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Storia

storia
Il territorio di Narcao conserva tracce di popoli antichi che hanno abitato la zona nel periodo prenuragico (circa 3500 anni fa) e successivi. Molti di questi popoli vivevano nelle numerose grotte della zona e per vivere praticavano la caccia e la pastorizia. Gli strumenti e le armi che usavano erano molto grossolani.
Successivamente ci fu l'arrivo dal mare di un popolo guerriero, con il loro insediamento ci furono i primi villaggi costituiti da grosse torri, edificate con blocchi di pietra, i nuraghi. I popoli nuragici sapevano coltivare la terra e impararono presto a estrarre minerali dal sottosuolo, che poi fondevano per costruire utensili di vario tipo.

Mentre i Nuragici occuparono l'entroterra della zona, i Fenici da tempo erano sbarcati sulle coste e avevano insediato la zona costiera. Pian piano si spingevano verso l'interno, fino ad arrivare nel territorio dove oggi sorge Narcao. In un primo momento ci fu una civile convivenza, ma arrivati al momento dello scontro la vittoria fu dei Fenici. Poco dopo i Punici presero il sopravvento e sostituirono i Fenici in tutti i loro insediamenti e possedimenti. Molte sono le tracce del loro passaggio, come la tipica casa sarda. Nel territorio di Narcao si trovano resti di edifici costruiti da questo popolo. Nella frazione di Terraseo ad esempio c'è quel che rimane dell'antico tempio campestre dedicato alla dea Demetra. I Fenicio-Punici dominarono il territorio per tanto tempo, fino a quando non vennero sconfitti e sottomessi dai Romani.
Della loro presenza rimangono numerose tracce che spesso affiorano dai vasti campi della zona e nelle modificazioni apportate al tempio di Demetra. Con il passare del tempo la situazione non cambiò, le popolazioni che si alternarono, puntarono solamente allo sfruttamento delle risorse naturali.

Intorno all'anno Mille d.C. il Papa inviò dei monaci che cominciarono a costruire chiesette e monasteri nei quali vissero e operarono, aiutando la popolazione a rimettersi in piedi, insegnando nuove tecniche di lavorazione dei campi, cure per alcune malattie e norme utili per la vita di ogni giorno come quelle igienico-sanitarie. Oltre a questi aiuti alla popolazione, costruirono molte chiesette campestri, fu edificata anche una chiesa dedicata a San Nicolò. Uno dei monasteri è ancora ben conservato in una località chiamata Pesus. Narcao assunse ben presto caratteristiche di un vero e proprio paese.

Il centro fece parte del giudicato di Cagliari. Passò poi sotto la dominazione pisana, una delle città marinare che si contendevano il controllo del mediterraneo. Nel 1323 Narcao contava più di 400 abitanti che vivevano in una decina di piccoli agglomerati, la popolazione diminuiva perché gli abitanti si spostavano sempre più verso l'interno, per la paura delle invasioni da parte dei popoli barbari, pirati che una volta sbarcati sulla costa saccheggiavano e distruggevano tutto quello che si trovava sul loro cammino. Iniziò a ripopolarsi con la nascita del Regno Sardo Piemontese (1720), quando alcuni pastori e contadini si stabilirono nel suo territorio.

Nel 1839 Narcao contava 335 famiglie per un totale di 1386 abitanti che divennero 2280 nel 1853, anno in cui, con il Reggio Decreto, il Regno d'Italia approvò l'istituzione del comune di Narcao.

Territorio
Narcao è un paese situato nel Sud-Ovest della Sardegna, oggi fa parte della provincia di Carbonia-Iglesias.
Si trova al centro di un bacino geologico ricco di trachiti e lipariti, resto di un'antica insenatura.
La superficie, comprese le frazioni, si estende per 88 Kmq circa, e va dal monte Tamara e dal monte Nieddu di Nuxis ai monti di Terraseo. E' posto a 127 m sul livello del mare. Le campagne circostanti sono attraversate dal rio Mannu e dal suo affluente rio Canneddu.

Il clima e la vegetazione sono tipicamente mediterranei, con inverni miti ed estati calde. Le piogge sono abbondanti d'inverno e scarse d'estate e non è difficile avere per due o tre mesi l'assenza assoluta d pioggia. La vegetazione spontanea è quella tipica della macchia mediterranea, con arbusti come il lentischio, il corbezzolo, il cisto, il mirto. A Sud-Est si trovano le foreste di Pantaleo con Punta sèbera e rosmarino.
Gli alberi d'alto fusto sono rappresentati dalle querce di vari tipi. Ci sono però anche boschetti di pini e di eucaliptus impiantati dall'uomo.