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Storia

storia
I numerosi nuraghi sparsi in tutto il territorio fanno dedurre che Tula fosse abitato fin dai tempi antichi. Le sue maggiori postazioni strategiche erano dislocate nelle zone più alte da cui si controllava l'intera piana di Chilivani e gran parte dell'Anglona.

Altri siti, ben conservati, sono visibili in prossimità del fiume Coghinas come i nuraghi Occultu, Mazzone e quello comunemente chiamato Mannu. Nella zona di Santa Maria, sotto la chiesa di Nostra Signora di Coros, sono state ritrovate delle tombe dei giganti e il nuraghe "S'arroccu", poco distante dal luogo di culto. In località "Coloras" è sita una domus de janas dalla particolare forma di fungo.

Del periodo punico non vi sono notizie certe ma solo pochi resti architettonici e grandi quantità di monete che fanno presumere degli scambi commerciali tra gli abitanti del luogo e i mercanti cartaginesi.
Il ritrovamento di alcune monete conferma la presenza dei Romani nel territorio, che vi si stanziarono sicuramente attratti dalle fertili terre.

Nel Medioevo la Villa fece parte della curatoria di Bisarcio del giudicato di Torres, in seguito, verso la metà del 1200, venne acquisita dai Doria. Le nozze tra Eleonora d'Arborea e Brancaleone Doria, nel 1376, fecero sì che il comune fosse annesso al giudicato di Arborea.

Nel 1420 in Sardegna approdano i catalano-aragonesi che la conquistarono in modo definitivo. Le varie vicissitudini del paese furono strettamente legate alla signoria di Oliva fino al 1843.

Tra le vicende che segnarono maggiormente il paese si ricordano quelle del 1956 legate alle rivolte dei contadini. Fu il periodo in cui gli abitanti del luogo, reduci dalla guerra e ormai stanchi dei loro scarsi raccolti, patirono la fame, e la disperazione li spinse ad occupare pacificamente le terre incolte dei ricchi proprietari.
Dopo alcuni anni, quando le conquiste agrarie non produssero più, i lavoratori furono costretti a lasciare in massa il comune creando un vero e proprio disfacimento dell'economia.

Tula ha un aspetto gradevole e colpisce per le bellezza delle sue case. Il centro storico, che occupa la parte più alta del paese, è costruito da casette ad un solo piano, dimore alte e maestose, stalle dagli interessantissimi portali e vecchie abitazioni in disuso, tutte offrono testimonianza della vita passata del paese, della sua antica cultura ma anche della sua evoluzione.

Nel centro abitato sorge la chiesa di Sant'Elena Imperatrice costruita nel 1898 in stile romanico-pisano. Da visitare inoltre la chiesa di Nostra Signora di Coros, la cui costruzione risale probabilmente al 1100-1150, ad opera di maestranze sarde influenzate dalla cultura Pisana.

Territorio
Tula è situato tra il Logudoro, del quale fa parte, l'Anglona e la Gallura. E' circoscritto dalle terre logudoresi del basso Coghinas, il fiume che attraversa il territorio e che anticamente era un punto fortemente strategico.

Il toponimo del paese si presume sia di origine paleosarda anche se comparabile con il latino "tabula" (appezzamento di terreno o di vigna).

Il borgo agricolo è posizionato ai piedi dell'altopiano di "Su sassu", formato da trachite di vari colori e da roccia calcarea, dal quale è possibile ammirare la fertile pianura alluvionale di Chilivani e uno splendido paesaggio sul lago.

La zona di maggiore interesse naturalistico è quella del lago Coghinas, le cui rive sono coperte dalla tipica vegetazione della macchia meditarranea, sughere e tamerici. In alcuni tratti trovano rifugio lepri, conigli, pernici, aironi, galline prataiole, folaghe, poiane, colombacci, gheppi, corvi reali e l'ormai rara martora. Nel lago è possibile praticare la pesca di trote, carpe, persici reali, tinche e anguille.

Economia
L'economia è prevalentemente incentrata sull'allevamento. Di recente si è voluto puntare anche sul settore turistico, che si basa soprattutto sul pittoresco e pescosissimo lago Coghinas, ma anche sulle altre particolarità ambientali, archeologiche e gastronomiche della zona.