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Storia

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Le prime testimonianze della presenza umana in questo territorio risalgono al periodo neolitico. Al confine con il comune di Morgongiori si trova il complesso archeologico di "Prabanta" con l'imponente menhir e la necropoli costituita da due domus de janas note come "Su forru de luxia arrabiosa".
Sono riferibili al periodo prenuragico anche le sette stazioni e le tre officine per la lavorazione dell'ossidiana ritrovate nella zona.
Al periodo nuragico risale il complesso megalitico di Santu Miali, localizzato tra il confine di Pompu con il paese di Morgongiori.

La presenza di materiali databili all'età punica, di una tomba romana detta "Su laccu de su meli" e di resti di abitati, confermano che a partire dal III secolo a.C., cominciò a farsi sentire l'influenza espansionistica dei romani.

Nel Medioevo il territorio fece parte del giudicato di Arborea. Pompu apparteneva alla curatoria di Parte Montis insieme ai paesi di Collinas, Morgongiori, Gonnostramatza, Gonnoscodina, Simala, Siris e Masullas.
A partire dal 1400 l'Alta Marmilla passò sotto il controllo degli spagnoli, per poi essere inclusa, durante la dominazione piemontese, nel marchesato di Quirra.
Dal 1846 i territori che circondano il paese furono divisi secondo distretti amministrativi che, a grandi linee, rispecchiano quelli attuali.

L'etimologia del termine Pompu va ricercata nel latino "pòmpa", processione; nell'antichità infatti un piccolo santuario che sorgeva nella zona, dedicato a Santa Maria di Monserrato, attirava una gran quantità di devoti. Nelle zone vicine al santuario si instaurò una comunità di fedeli che furono considerati i custodi della chiesa e preparatori dell'annuale Pompa, i quali furono detti "pompesi" e il loro paese fu chiamato Pompu.

Nel centro abitato, che si sviluppa lungo la valle del Riu Laccus, le abitazioni sono quelle tipiche delle zone del centro e del sud della Sardegna: edifici bassi in pietra con grandi portali d'ingresso e cortile interno.

Tradizioni
Le antiche tradizioni pompesi sono ancora oggi molto seguite dagli abitanti del paese. Per quanto riguarda gli aspetti religiosi, durante l'anno vengono celebrate numerose feste: a gennaio quella dedicata al patrono del paese, San Sebastiano, ad aprile quella per San Giorgio e a settembre quella che celebra la nascita della Madonna.

Sono particolarmente sentite anche le tradizioni popolari, ancora seguite da molte famiglie; caratteristica è quella che riguarda la preparazione del pane ("su caccoi", "sa lada", "su civrasciu", "su pai pintau", "su caccoi cun s'ou") e di dolci ("amarettus","pabassini","pai saba","gueffus", "is padruas" e "gatou") per le feste e le ricorrenze più importanti.

Territorio
Il territorio del comune di Pompu si sviluppa nella zona sud-orientale della provincia di Oristano, nella regione dell'alta Marmilla. Il Comune, che fino all'inizio degli anni settanta era una frazione di Masullas, è situato ad un'altitudine di circa 150 metri sul livello del mare ed è abitato da qualche centinaio di persone.

Il paesaggio che circonda il paese è caratterizzato dalla presenza di colline marnose come il monte Futtu e rocce basali come quelle del vicino monte Arci. Lungo il corso del fiume il terreno diventa più fertile e, soprattutto in località Sa costa, presenta imponenti roverelle, lecci e sughere.

Economia
Il sistema economico è basato soprattutto su attività legate all'agricoltura e alla pastorizia. Lungo la sponda del Riu Laccus sono numerose le colture di cereali che sulle colline lasciano spazio a vigneti e oliveti.

Da segnalare anche alcune attività artigianali come l'arte della tessitura e la produzione di pani e dolci tipici.
Ultimamente l'amministrazione comunale, data la storia e l'archeologia del paese, sta puntando anche sullo sviluppo turistico.