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Storia

storia
Il territorio di Cargeghe è stato popolato sin da epoca remota. Le prime testimonianze risalgono all'età nuragica, basti pensare alle domus de janas di Pescialzu e alle necropoli di Pedras Serradas e di S'Elighe Entosu. Alcuni reperti confermano che la presenza umana si è protratta ininterrottamente sia in epoca romana (strada di Sos Bajolos, pavimentata in pietra calcarea), che medievale (chiesa di Nostra Signora di Contra).

Le origini del centro risalgono al periodo feudale. In età giudicale, intorno al XI secolo, Cargeghe fu compreso nel giudicato di Torres e fece parte della curatoria di Figulinas. Dopo la fine del giudicato, avvenuta nel 1255, conobbe le lotte fra i Doria e gli aragonesi, per essere infine incorporata nella baronia di Ploaghe nel 1320 e concessa in feudo a Serafino di Montagnana. Nel 1839 venne riscattato dagli Aymerich.

Tra le edificazioni del passato meritano di essere ricordate l'oratorio di Santa Croce, risalente al XVII secolo e la chiesa parrocchiale intitolata ai martiri San Quirico e Santa Giulitta.

Territorio
Il comune di Cargeghe è situato nel sassarese, alla sinistra del rio de Muros, un affluente del rio Mannu di Porto Torres. Il centro abitato sorge a circa 340 metri sul livello del mare, su un leggero pendio alle pendici settentrionali del monte Pizzo 'e Adde e si affaccia verso nord sulla vasta piana di Campo Mela.

Nel territorio si trovano le domus de janas di Pescialzu, che hanno all'interno un unico ambiente rettangolare con volta piana, e le necropoli di Pedras Serradas e di S'Elighe Entosu, più complesse e di accurata fattura. Dalla periferia occidentale del paese partono i resti della strada romana di Sos Bajolos.

Il suolo è calcareo mosso e segnato da brusche irregolarità, alle quali si è dovuto adattare il paese, che mostra strade tortuose.

Economia
L'economia del paese è basata soprattutto sulla coltura delle querce e la lavorazione del sughero, nonchè sull'allevamento del bestiame, soprattutto ovino. Connesso alle attività tradizionali della pastorizia è l'artigianato locale, basti pensare alla lavorazione della lana e delle pelli.