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Storia

storia
Le prime testimonianze storiche relative al territorio del comune di Siliqua risalgono al periodo nuragico. Nelle campagne intorno al centro abitato sono venuti alla luce numerosi resti di fortificazioni nuragiche, oggi completamente distrutte.

Per quanto riguarda il periodo fenicio-punico, sono da segnalare gli insediamenti di Medau Casteddu, fortezze e accampamenti che furono costruiti per garantire a Cartagine un maggior controllo del territorio.
All'epoca romana risalgono i resti di un acquedotto che da Siliqua arrivava fino a Cagliari e di una necropoli venuta alla luce nei pressi del paese.

Durante il Medioevo il territorio, compreso nella curatoria del Cixerri, appartenne al giudicato di Cagliari. Tra la seconda metà del XIII secolo e l'inizio del XIV il paese entrò in possesso della famiglia dei Donoratico della Gherardesca (1257-1282), per passare poi al conte Ugolino. Questo personaggio, reso celebre dalla Divina Commedia di Dante, controllò il territorio fino a quando, caduto in disgrazia, fu costretto a cederlo ai Pisani.

Per quasi tutto il XIV secolo il territorio fu occupato dagli Aragonesi, fino a quando nel 1410 fu dato in feudo a Pietro Otger, quest'ultimo lo cedette nel 1458 a Giacomo Aragall.
Nel '600 il territorio di Siliqua, compreso nella baronia di Monastir, fu incorporato nel marchesato di Villacidro, i cui feudatari erano i Bou Crespi.
Il feudo nel 1785 venne riscattato dal re di Sardegna Vittorio Amedeo.

Tradizioni
Numerose sono le manifestazioni laiche e religiose che caratterizzano il patrimonio di tradizioni popolari, tra le più significative si ricordano la festa popolare per Santa Maria d'Antiochia, che si svolge nella chiesa campestre situata nei pressi del Castello dell'Acquafredda e il Carnevale, con sfilate di maschere e carri allegorici.

Il patrimonio enogastronomico si caratterizza per la produzione di ottimi dolci quali i pistocheddeus finis, padulas e amarettus.

Territorio
Il territorio, dal punto di vista morfologico, presenta caratteristiche diverse. Il centro abitato si estende in una zona pianeggiante lungo il corso del fiume Cixerri, mentre una buona parte delle altre aree sono caratterizzate dalla presenza di imponenti rilievi coperti da macchia mediterranea e lecceti (monte Arcosu, monte Rocca steria, monte Is caravius, monte Orri).

La vita del paese è sempre stata influenzata dalla presenza del fiume Cixerri che, oltre a giovare all'economia locale, ha spesso causato gravi danni a causa delle pesanti alluvioni. Il corso del fiume è stato sdoppiato verso la fine del secolo scorso e il ramo che costeggia il lato meridionale del centro abitato ha dato luogo ad un'area dalle caratteristiche ambientali uniche, sia dal punto di vista della flora che da quello della fauna.

Sulla strada per Giba si trovano il lago e la diga di Bau pressiu, circondati da un paesaggio suggestivo.
Nei pressi del monte Orri si trova la frazione di Zinnigas, sul cui territorio sgorga una famosa sorgente di acque oligominerali, detta Sa mitza de Migheli. Le acque della fonte vengono imbottigliate in uno stabilimento della zona e vengono esportate anche all'estero.

Sul margine meridionale della piana del Cixerri è situato il domo lavico dell'Acquafredda, formato dal raffreddamento e dal consolidamento di lava fuoriuscita da un cono vulcanico che si è accumulata senza espandersi sulla superficie adiacente. Secondo alcuni studiosi l'attività eruttiva che ha generato l'accumularsi della lava deve essere fatta risalire al terziario (circa 27 milioni di anni fa).
Sulla cima del cono vulcanico è situato il castello dell'Acquafredda, eretto in questa posizione a difesa del territorio circostante.

Il centro abitato, sviluppato da un nucleo originario a struttura fusiforme, è caratterizzato dalla presenza, ormai sempre meno frequente, di unità abitative costruite in mattoni di fango ("su ladiri").

Economia
Il sistema economico, basato sull'agricoltura e la pastorizia, si caratterizza per la presenza di attività minori, ma non per questo meno importanti, l'industria per la produzione dell'acqua oligominerale delle fonti di Zinnigas e l'artigianato della cestineria, che ancora oggi produce interessanti oggetti in raffia e in giunco.