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Storia

storia
I primi insediamenti umani nel territorio di Villanovaforru risalgono all'epoca nuragica. Di notevole importanza è, infatti, il nuraghe "Genna Maria", venuto alla luce negli anni Settanta, che sorge in un complesso archeologico che si estende in un parco naturale ricco di fauna e flora del territorio.

L'antico nome del nuraghe "Genna Maria" significa "porta dei mari", molto probabilmente perché dal colle omonimo era possibile contemplare sia la costa di Oristano che quella di Cagliari.
Il complesso nuragico è costituito da un nuraghe centrale attorno al quale sorgono le torri e i muri di difesa che in seguito vennero demoliti per edificare il villaggio. Fuori dalla città fortificata rimangono i resti delle capanne, i luoghi di riunione e i laboratori artigianali per la lavorazione delle ceramiche e dei metalli.
I reperti rinvenuti nel sito archeologico di "Genna Maria" sono custoditi nel Museo Civico Archeologico che ha la sua sede nella palazzina del Monte di Soccorso, prospiciente gli edifici parocchiali.

In tutte le aree degli scavi e nella collina di "Genna Maria" è stata, inoltre, effettuata un'importante opera di rimboschimento, dove prima il paesaggio risultava brullo e spoglio ora la zona si configura come un parco non solo archeologico, ma anche di grande interesse naturalistico.

All'interno dell'abitato di Villanovaforru si conservano anche importanti emergenze archeologiche di epoca nuragica, costituite dai resti di un villaggio e da un edifico megalitico poco distante. Dagli scavi efettuati si è stabilito che questo villaggio e quello di "Genna Maria" furono, molto probabilmente, abitati in epoche contemporanee.

In età medievale il paese fece parte del giudicato d'Arborea e della curatoria della Marmilla. Dopo la sconfitta subita dal giudicato di Arborea nella battaglia di Sanluri del 1409, il paese passò direttamente sotto i domini della Corona d'Aragona che lo affidò come feudo alla famiglia Carroz, conti di Quirra. Nei primi anni del 1600 la contea ottenne la dignità di marchesato e fu assegnata ai Centelles di Oliva.

L'origine del nome attuale "Biddanoaevorru" è ricostruibile a partire dalla citazione nelle "Rationes Decimarum Italiae", elenco delle decime da devolvere alla Santa Sede nel secolo XVI, dove è citata come "Villanova del furnus".

Il centro abitato di Villanovaforru mantiene in parte la struttura spagnola tipica del Seicento, le abitazioni hanno conservato i tratti tradizionali dell'architettura locale, legata alla vita agricola.

Gli edifici dedicati al culto sono antichi, come la parrocchiale di San Francesco, dedicata al Santo di Assisi e caratterizzata da quattro cappelle, una aggiunta nel 1940, che presenta l'impianto architettonico tipico del 1600.
Sotto la pavimentazione dell'edificio sono state ritrovate le sepolture dei suoi canonici mentre, attorno al suo perimetro, si è attestata la presenza di un antico cimitero. Infine, si ricorda la chiesa romanico-pisana di Santa Marina, risalente al 1280, immersa nel verde e posta su un colle a sud-ovest del paese. Sulla destra della chiesa sono state costruite "Is cumbessias" che ospitano alcuni artigiani e un anfiteatro.
La devozione della popolazione per Santa Marina è antica e in Sardegna caratterizza unicamente il paese di Villanovaforru.

Tradizioni
La salvaguardia della sua eredità storica e il recupero dei saperi e dei sapori del territorio, anche tramite il consorzio "Sa Corona Arrubia", ha contribuito fortemente al rilancio delle tradizioni del paese.

Sono prodotti tipici di Villanovaforru il pane casereccio, il formaggio pecorino, i dolci saporiti e colorati dei giorni di festa e i corposi vini da tavola. Fra i prodotti tipici ricordiamo la semola fritta, preparata con la salsiccia.
Fra le usanze che hanno le loro radici nei secoli precedenti si annoverano le antiche gare poetiche in lingua sarda, strumenti importanti per la salvaguardia della variante linguistica locale.
Territorio
Villanovaforru è situato al centro della Marmilla, nel bacino del rio di Geni, ricco di sorgenti. Grazie alla scoperta del nuraghe "Genna Maria", alla quale è seguita l’apertura del Museo Archeologico nel 1982, è ormai uno dei punti di riferimento per gli studiosi e gli appassionati di cultura nuragica.
Le sue emergenze archeologiche, oltre che le sue tradizioni, hanno assegnato al paese un ruolo primario all'interno del consorzio turistico "Sa Corona Arrubia", fondato per il recupero, la valorizzazione e la salvaguardia dei tesori culturali del territorio.

Economia
Nel Comune di Villanovaforru ha grande incidenza l'artigianato con la creazione di oggetti in legno e pietra locale artisticamente intagliati o scolpiti. Inoltre, di notevole fattura anche gli scialli finemente ricamati.
Negli ultimi anni, in relazione al sito archeologico di "Genna Maria", si è dato notevole impulso al turismo, alle stutture ricettive di tipo alberghiero e alla fabbricazione di riproduzioni di manufatti ispirati al periodo nuragico.