comunas  ›  comuni sardi  ›  provincia di oristano  ›  albagiara  ›  cultura  ›  storia

Storia

storia
Nel territorio di Albagiara sono presenti diverse testimonianze archeologiche risalenti al periodo nuragico e al periodo della dominazione romana. Nei dintorni del paese si trovano infatti quattro nuraghi: le torri di nuraghe Bingias e i nuraghi Lea, Cala piscinas e San Lussorio, dove sono ben evidenti anche i resti risalenti al periodo romano.

In epoca medioevale fece parte del giudicato di Arborea, inserita nella curatoria di Parte Usellus. Entrò poi a far parte della contea di Quirra, feudo della famiglia dei Carroz.
I primi registri canonici in cui appare il nome del comune risalgono al 1341.

Di notevole interesse la chiesa parrocchiale di San Sebastiano, risalente al XVI secolo, e la chiesa di San Pietro che, inserita nel vecchio cimitero monumentale di Albagiara risalente al XIV secolo, costituiva il nucleo attorno al quale si sviluppava il centro abitato nel rione che ancora oggi ne porta il nome.

Nei primi decenni del 1800 fece parte della provincia di Isili, mandamento di Ales e prefettura di Oristano. Dapprima frazione di Usellus è diventato comune autonomo nel 1959. In quello stesso anno gli abitanti di Ollastra Usellus decisero di cambiare la denominazione del loro paese e scelsero il nome poetico di Albagiara, che evoca lo stretto legame che unisce il paese e i suoi abitanti all'altopiano della Giara.

Il paese è diviso in quattro vicinati: San Pietro, Planu-Ibba, Pinna fiscura, Su forraxi.
Il centro storico si presenta particolarmente interessante con le sue tipiche case in pietra e gli antichi portali.

Territorio
Posto a circa 215 metri s.l.m. Albagiara è un piccolo paese situato ai piedi del versante nord dell'altopiano della Giara. Fa parte della Comunità Montana dell'Alta Marmilla e della Regione Agraria Colline dell'Arborea.

Nel territorio comunale si estende lo splendido bosco di Su padenti, ricco di roverelle, sughere e lecci. Le campagne del territorio sono ricche di ulivi e mandorletti che rappresentano una importante fonte di ricchezza per gli abitanti. L'olio prodotto è di qualità rinomata. Le ottime mandorle vengono utilizzate per la produzione dei tipici dolci tradizionali quali amaretti, gattò e guefus.