comunas  ›  comuni sardi  ›  provincia di nuoro  ›  bolotana  ›  cultura  ›  storia

Storia

storia
L'attuale impianto urbano del centro storico è attribuito dalle storie popolari all'iniziativa di un gruppo di persone di Ottana che, per proteggersi dagli esiti mortali di una faida, si sarebbero nascosti in un territorio meno esposto. Tuttavia, i resti riportati alla luce da alcuni scavi archeologici fanno risalire l'attuale ubicazione del paese al periodo romano, mentre il suo territorio risulta essere stato luogo privilegiato di azione antropizzatrice fin da epoca preistorica.

Si ricordano pertanto numerose "domus de janas", strutture sepolcrali ipogeiche come quelle di "Istarone", "Sa orta 'e su mucrone", "Perca 'e canzanu" e "Sa toa", e numerosi dolmen come quelli di "Funtana noa", tombe megalitiche a camera singola il cui nome deriverebbe da due parole bretoni "t(d)aol" (tavola) e "men" (pietra).

Diffusa anche la presenza di protonuraghi come quelli di "Figu", "Perca e' pazza", "Cannas" e "Santa Caterina", tutti caratterizzati da un disegno architettonico massiccio, da un impianto reniforme o a imbarcazione rovesciata e generalmente mancanti di quei grandi ambienti a falsa cupola presenti nei nuraghi.
Questi ultimi, invece, sono presenti numerosi sul territorio di Bolotana e fra essi ricordiamo il nuraghe "Aru marapiga", i nuraghi "Ena manna", "Conca coddine", "Coa filigosa", "S'ena ettrosa", "Su chercu", "Su minadorzu" e "Pabbattolas". Appare molto interessante il nuraghe Tittiriola, a due piani, già definito dal Lamarmora come il più bello ed il più grande e che attualmente sorge accanto ad un territorio ricco di altre emergenze archeologiche.

La presenza punica è invece attestata dall'esistenza della fortezza di "Mularza noa", caratterizzata da un complesso sistema murario comprensivo di numerose torri. Del periodo romano, invece, sono state riportate alla luce le tombe di "Sulconis" e di "Mascarida", ricche di monete e varie suppellettili e già peraltro segnalate dal canonico Giovanni Spano.

In epoca medievale il paese, già presente nel "Rationes decimarum Italiae" dell'anno 1341, appartenne al giudicato di Torres e fu incluso nella curatoria del Marghine e passò al giudicato di Arborea dopo una lunga contesa con i Doria. Nel 1378 il paese fu affidato dal re d'Aragona a Valore de Ligia e passò poi in seguito al visconte di Narbona. Nel 1421 fu infeudato sotto i Centelles che nel 1439 lo cedettero ai Cubello per ragioni familiari.
Questi ultimi, saliti alla dignità del marchesato di Oristano, lo inclusero nel 1463 ai loro possedimenti. Dopo la battaglia di Macomer, preceduta dagli scontri di Mores e Ardara e sfociata in un lungo assedio iniziato il 19 maggio 1478, Bolotana ritornò sotto la potestà degli Oliva ed ebbe la sua sede amministrativa a Macomer.

Nel 1591 il paese passò sotto il controllo dei Borgia e, sempre in quel periodo, rinnovato il sistema amministrativo, attraversò un periodo di relativa stabilità che si espresse in modo particolare nella costruzione della chiesa di San Pietro e della chiesa campestre di San Bachisio, entrambe costruite da Michele Puig.

L'estinzione di Casa Borgia nel 1740 permise ai Pimentel, eredi diretti dei Borgia e imparentati con i Tellez Giron, di includere il paese nel marchesato del Marghine, amministrato con un sistema ferreo e dunque sentito come ingiusto e vessatorio. Per questi motivi Bolotana mostrò di non voler pagare i tributi e nel 1795 ebbe un ruolo attivo nei moti antifeudali.
Nel 1821 il paese fu incluso nella Provincia di Nuoro, nel 1848, abolite le province, fu annesso all'omonima divisione amministrativa e dal 1860 al 1927 fece parte della Provincia di Sassari per poi ritornare a far parte della Provincia di Nuoro.

Nel 1879 acquistò parte degli ex terreni demaniali ademprivili, destinati dunque a fare legna, al pascolo o all'agricoltura, l'ingegnere inglese Benjamin Piercy, progettista delle ferrovie sarde. Questi edificò una villa a Badde salighes con una borgata rurale annessa. Attorno alla villa si estende ora una macchia arborea ricchissima di specie animali destinato a diventare uno dei pochi giardini botanici montani della Sardegna.

Interessata da una forte ondata migratoria verso gli Stati Uniti, l'Argentina e il Brasile, Bolotana si è inserita appieno nell'annovero dei paesi fortemente coinvolti dalla crisi lavorativa dei primi decenni del secolo.

Il tessuto urbanistico del paese è caratterizzato dagli eleganti edifici ottocenteschi e da numerosi luoghi di culto. Fra questi ultimi citiamo la chiesa parrocchiale di San Pietro, ricostruita nel 1600 in stile gotico-catalano e stile rinascimentale. Ricostruita in parte nel 1661, venne in seguito abbellita con decori in stile neoclassico nel XIX secolo. Poco distante dalla parrocchiale si trova la chiesa sconsacrata di Santa Croce che mantiene ancora intatti elementi gotici.
La chiesa di San Francesco, anch'essa risalente alla prima metà del 1600, custodisce al suo interno una crocifissione del XVI secolo, mentre la chiesa di San Bachisio, il cui impianto originario era presente a Bolotana già nel XIII secolo, fu ricostruita nel 1600 e presenta al suo interno ricchi decori.

Tradizioni
Territorio ricco di tradizioni, storie e saperi, Bolotana annovera fra i suoi riti e le sue usanze quello di "Su ne' ninniri" che veniva solitamente svolto per le feste di San Raimondo Nonnato, San Paolo e San Basilio e prevedeva un triplo giro intorno alla chiesa di alcuni cavalieri che trasportavano "il sepolcro".
Un'altra antica usanza, che affondava le sue radici nelle usanze pagane, prevedeva che una persona punta da un ragno velenoso venisse interrata fino alla testa nello sterco ed esorcizzata dal male con il rito di "Sos tintinnos", durante il quale alcune donne, agitando rumorosamente alcuni campanacci, danzavano una coreografia propiziatoria.

Notevole anche l'antica arte del tappeto caratterizzato da decori geometrici e da vari tipi di tessitura come quella a "un indente", un filo per ogni dente del telaio, a "orbace", caratterizzata da un andamento a spiga e un tempo usato per i costumi, e a "licci", tipo di tessitura utilizzata per i tappeti. È importante citare anche il tipo di tessitura a "battor imposta" o a spiga e a "ranos", con motivi spesso floreali.

Territorio
Il territorio di Bolotana si estende con la sua forma allungata dalla valle del Tirso fino a Campeda, altipiano ricco di acqua e in parte coperto da un bosco fitto.

Sulle rive del fiume Tirso è notevole la presenza di giunchi maschi e cannito, mentre fra le specie faunistiche è possibile incontrare numerose anatre e lepri selvatiche, galline prataiole, testuggini d'acqua dolce e gruppi di aironi.

Fra le bellezze naturali si ricorda in particolare la ricca flora e la fauna di Badde salighes, impiantata da Benjamin Piercy nella seconda metà del 1800. Egli, seguendo i gusti dell'epoca, creò un parco con alberi provenienti dalle varie parti del mondo, posizionandoli in un ambiente dominato da foreste di agrifoglio, tasso, roverella e acero minore.
Insieme ai tassi e agli agrifogli secolari sono peresenti anche l'abete bianco, l'abete di Cefalonia, un esemplare di abete Pinsapo, gli svettanti cedri dell'Atlante e dell'Himalaya, alcuni cipressi di Lawson, le tuie occidentali, i ginepri della Virginia e numerosi alberi di pino nero.

Di particolare interesse naturalistico e panoramico l'area di Ortachis e la cascata naturale sul rio Biralotta, denominata "Mularza noa".

Economia
La sua economia è basata sull'agricoltura, in particolare l'olivicoltura e la viticoltura, e sull'allevamento al quale si affianca una forte produzione nel comparto lattiero caseario.
In notevole crescita anche il settore manifatturiero e dell'artigianato insieme alle industrie presenti nella valle del Tirso.