comunas  ›  comuni sardi  ›  provincia del medio campidano  ›  ussaramanna  ›  cultura  ›  storia

Storia

storia
Il territorio fu abitato fin dall'epoca nuragica e conserva ancora testimonianze archeologiche di antichi insediamenti come quello di Santu Perdu, detto anche "Su Nuraxi", e i nuraghi di Su sensu, Molas, Cabonu, che sono situati lungo i confini comunali.

Le origini dell'antico borgo sono ascrivibili al periodo romano. A questa epoca risalgono le ceramiche e i blocchi di pietra trovati presso la chiesa di San Lorenzo, che indicano la presenza di un piccolo insediamento rurale, ed una necropoli in località Bingias beccias.

Dalle notizie raccolte si deduce che Ussaramanna sia sorta a causa della lenta estinzione del piccolo villaggio di Ussaredda (Ussara piccola), che secondo la leggenda fu invasa da "Sa musca maccedda" che sterminò quasi tutti i suoi abitanti. I superstiti fondarono il nuovo villaggio di Ussaramanna (Ussara grande). Il toponimo infatti trae origine dal termine Ussara, al quale venne aggiunto l'aggettivo "Manna" per distinguere il paese da quello vicino di Ussaredda.
Di Ussara minore, ormai scomparso, rimane ancora la chiesetta dedicata a San Lorenzo.

Nel Medioevo il centro fece parte del giudicato d'Arborea e nel 1388 fu tra i villaggi che sottoscrissero la pace fra Eleonora d'Arborea e Giovanni d'Aragona.
In seguito alla caduta del giudicato d'Arborea entrò a far parte dell'incontrada della Marmilla, feudo dei Carroz conti di Quirra e divenne marchesato sotto Filippo III di Spagna.

L'abitato si sviluppa intorno al nuraghe di Santu Perdu. Il centro storico conserva alcuni esempi di abitazioni tipiche caratterizzate da corte centrale con porticati e magazzini, costruite in pietrame calcareo o lavico. Le case presentano pregiati portali, che immettono in ampi cortili nei quali ancora oggi vengono lavorate le mandorle, l'uva di malvasia e le olive.
Nella zona sud-orientale del paese si trova la chiesa di Santa Maria, risalente al XVI secolo. Luogo di culto fino al 1753, dopo essere stata sconsacrata, viene utilizzata come Monte granitico.

Tradizioni
Secondo un'antica leggenda popolare nelle campagne di Ussaredda si troverebbero "Is scusorgius", dei tesori nascosti e custoditi dalla spaventosa "musca maccedda", un uccello grandissimo, la cui puntura sarebbe stata in grado di causare la morte di ogni essere vivente.

In occasione dei festeggiamenti legati al Carnevale è usanza fare "Sa predica": tre persone mascherate con abiti da predicatore tengono un sermone parlando dei vizi di alcuni compaesani. Il sermone finisce con lo sparo dei mortaretti e con il rogo di un fantoccio su un carretto che sta a rappresentare il carnevale.

Territorio
Questo piccolo centro agricolo sorge nella bassa Marmilla in una valle compresa tra la giara di Gesturi e quella di Siddi.
Il suo territorio è ricco di ulivi e di grandi distese di grano. Alle pendici della giara di Siddi, incastonata in uno splendido scenario naturalistico, si trova un'oasi di essenze arboree mediterranee, che crescono rigogliose favorite dal clima mite e soleggiato.
Tra le specie più note vi sono: rosmarino, cardo mariano, timo, mirto, salvia, alloro, aloe, lentischio, camomilla, borsa del pastore, cicoria e convolvolo.

Economia
L'economia locale è basata prevalentemente sull'agricoltura e l'allevamento. Rilevante è la coltivazione del grano e dell'ulivo e l'allevamento di ovini e cavalli.
Di notevole importanza è anche la coltivazione del mandorlo e della vite, in modo particolare del vitigno malvasia che produce un vino particolarmente rinomato nell'intera Marmilla.

Negli ultimi tempi ha avuto un notevole incremento la coltivazione delle erbe aromatiche e officinali, impiegate nel settore cosmetico, farmaceutico e di recente anche in quello culinario.
Grazie alla realizzazione di nuove serre si producono ortaggi e funghi.
Nel territorio si trova anche un oleificio e una piccola industria di trasformazione di prodotti agricoli.