territorio
Furtei è posizionato al confine tra Marmilla, Trexenta e Campidano su una piana che comprende delle colline nella parte sud-orientale e il Flumini Mannu nel versante nord.
Il territorio offre suggestivi e variegati panorami sia nella parte collinare, dove sono presenti alcune specie di arbusti tra cui lentischio e ginepro, sia nella parte più bassa in prossimità del Flumini Mannu e del laghetto di Santu Miali, nel quale si pescano le anguille.

Il paese è inoltre conosciuto per via della sua miniera d'oro che in passato estraeva minerali preziosi e vantava una ricca produzione.

Economia
Il piccolo centro ha un'economia basata prevalentemente sull'agricoltura e la pastorizia. Nel territorio si coltivano cereali, carciofi, pomodori e viti.
L'artigianato lavora i legni intagliati come ad esempio le cassapanche. Permane inoltre la lavorazione dei tessuti con il telaio e il ricamo.