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Storia

storia
Le origini di Gonnosfanadiga risalirebbero a circa 7000 anni fa, quando ci fu il primo insediamento in Sardegna da parte dei neolitici, uomini in grado di costruirsi utensili in legno, osso e pietra e che vivevano sfruttando tutto ciò che la natura offriva. Una quantità di reperti archeologici, rivenuti in una vasta area che va dal confine tra Villacidro e Arbus, sarebbero riferibili proprio a quel periodo.

Solo con la dominazione spagnola, cominciata nel 1479 e terminata intorno alla metà del 1600, si conosce Gonnosfanadiga attraverso i documenti nei quali è descritta la piena attività del paese. La maggior parte del popolo era dedita alla pastorizia, all'agricoltura e all'allevamento di capre, maiali, asini, pecore, buoi e anche di api.

"Gonos fanadiga" apparteneva al marchesato di Quirra, diviso in distretti ai quali appartenevano numerosi villaggi. Il capoluogo era Mont Real sede della Baronia ove risiedeva il podestà. Il marchese non risiedeva nel castello ma a Cagliari con tutti i funzionari e la sua piccola corte.

In Sardegna per tutto il periodo della dominazione spagnola la situazione non cambiò se non in modo negativo. Nel 1698 muore il re Carlo Alberto II di Spagna senza lasciare eredi diretti e due suoi nipoti si contesero il trono. Con la guerra di successione spagnola gli stati europei si schierarono con uno o con l'altro dei due contendenti e lo stesso accadde in Sardegna con i feudatari.

Dal 1688 al 1728 con l'avvento dei Savoia si ha l'incremento di un terzo della popolazione e quindi, una vera e propria svolta nelle condizioni degli abitanti di Gonnos.

Nel 1775 furono costituiti in tutta la Sardegna i monti frumentari o monti granatici, ma si pensa che nella diocesi di Gonnos il monte granatico già esistesse. Il monte frumentario di Gonnos fu istituito all'inizio del secolo dall'arcivescovo Francesco Masones Nin. Il monte continuò l'opera benefica delle cause pie tra il popolo, servendo da fondo comune per le semine a tutti gli agricoltori, che potevano in questo modo usufruirne pagando degli interessi molto bassi. Nel 1786 molti di questi diventarono monti nummari, potendo così fare dei prestiti di denaro.
Il monte ha continuato la sua opera sino ad oggi, ha cambiato nome nel 1928 diventando Cassa Comunale di Credito Agrario, oggi gestita dal Banco di Sardegna.

Territorio
Gonnosfanadiga è situato sulle pendici orientali del monte Linas e comprende la montagna del Linas, del Marganai, dell'Oridda e del monte Mannu. Le punte più alte del monte si trovano sul territorio del comune di Gonnosfanadiga, a 1236 metri, dove sorge la vetta Sa perda de sa mesa. Il complesso montuoso è costituito da ricchi giacimenti minerari, mentre la vegetazione è costituita da fustaie di leccio, sughereti, tassi e macchia mediterranea.

Anche la fauna è di notevole interesse e vanta la presenza del cervo sardo e del daino (del quale si sta effettuando il ripopolamento), dell'aquila reale, del falco pellegrino, del gheppio, della poiana e dello sparviero. Sono inoltre presenti la pernice sarda, il gatto selvatico e il cinghiale. Di notevole interesse archeologico è il complesso nuragico di San Cosimo, la chiesa di Santa Severa del XII secolo e quella di Santa Barbara del 1700.