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Storia

storia
Il territorio del comune di Cossoine fu abitato fin dal Neolitico, lo testimoniano le numerose domus de janas presenti, ancora perfettamente intatte: Crastu de fogu, Furrighesus, Rega, Sarò e Su fronte. Sono state individuate anche le tombe dei giganti di Padru mores e Crastu 'e fora. Inoltre sono presenti numerosi nuraghi tra cui Accas, Addanas, Aidu, Alvu, Biancu, Edighinzos, Enas, Furraghes, Mandra sas erbas, Nieddu, Poltolu, S'emis, Sas ebbas, Sighi e Su truppu.
Quanto ai periodi storici successivi, importante è il sito di Corruoe, in cui, su livelli diversi, sono venuti alla luce resti di un villaggio nuragico e di una villa romana.

Le prime notizie documentate relative a Cossoine risalgono all'XI secolo, sono infatti di questo periodo gli "Annales camaldulenses" che citano la chiesa di Santa Maria Iscalas, insieme al villaggio che sorgeva intorno ad essa, con il nome di Santa Maria di Curin. Fu da questo villaggio che, insieme ad altri piccoli borghi sparsi nella zona, nacque la villa di "Consedin" o "Cossein".

L'etimologia del nome è incerto: una prima ipotesi sostiene che richiami il sardo, logudorese e campidanese, "cossu", che significa conca o tino per il bucato; un'altra opta per l'indicazione del nome di persona "cossu", che deriverebbe da "corsus", originario della Corsica.

Nel Medioevo Cossoine appartenne al giudicato di Torres e fu compreso nella curatoria del Cabudabbas. Dopo la scomparsa della dinastia giudicale, il villaggio divenne possedimento dei Doria che lo unirono al Monteleone includendolo nello stato feudale che avevano formato. I nuovi signori fecero in modo che gli abitanti potessero mantenere i loro privilegi e la loro autonomia vivendo un periodo di pace.

Con la conquista aragonese nel 1323, i Doria, in un primo momento, si dichiararono vassalli del re d'Aragona, consentendo al villaggio di entrare a far parte del Regnum Sardiniae; in seguito però, nel 1325, si ribellarono al regime facendo scoppiare una guerra che devastò l'intero villaggio. Altri gravi danni li subì durante la ribellione del 1347 e a causa della peste nel 1348. Quando nel 1353 fu stipulata la pace tra Aragona e Doria il villaggio, oramai impoverito, era ancora in possesso della famiglia dei Doria.

Negli anni seguenti i Doria furono contrastati dagli Arborea e durante la seconda guerra tra Mariano IV d'Arborea e Pietro IV d'Aragona il paese fu occupato dalle truppe giudicali, ostacolate da Brancaleone Doria che tentò invano di difenderlo. Le cose cambiarono quando egli sposò Eleonora d'Arborea e si alleò con Mariano IV. Da quel momento il villaggio ritornò in possesso della famiglia Doria fino a quando, nel 1409, il giudicato d'Arborea cadde.

Negli anni successivi appertenne al visconte di Narbona fino al 1420 e a Nicolò Doria, figlio naturale di Brancaleone, che lo trasformò in una delle basi della sua dissennata politica fino al 1436, quando egli fu sconfitto e costretto a cedere il territorio alle truppe reali.

Nel 1505 il paese fu possedimento dei Castelvì, nel 1535 passò a Federico Cardona la cui discendenza si estinse nel 1590 con un Gioacchino che lasciò erede la moglie Caterina Alagon, la cui successione però fece nascere una lunga controversia che si concluse nel 1597 a favore di Caterina. Lei a sua volta lasciò il piccolo borgo al marchese di Villasor, Martino Alagon. La controversia durò fino al 1621, anno in cui fu amministrato dal regidor del marchesato di Villasor fino a che fu costituita la contea di Montesanto.

Nel 1702 Cossoine passò dagli Alagon ai De Silva che risiedevano in Spagna. Nel 1821, il villaggio fu incluso nella provincia di Alghero e quando nel 1848 furono abolite le province fu integrato nella divisione amministrativa di Sassari.

Il centro abitato conserva monumenti risalenti al XVII e al XVIII secolo, tra questi spicca la chiesa parrocchiale di Santa Chiara in stile tardo gotico.
A pochi chilometri dal paese si trova la chiesa di Santa Maria Iscalas, edificio di età bizantina con una pianta a croce di una certa eleganza.

Tradizioni
Per quanto riguarda il patrimonio etnografico, è importante segnalare la ricchezza dei costumi tradizionali: il costume maschile antico è nero di orbace "de fresi nieddu"; quello femminile, molto ricamato con colori vivaci, presenta particolari abbellimenti come i bottoni in oro dei polsi, i ricami in seta e i fili dorati del grembiule "sa faldita".

Territorio
Cossoine sorge su un altipiano a circa 500 metri di altitudine sul livello del mare, nella regione del Logudoro Meilogu.
I rilievi principali sono il monte Traessu (717 metri), costituito da vulcaniti terziarie, e il monte Tanguleri (583 metri), un altipiano basaltico su cui sorge il centro abitato.

L'area è attraversata da corsi d'acqua a carattere torrentizio e stagionale, quasi tutti affluenti del Temo, i più importanti sono il rio Badu 'e ludu e il rio Mulino alchennero. Nell'area forestale di monte Traessu sono presenti alcuni piccoli laghi artificiali

Sul territorio si trovano numerose grotte naturali, scavate nella roccia calcarea o vulcanica: la più importante è la grotta di "Sa ucca 'e su peltusu", che con i suoi 3180 metri di sviluppo può essere considerata la più grande della provincia di Sassari. Al suo interno, oltre a importanti fenomeni di erosione carsica, sono da segnalare la presenza di un torrente sotterraneo e di un deposito di ostriche fossili mioceniche.
Altrettanto rilevanti sono la grotta di Suiles, caratterizzata dalla presenza di concrezioni perfettamente intatte, e la grotta di "Sa ucca 'e mammuscone", una cavità verticale che raggiunge la profondità di 63 metri e che si sviluppa nelle rocce vulcaniche e successivamente nel calcare.

Economia
Il sistema economico locale è basato soprattutto sull'agricoltura: sul territorio sono numerose le coltivazioni di grano, orzo, fagioli, fave, piselli, lenticchie e uva. Anche la pastorizia e l'allevamento sono discretamente sviluppati, con una rinomata produzione di formaggi e latticini.