comunas  ›  comuni sardi  ›  provincia di oristano  ›  boroneddu  ›  cultura  ›  storia

Storia

storia
La fertilità del suo territorio attrasse la presenza umana fin da epoca remotissima, come dimostra l'abbondante presenza di domus de janas e una vera e propria corona di nuraghi che circonda l'abitato. Al complesso di Su Montigu, si aggiungono i nuraghi di Fiscas, Ispinosu, Ostele, Malosa, Cortinas e Trubeli.

Il paese è citato per la prima volta nel Condaghe di Santa Maria di Bonarcado con il nome originario di Orene, trasformatosi poi in Boroneddu.
Inoltre viene menzionato nelle Rationes Decimarum Sardiniae negli anni 1342 e 1350.

In epoca medioevale le vicende del paese furono legate alla storica regione del Guilcer, una delle curatorie in cui era diviso il Giudicato di Arborea.
Successivamente Boroneddu fu assorbito dai feudi del marchese di Sedilo e Canales e quindi passò sotto i Torresani e i Delitala fino al XIX secolo, quando venne nominato comune autonomo.
Fra i personaggi storici del borgo si menziona il feudatario Valore de Ligia, vissuto durante il periodo dei conflitti tra giudicato arborense e gli Aragonesi. Il nobile prese attivamente parte all'esito della guerra tradendo Ugone III, sovrano d'Arborea, e sostenendo gli Ispanici: venne quindi punito dagli abitanti di Boroneddu presso la chiesa di San Pietro di Zuri insieme al figlio Bernardo.

Sull'origine del nome sono state date diverse interpretazioni. Secondo una prima ipotesi Boroneddu deriva da Borene o da Orene, il suo nome significherebbe in questo caso paese nuraghe, interpretando la radice Bor come nuraghe. La presenza di numerosi nuraghi nel territorio potrebbe dare validità a questa ipotesi. Un'altra teoria attribuisce al nome il significato di sorgente o località ricca d'acqua. Anche la seconda ipotesi potrebbe essere avvalorata dalla vicinanza del paese alla vallata del fiume Tirso.

Territorio
Boroneddu è un piccolo paese situato nella storica regione del Guilcier, immerso in una vallata incontaminata a pochi chilometri di distanza dal lago Omodeo. È un centro di origini antiche, a vocazione prevalentemente agro-pastorale.

Nel territorio predomina la macchia mediterranea con i cisti, il lentisco, le roverelle, l'assenzio e le piante di fico d'india che crescono rigogliose lungo i costoni basaltici che circondano tutto il paese.