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Storia

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La frequentazione nuragica del territorio di Escolca è attestata dalla presenza a nord del paese, lungo il pendio della giara, del nuraghe Mogurus. Altri nuraghi come Linus, Nuraxi accas e Su idìli sono andati distrutti.
Nel territorio di San Simone, la chiesa del villaggio venne costruita sopra i resti di un nuraghe, secondo la tendenza diffusa durante il primo Cristianesimo di sovrapporre il nuovo culto a forme di culto precedenti. Si individuano inoltre nella zona i resti dei nuraghe Pei su boi e del nuraghe Mannu, che si suppone essere di tipo complesso.
A sud del villaggio di San Simone, fino agli anni Settanta, sorgeva una tomba dei giganti di circa dieci metri di lunghezza, andata distrutta.
La continuità della frequentazione del territorio di Escolca dopo il nuragico è storicamente attestata dal ritrovamento di vario materiale risalente all'età romana.
Nel Medioevo, Escolca appartenne alla curatoria di Siurgus, o Seurgus, nel Regno Giudicale di Càlari.
A partire dal 1258, fece parte del Regno d'Arborea fino al 1295, quando il sovrano d'Arborea Mariano II lasciò il territorio che comprendeva anche la villa di Escolca alla Repubblica Comunale di Pisa.
Nel 1324, sotto il dominio Catalano-aragonese, il paese divenne parte del feudo di Francesco Carros, assieme a Mandas e Nurri. Dopo alterne vicende che videro la villa di Escolca andare nelle mani di Raimondo Desvall prima e di Ferrer De Mantresa dopo, in seguito al Parlamento del 1355, Escolca passò nuovamente nelle mani della famiglia Carros, sempre unitamente a Mandas e Nurri.
Al termine della seconda guerra tra il Regno d'Arborea e il Regno Catalano Aragonese di Sardegna, Escolca tornò brevemente in possesso del Regno di Arborea, per rientrare tra i domini del Regno di Sardegna, nel feudo di Mandas sotto i Carros, dopo la battaglia di Sanluri. Ai Carros seguirono i Maza de Licana e poi i Ladron, dal 1546.
Il villaggio di Escolca fu riscattato nel marzo del 1843 con l'avvento del Regno di Sardegna e la fine del regime feudale. Il paese fu ricompreso prima nella provincia di Isili, poi in quella di Cagliari. Nel 1931 passò alla provincia di Nuoro fino al maggio 2005 quando, in seguito alla creazione delle nuove province sarde, il paese torna a far parte di quella di Cagliari.

Il nome Escolca richiama l'uso di un'antica istituzione di origine bizantina, nata per la sorveglianza e la difesa del patrimonio comune. L'etimologia rimanda a termini come ex colea, centri di difesa istituiti contro le invasioni barbariche, le sculcae o exculcae, diffuse nella bassa latinità, e il toscano antico scolca, che ha lo stesso significato di "posto di guardia".

Territorio
Piccolo e grazioso centro del Sarcidano, Escolca si estende in un'ampia vallata che, scendendo dolcemente dalla rocciosa giara di Serri che la sovrasta imponente, si ricongiunge alle terre della Trexenta e della Marmilla.
Tutto intorno al paese, adagiati lungo il pendio, in un terreno ricco di rocce sedimentarie che racchiudono fossili marini, si estendono uliveti e vigneti secolari. A nord del paese si spande una suggestiva corona di roverelle e querce tra cui si nascondono i resti di alcuni nuraghi e, nella località chiamata Bara, di un vulcano spento.
Escolca ha una estensione territoriale di 1472 ettari e un'altimetria che varia tra i 320 e i 600 metri sul livello del mare.
Al territorio comunale appartengono inoltre circa 85 ettari di bosco in agro di Villanova Tulo, denominato Su padenti e, lungo la strada provinciale che collega Mandas a Villanovafranca, la frazione agricola di San Simone o Nuraxi, di 450 ettari. Le terre di San Simone conservano al proprio interno un antico villaggio abbandonato, le cui origini si perdono nel tempo, rimandando solo ad una leggenda che racconta di pestilenze e di Mori, di abbandono e riappropriazione del territorio. Le piccole case del villaggio si popolano ogni anno, cinquanta giorni dopo la Pasqua, in occasione della festa del Santo che dà il nome alla località.

Economia
L'economia del paese si basa sulla coltivazione di cereali, uva, olive e ortaggi, sull'allevamento ovino e bovino e sull'artigianato tessile.