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Storia

storia
Cittadina dall'etimologia del nome incerta, qualcuno infatti vuole che il suo nome abbia origine nell'appellativo di "Paese delle tortore", Tortolì regala ai suoi visitatori un ideale connubio di emergenze storiche, archeologiche, artistiche, naturali e paesaggistiche.

La sua origine antichissima, attestata a partire dal 3000 a.C. e testimoniata da numerosi ritrovamenti di presenze umane, nuraghi e templi solari nei pressi delle colline di Orrì, precede l'epoca romana provata dai fiorenti insediamenti di epoca romana rinvenuti attorno alla chiesa di San Lussorio.
Gli antichi villaggi, sistemati lungo il territorio fertile e ricco di cacciagione e frutti spontanei, subirono nel corso dei secoli una trasformazione di tipo urbanistico finchè le invasioni saracene lungo la costa spinsero successivamente i loro abitanti a ritrarsi in una posizione maggiormente appartata, posizione che la cittadina assunse come definitiva nei secoli successivi.

In età spagnola sorsero numerose torri d'avvistamento, come la Torre di Zaccurru, conosciuta anche come Torre di San Gemiliano, che vigilava su due approdi, a nord quello di Portu Frailis e a sud il Golfo di Orrì. La Torre di Arbatax, invece, risale alla fine del 1500 e veniva usata come deposito di munizioni.

Nell'Ottocento l'agglomerato assunse la tipica fisionomia urbana caratterizzata dalla piazza centrale, luogo preposto all'interscambio commerciale e sociale, e dai palazzi circostanti. Nel primo decennio del 1900, Tortolì fu nota per uno dei primi allevamenti europei di struzzi che innestò un processo economico e produttivo che, interrotto in parte dai due conflitti mondiali, ebbe modo di proseguire quando, nel 1969, la prima nave della linea Arbatax – Genova ruppe l'isolamento del territorio dell'Ogliastra dando forte impulso al settore turistico.

La chiesa di Tortolì per eccellenza è quella di Sant'Andrea, patrono della cittadina, risalente al 1100, elevata alla dignità di cattedrale nel 1824 e impreziosita da un campanile, ormai immancabile presenza architettonica del centro storico. Poco distante dalla chiesa del patrono, la chiesetta di Sant'Anna dedicata alla protettrice delle puerpere. Fuori dall'abitato sorgono tipici edifici di culto campestri: le piccole chiese di San Lussorio, San Gemiliano e del SS. Salvatore. La chiesa dedicata a Maria protettrice del mare, Stella Maris, si affaccia, invece, sul suggestivo porto di Arbatax.

Tradizioni
Le tradizioni, i saperi e le festività del territorio di Tortolì erano e sono indissolubilmente legate al mondo agropastorale, specialmente in relazione al cambio delle stagioni e in riferimento ai culti pagani per la propiziazione del buon raccolto.

Le festività arrivate fino ai giorni nostri, come quelle di San Lussorio, di San Gemiliano e del SS. Salvatore, anche denominate "is festas de sartu", sono rette da un comitato al quale spetta l'articolata organizzazione degli eventi che rimane sostanzialmente invariata per tutte le festività. Un mese prima dei festeggiamenti alcuni rappresentanti del comitato, detti "obreris", girano per le case con l'intento di raccogliere i fondi, la questua o "gicca", per il sostenimento delle spese relative all'organizzazione. In occasione della festa di Sant'Andrea, il giogo al quale verranno attaccati i buoi che tireranno il cocchio con il simulacro del santo viene posto all'asta per chi vorrà, in questo modo, dimostrarsi grato per qualche grazia ricevuta.
La domenica successiva vengono intonati "is goccius", tipiche laudi, di probabile origine preispanica, che narrano la vita e i miracoli del santo.
Il lunedì la festa continua con i festeggiamenti: dopo una messa solenne viene nominato il responsabile dell'organizzazione dei festeggiamenti dell'anno successivo, chiamato "devotu maggiori", mentre la sera è allietata da canti e balli folcloristici e dai tipici prodotti enogastronomici del territorio.
Per l'occasione vengono create autentiche prelibatezze come il pane casereccio che, immancabile sulle tavole private, accompagna gli arrosti di maiale e le pietanze a base di pecora e capra, spesso servite su grandi taglieri di legno e sughero. I primi piatti, invece, spandono il loro aroma di finocchietto, "cas'e fitta saliu", formaggio salato, e menta. I dolci, ultima fase di passaggio dalla festa alla quotidianità, testimoniano fedelmente le passate invasioni moresche e la dominazione spagnola e prendono la gustosa forma delle zeppole, chiamate "zippulas".

Territorio
Posta in una vasta pianura digradante verso il mare, Tortolì rappresenta uno dei centri più noti della costa orientale dell'Isola.

La costa di Tortolì è attraversata da una striscia di porfido rosso, che forma anche i "Faraglioni di Cea" e "L'isolotto d'Ogliastra", al quale si aggiunge la roccia dolomitica del monte Santo di Balnei e quella di diorite nerastra che si intreccia con il porfido in corrispondenza del Capo Bellavista.

L'aspra costa, accompagnata dalla macchia mediterranea, cede a tratti spazio a insenature, piccole calette e lunghe spiagge. La spiaggia de "La Capannina" si estende a ponente con la sua striscia di sabbia costeggiata dalla macchia verde della pineta. Le spiagge più importanti, come quelle di "Porto Frailis", la spiaggia "del Saraceno" e quella di "Brasaura", offrono al turista l'opportunità di godere di una pezzo di natura incontaminata.

Il lido di Orrì è, invece, una delle spiagge più amate dai residenti. La sua sabbia chiarissima e l'acqua cristallina fanno di questa spiaggia uno dei luoghi più preziosi della costa ogliastrina e, insieme alla "Spiaggia dei Milanesi" e a quella di "Muscì", costeggiate da piante di lentischio, mirto e cisto, una delle mete più appetibili per il turista. Inoltre, l'ultima cala del litorale di Orrì, chiamata "Foxi e lioni" e anche il "Golfetto", è caratterizzata da una costa priva di sabbia e ricca di scogli che invita alla pratica della pesca subacquea.

Poiché la valorizzazione delle bellezze naturali del territorio si affianca a quella della produzione artistica contemporanea, lungo le strade della cittadina si snoda, inoltre, "Su logu de s'iscultura", il museo d'arte contemporanea a cielo aperto, iniziativa unica nel suo genere, che propone una galleria di pregevoli opere di artisti contemporanei.

Economia
Il settore turistico ha un ruolo importante nel territorio di Tortolì e, insieme ai prodotti enogastronomici e di edilizia abitativa, questi ultimi ricavati dalla pietra locale, assume un ruolo importante nell'economia del paese. La costruzione di nuove ed accoglienti strutture ricettive ha, inoltre, creato una notevole richiesta di figure lavorative specializzate nel campo turistico. La realizzazione di un piccolo porto turistico, che offre al navigatore servizi essenziali, ha implementato l'afflusso di navi da diporto.

Il paese fino agli anni '50 si reggeva su un'economia basata prevalentemente sull'agricoltura. Particolarmente curata era la coltivazione del tabacco che per la sua pregiata qualità fu chiamato "Principe". In una vasta area tra Tortolì e la frazione di Arbatax si trovava un allevamento di struzzi, unico in Europa, meta in passato di numerosi turisti; celebre la visita del re Vittorio Emanuele III. Il suo decollo economico fu sancito dall'apertura della cartiera nella frazione marina di Arbatax e dei cantieri dell'Intermare.

Attualmente il settore trainante è il terziario, grazie soprattutto alla presenza del porto di Arbatax e del nuovo scalo aeroportuale. La cittadina, favorita dalla sua posizione geografica, permette di diversificare l'offerta turistica in modo completo per la presenza di moderne strutture ricettive e per la singolare bellezza delle sue spiagge. La stazione balneare è apprezzata inoltre per la possibilità di praticare la pesca subacquea e fare gite in barca per raggiungere le bellissime cale, caratterizzate da sabbie bianche e finissime ed acque color smeraldo, interrotte a tratti da frastagliate scogliere. Rinomata la tradizione gastronomica con gli ottimi prodotti ittici.

La presenza di industrie, della cantina sociale, della peschiera, della centrale ortofrutticola, di diverse attività artigianali e commerciali, rendono la cittadina uno dei centri economicamente più importanti dell'Ogliastra.