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Storia

storia
Il territorio di Nule fu ampiamente popolato già dall'epoca nuragica, ma il passaggio dell'uomo può esser fatto risalire addiritura al Paleolitico inferiore (30.000-10.000 a.C.). Ciò è dimostrato dalle vestigia di antiche popolazioni, le rovine di Bisulvi, tre dolmens (Santu Lesei, Taspile e Mialibengo), betili (Santu Leseì, Isporo sisine e Istelai voes), menhir (Terrasole e Istelai) e tre tombe di giganti (Isporo, S'agara, Iscorra Voes). Inoltre sono presenti numerosi nuraghi, tra qui il nuraghe Voes, il più grande e meglio conservato, il nuraghe Istelai e il bronzetto nuragico di Nule, ritrovato nel villaggio preistorico Santu Lesei, raffigurante un mostro antropomorfo, metà toro e metà uomo.

Si suppone che la fondazione di Nule, che nelle antiche carte figura sotto il nome di "Nuèl", risalga all'ultima fase dell'Impero Romano o almeno al primo Medioevo. Nel periodo giudicale il villaggio fu a lungo conteso tra Arborea, i Doria e i Pisani che amministravano il giudicato di Gallura. Nel corso dei secoli fece parte del grande feudo concesso alla famiglia dei Centelles, poi passò ai Borgia e in seguito ai Pimentel. Infine venne incorporato nel giudicato di Torres, compreso nella curatoria del Montacuto, feudo dei Teller Giron, sotto i quali restò sino al 1839, anno dell'abolizione del feudalesimo in Sardegna.

Nel 1821 fu compreso nella provincia di Ozieri. Nel 1848, abolite le province, entrò a far parte della divisione amministrativa di Sassari. Nel 1859 venne costituita la provincia di Sassari e da quel momento Nule fu legata ad essa.

Il centro abitato mostra i segni di una lunga storia di origini antiche: vecchie strade, case di solida struttura e chiese che hanno resistito al tempo.

Tradizioni
Nule è il più alto esempio di artigianato del tappeto del Goceano. La tecnica di tessitura, la trama dei disegni e gli accostamenti cromatici hanno origini antichissime e vengono tramandati da madre in figlia. I tappeti, tessuti su telai verticali, sono a doppia faccia e l'intreccio tra trama ed ordito origina un tessuto molto fitto.

I disegni provengono dai culti e dalle tradizioni del tempo passato ("sos coros furriados", "sos rosittos antigos", "su fruninzu", "sos bindighi annos" e tanti altri), talvolta rinnovati con linee moder­ne ("castelli e melograni", "balletto", "ghirlande e fiori"). Esistono diversi tipi del tappeto di Nule: tradizionale "a fiamma", "moderno", elaborato con la stessa tecnica ma con disegni e motivi nuovi, e "composito", caratterizzato dalla combinazione degli altri due.

Territorio
Il paese di Nule fa parte della VII Comunità Montana Goceano. E' situato sull'estremo lembo dell'altopiano di Bitti e si affaccia sulla piana del Goceano dal margine di un ripido costone, da cui si può godere di un'ampia vista a ponente ed a Sud sulla vallata del Tirso. Il territorio è bagnato dal fiume Tirso, da tutti i suoi confluenti e da molteplici torrenti come il "rio de sos campaneddos". Durante l'inverno questi fiumi straripano e si formano delle paludi abitate da svariate specie di uccelli acquatici.

Il territorio è completamente costituito da rocce magmatiche (graniti, granodioriti, dioriti e grabbi percorsi da filoni aplitici). Sono presenti numerose sorgenti, le cui acque sono particolarmente apprezzate per l'ottima qualità e perché ritenute salutari. La fonte di Torosile e "Sa funtana des'iscalas" sono tra le più abbondanti. La zona più rigogliosa è quella posta nei pressi del monte Tolida, coperta soprattutto da macchia mediterranea e piante di mirto.

Economia
Nule è un paese di antica tradizione pastorale con rinomata produzione di pecorino. Attualmente è famosa per l'artigianato del tappeto, unico nel suo genere. I tappeti, realizzati a mano ancora su vecchi telai verticali, sono molto apprezzati e collezionano premi in tutte le mostre alle quali partecipano.