comunas  ›  comuni sardi  ›  provincia di oristano  ›  masullas  ›  cultura  ›  storia

Storia

storia
Il paese ha una storia antichissima, ma non è ancora possibile datarne la nascita. Numerosi studiosi sostengono che Masullas fosse inizialmente un centro di passaggio. I passanti si recavano dal Campidano verso l'interno e fermandosi formarono dei "masones" (rifugi), da cui deriva anche il nome di Masullas. Secondo altre ipotesi il nome deriverebbe dal latino mansiullas, piccole abitazioni, oppure da mansio cioè piccolo centro agricolo.

Inizialmente il paese era costituito da due piccoli sobborghi adiacenti alle due piccole chiese ancora oggi esistenti, quella di San Leonardo e quella di Santa Lucia. Con la costruzione dell'attuale chiesa parrocchiale intitolata alla Madonna delle Grazie, il paese si è unito dando vita all'attuale abitato. La distruzione di un centro che stava più a ovest del paese, nella zona di Santa Maria, ha probabilmente favorito l'aumento della popolazione.

Nel Medioevo fece parte della curatoria di Parte Montis nel giudicato di Arborea. Subì varie dominazioni, con gli aragonesi divenne feudo dei Carroz nella contea di Quirra, passò poi ai Centelles, ai Catalan ed infine agli Osorio, che lo riacquisirono nel 1839 con la scomparsa dei feudi.

Percorrendo i vicoli del centro è ancora possibile ammirare le testimonianze architettoniche, soprattutto per quanto riguarda le chiese, realizzate grazie ai contributi anticamente pagati alla cosiddetta Mensa Vescovile di Terralba.

Territorio
Il comune di Masullas si trova nel cuore della Marmilla a circa 37 Km da Oristano e 129 m sul livello del mare. E' un tipico paese di pianura e possiede nel suo territorio una delle parti più belle del monte Arci, costituito dalle zone di Conca cannas e di Su columbariu.
Conca cannas è un'area di grande interesse perchè in essa si trovano siti minerari collocati in diverse epoche storiche. Importanti in questa zona le coltivazioni di ossidiana (è presente il giacimento più grande coltivato in epoca nuragica) e di perlite, mentre nella località Santa Maria e monti Miana troviamo zone di scavo, ormai dismesse, con coltivazioni per l'estrazione della bentonite. Vicino alla località Pirastra è possibile visitare il nuraghe Onigu e la miniera di fluorite. Oggi la loro presenza è mascherata dalla vegetazione. Inoltre nelle campagne del centro sono presenti pietre pregiate quali cornioli, ametiste, quarzi e agate.

Percorrendo la S.S. 442 è possibile osservare un particolare blocco lapideo che si ritiene sia un affioramento lavico di origine sottomarina. Esso presenta una perfetta spaccatura dovuta a cause naturali, dalla quale deriva il nome di "Perda sperrada". La leggenda narra che il masso fosse un maiale tramutato in pietra e spaccato con un calcio da Luxia Arrabiosa, leggendario personaggio del monte Arci.

Economia
Non lontano dal paese, lungo le formazioni marnoso-arenacee nella località Corona Fraus, sono presenti le cave per l'estrazione di materiale per l'edilizia, utilizzato per le murature esterne delle abitazioni, costruite con queste pietre lasciate nude. Questo rappresenta una delle caratteristiche dell'architettura della Marmilla.