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Storia

storia
Laerru, paese dalle origini antichissime, conserva numerose testimonianze archeologiche che attestano la presenza dell'uomo fin dalla Preistoria.
I siti più suggestivi sono senza dubbio la tomba di "Bopitos", una costruzione funeraria megalitica riconducibile alla seconda fase della cultura di Bonnanaro, e il complesso di monte "Ultana", che sorge in posizione collinare a breve distanza dall'abitato.

Nella zona, inoltre, sono presenti numerose domus de janas, i resti di un imponente nuraghe circondato da un villaggio nuragico ancora in fase di studio e una tomba cristiana del IV secolo. Molto interessanti anche i nuraghi Battana, Binzales, Columbos, Cossu, Curtu, Montigos, Montigu de rundines, Pazza, Scala de ebbas, Tanca manna e Tiu moro, alcuni dei quali in ottimo stato di conservazione. Poco distante dal paese, in località Santa Vittoria, si trovano i resti di un "castrum" con alcune tombe del periodo romano.

L'origine dell'attuale centro abitato è probabilmente bizantina e si presume che il nome Laerru derivi dal latino "alaternus", ossia alaterno, arbusto sempreverde tipico del luogo.

Nel periodo medievale il centro era incluso nel giudicato di Torres e faceva parte della curatoria dell'Anglona.
Nel XII secolo divenne di proprietà della famiglia Doria che, dopo la scomparsa degli Arborea, lo incluse nello stato che avevano formato nella Sardegna nord-occidentale.
Con l'arrivo degli aragonesi il paese entrò a far parte del Regnum Sardiniae anche grazie agli atti di vassallaggio che i Doria prestarono al nuovo sovrano spagnolo.

Quando nel 1325 i Doria si ribellarono per la prima volta agli aragonesi, il paese fu teatro di un sanguinoso conflitto che impegnò le due fazioni per diversi anni. La pace fra le due famiglie non durò molto e nel 1347 i Doria diedero vita ad un nuovo conflitto che vide Laerru al centro delle operazioni militari. Negli anni successivi le guerre che si succedettero devastarono nuovamente il villaggio che continuò comunque a rimanere nella mani dei Doria fino alla caduta del giudicato di Arborea, avvenuta nel 1409.

In seguito Laerru fu possedimento del visconte di Narbona fino al 1420, poi divenne nuovamente proprietà degli aragonesi che, nel 1421, lo inclusero nel grande feudo concesso a Bernardo Centelles. Questi, nella seconda metà del Quattrocento, essendosi spostati in Spagna, fecero governare il feudo da un regidor che con gli anni ne organizzò l'amministrazione come se fosse un piccolo stato.

Il 1569 segnò la fine della discenza dei Centelles e l'inizio del governo dei Borgia, che si impadronirono del villaggio. La loro dinastia durò fino al 1740 e fu caratterizzata da una intensa opera di burocratizzazione amministrativa.
A partire dalla seconda metà del Settecento il villaggio passò in un primo momento ai Pimentel ed infine ai Tellenz Giron.

Nel 1821 Laerru fu incluso nella provincia di Sassari e nel 1848, quando le province furono abolite, il comune entrò a far parte della divisione amministrativa di Sassari fino al 1859, anno in cui fu ricostituita la provincia.

L'abitato ha conservato ben poco del suo antico assetto, salvo qualche palazzotto dell'Ottocento. L'edificio più importante è la chiesa di Santa Margherita, parrocchiale costruita nel XVI secolo in forme tardo gotiche e successivamente modificata. Altro interessante monumento è l'oratorio del Rosario, costruito nel XVII secolo in forme barocche.

Territorio
Il comune di Laerru è situato nella parte settentrionale della Sardegna, al centro del territorio che prende il nome di Anglona.
Il paese è stato costruito sul pendio di una collinetta che anticamente si creò a causa di una frana staccatasi dall'estremo margine meridionale dell'altipiano di Tanca manna.
Alle pendici dell'altipiano troviamo la suggestiva grotta di Su coloru che si inserisce profon­damente nel fianco del monte.

Le vallate sono attraversate dal rio Altana, sino ad immettersi nel fiume Coghinas, in prossimità del lago di Casteldoria.
Il territorio di Laerru, inoltre, abbraccia una buona parte della Foresta pietrifi­cata che si estende in una vasta area che comprende anche i comuni di Per­fugas e Martis.

Economia
L'economia si basa sull'agricoltura, in particolare sulla coltivazione di cereali, di alberi da frutto e della vite. Discreto anche l'allevamento di ovini, bovini e suini.
L'artigianato è molto rinomato, specialmente quello della radica sarda con la quale vengono prodotte pipe di grande pregio ormai conosciute in tutto il mondo. Gli artigia­ni eseguono tutte le fasi della lavo­razione, dal taglio della radica alla sua stagionatura (che dura circa un paio d'anni), dalla bollitura fino all'ultima rifinitura delle pipe.