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Storia

storia
I ritrovamenti dei dolmen, delle domus de janas , delle tombe dei giganti e, tra i tanti, dei nuraghi Tusari, Orolo e Mandra 'e sa giua, dimostrano che Bortigali è un paese di antiche origini, abitato fin dal periodo prenuragico.

Sembra che il primo insediamento fosse una città punico-romana, poi distrutta, chiamata Berre.
Si narra che sette famiglie superstiti formarono poi il primo nucleo del paese; leggenda vuole che un vicinato della Bortigali di oggi si chiami "Sette padeddas" (sette padelle) per questo motivo.

Nel periodo giudicale la villa di Bortigali fece parte della curatorìa del Marghine nel giudicato di Torres. Nel 1259, caduto il giudicato, la curatorìa fu annessa al giudicato arborense. In seguito alla fine del giudicato, nel 1410, la villa passò al visconte di Narbona, e poi, nel 1420, agli Aragonesi, che la concessero in feudo ai Centelles. Ceduta nel 1439 a Salvatore Cubello, fu inclusa nel marchesato di Oristano sino al 1478.
Il paese tornò ad essere incluso nella contea di Oliva, infeudata prima ai Centelles e poi, per successione, ai Borgia. Estinta la famiglia, la villa fu concessa a Maria Giuseppa Pimentel, erede dei Borgia, ai quali rimase sino al riscatto del feudo.
Nel 1795 Bortigali prese parte ai moti antifeudali e nel 1843 cessò definitivamente il suo rapporto con i feudatari.

Nel 1821 la comunità di Bortigali fu inclusa nella provincia di Cuglieri. Nel 1848, abolite le province e istituiti i comuni fu compreso nella divisione amministrativa di Nuoro e in seguito nella provincia di Cagliari, circondario di Oristano, mandamento di Macomer.
Più tardi, al comune di Bortigali fu aggregato il territorio del soppresso comune di Mulargia.

Tradizioni
Il paese presenta una cinquantina di muristenes e case per i pellegrini, dove si alternano momenti religiosi ed altri festaioli con musica, balli e pasti abbondanti.

Territorio
Bortigali è situato nel territorio del Marghine, su una superficie territoriale montana di kmq 67,46 nella Sardegna centro-occidentale, ai piedi dell'altopiano di Campeda e vicino al massiccio del monte Santu Padre che raggiunge i 1030 metri d'altitudine.

La zona è ricca sia dal punto di vista naturalistico, con diversi sentieri di notevole bellezza paesaggistica, che monumentale: conserva infatti numerose testimonianze archeologiche, fra le quali domus de janas, dolmen, nuraghi ed elementi della presenza punica, romana e bizantina.

Il vasto comune di Bortigali comprende anche la frazione di Mulargia, piccolo borgo di origini romane, posto su quella che era la più importante strada sarda, la Karalis Turris, con un tracciato simile all'attuale SS 131.

Economia
L'economia del luogo si poggia, grazie alla generosa presenza di pascoli, sulla pastorizia, in particolare, ovini e bovini. Sono diffuse anche attività le attività agricole per la produzione di uva e grano.