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Storia

storia
In età medievale e fino al XVII secolo, il paese di Musei, dal curioso toponimo, sulle cui origini esistono diverse ipotesi, benché nessuna ancora confermata, aveva il nome di Villa di Prato. A quest'epoca, quando arrivarono i Gesuiti, risale il cambio del nome, che alcuni ritengono essere la lettura del nome Iesum al contrario. Secondo un'altra ipotesi esso sarebbe la corruzione della parola "Moisè", nome di un insediamento di ebrei qui impiantato, oppure del termine semitico "mosià", col significato di mansione.

Non ci sono prove che il territorio di questo comune fosse abitato prima del periodo romano. A quest'epoca infatti risalgono le fondamenta di edifici con pietre squadrate e unite insieme con sbarre di piombo, monete di bronzo e oggetti di terracotta che sono stati rinvenuti in località "Arruinalis".
Nel medioevo la villa di Musei fece parte del giudicato di Cagliari e fu compresa nella curatorìa del Cixerri. Dopo lo smembramento del giudicato, divenne possesso dei conti Donoratico della Gherardesca, dai quali passò poi al comune di Pisa. Nel 1548 risulta già da tempo abbandonato dagli abitanti. Nell'anno successivo il feudo venne attribuito all'ordine dei Gesuiti dal Visitatore generale del regno Don Monserrato Rossellò. I religiosi diedero nuova vita al vecchio centro abbandonato e incrementarono la coltura delle campagne circostanti. In periodo sabaudo, alla soppressione della Compagnia di Gesù (1773), il feudo fu ceduto al marchese di Villacidro e Palmas.

L'odierno centro abitato nacque in seguito alla donazione di questo territorio da parte della famiglia dei Rossellon, i feudatari che in quell'epoca ne erano proprietari, alla Compagnia di Gesù, che fece costruire qui la chiesa ed il convento, intorno ai quali si raggrupparono le nuove abitazioni. Queste assunsero talvolta forme interessanti, con alcuni modesti palazzotti, che si distinguono dalle basse abitazioni campidanesi tipiche della zona, probabilmente a causa della presenza dei Gesuiti che introdussero un tipo di edilizia differente da quella comunemente adottata.

Territorio
Il centro abitato si trova su una lieve altura ad una quota di circa 120 metri su livello del mare. Questa collocazione, non casuale, rappresenta un compromesso fra due esigenze contrapposte e prioritarie delle comunità del passato. Da un lato, la necessità della risorsa idrica imponeva all'insediamento la vicinanza al corso d'acqua e, d'altra parte, l'inesorabilità del regime delle piene stagionali richiedeva di mantenersene sufficientemente a distanza.

Economia
L'economia del villaggio è prevalentemente improntata sull'allevamento e l'agricoltura.