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Storia

storia
I numerosi ritrovamenti preistorici presenti nel territorio di Piscinas, permettono di ipotizzare una frequentazione di questa zona da parte dell'uomo sin dal Neolitico.
Lo testimoniano i siti archeologici presenti nell'area in modo rilevante e diffuso, legati a diverse epoche ed in parte già oggetto di studi e ricerche, come le domus de janas "Tuttui" e "Monte Medau", il luogo di culto "Monte sa turri", i nuraghi Santa Lucia, Matas, Santus, Is ulmus, Corongiu longus e Acqua callenti, le fortificazioni nuragiche monte Murrecci e nuraghe De frois.

Piscinas fu soggetta alla dominazione fenicia e in seguito a quella cartaginese. La pianura, ricca e fertile, veniva difesa con una fortificazione i cui resti si trovano nella zona di Pani Loriga.

Anche i romani capirono l'importanza di questo territorio, sfruttandone appieno la fertilità e lasciando ai Bizantini un terreno lavorato e ricco.

Sebbene il suo territorio sia ricco di testimonianze archeologiche, il villaggio attuale è di origine medievale. Dopo la divisione del 1258 fu incluso nei territori toccati ai Della Gherardesca del ramo del conte Ugolino.

Con le incursioni saracene, la sconfitta dei bizantini e la costituzione dei giudicati, i pisani e i genovesi entrarono nella zona meridionale dell'Isola, occupando in particolare la curatoria del Sulcis. Fu soprattutto Pisa ad ottenere il maggior numero di possedimenti, che furono seguiti dai monaci che venivano dal continente.

Nel 1337, nacque così la Villa o il Salto di Piscinas, che passò in mano agli Aragonesi intorno al XVI secolo. L'importanza del villaggio andò diminuendo nei secoli seguenti a causa della sua posizione troppo esterna, che non offriva nessuna difesa contro le continue incursioni dei mori.

Il piccolo centro ben presto si sviluppò anche per le sue fonti termali di S'acqua callenti (oggi Sa cracchera) che cominciarono ad essere apprezzate nell'Ottocento.
Nel comune ha stabilito la propria dimora un'importante famiglia, la nobile famiglia dei Salazar di Iglesias. Il capostipite fu il nobile Peroche de Salazar, giunto nell'isola per "cose di guerra" nel XVI secolo. La discendenza dei Salazar rimane nell'isola fino ai giorni nostri, con gli ultimi eredi della famiglia che hanno vissuto nella villa situata in Piscinas. Tale villa, acquistata recentemente dall'Amministrazione comunale, sorge al centro dell'abitato, circondata da un vasto parco ed è stata progettata da Giorgio Asproni junior nella seconda metà dell'Ottocento.

Nel 1853 Piscinas divenne frazione del nuovo comune di Villarios. Con regio decreto n. 2925, del 6 maggio 1866, la sede comunale fu trasferita a Masainas e il nuovo comune prese il nome di Villarios - Masainas. Con regio decreto n. 1353 del 27 giugno 1929, il comune prese la denominazione di Giba e incorporò le frazioni di Arresi, Masainas, Piscinas e Villarios. Con legge regionale n. 17 del 13 luglio 1988 la frazione di Piscinas venne staccata da Giba ed eretta a comune autonomo.

Il toponimo potrebbe significare "abbeveratoio", "acquitrino" o "luogo dove si lavano le pecore" prima della tosatura.

Territorio
Piscinas è situato al centro del bacino minerario del Sulcis, tra i comuni di Giba, Santadi e Villaperuccio. E' posto in una zona pianeggiante, delimitata da una serie di rilievi collinari quali i monti "Murrecci", "Sedda sa cruxi", "Meddau de pizzusu" e "Narboni sa cresia" e attraversata dal rio Piscinas che sfocia nel lago artificiale di monte Pranu.

Economia
Le risorse del paese sono principalmente l'agricoltura, con carciofeti, agrumeti e vigneti e l'allevamento di pecore, che costituiscono le principali fonti di reddito per gli abitanti del luogo. All'interno del territorio è presente una fabbrica di bentonite, situata a 20 Km dal porto di Sant'Antioco, vicino al mare e ad alcune concessioni di bentonite.
Il resto della popolazione attiva residente trova occupazione nel polo industriale di PortoVesme o risulta impiegata nel settore terziario o nel pubblico servizio.
Piscinas è rinomato per la produzione artigianale di stuoie di canne sarde realizzate con filo zincato.