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Storia

storia
Le domus de janas che a Banari sono conosciute col nome di "Sos sette coroneddos" testimoniano la presenza dell'uomo sin dal neolitico (1800-1500 a.C.).
La civiltà nuragica durò sino al 238 a.C. quando arrivarono i Romani, ciò è testimoniato dalla presenza di una necropoli pagana poco distante dal paese, in una zona compresa tra le località di Tonca e Binza idda.
La nascita vera e propria di Banari risale al Medioevo per la fusione di tre nuclei, quello del villaggio omonimo e i centri monastici di San Lorenzo e San Michele.

Con la caduta dell'impero romano, la Sardegna venne occupata dai Vandali dal 455 fino al 533 circa. Banari fece poi parte del giudicato di Torres e di questo periodo storico conserva ancora ricche testimonianze, come il santuario di Nostra Signora di Cea, la chiesa parrocchiale e la chiesa di San Michele.
Nel 1259 alla morte della giudicessa Adelasia, il paese passò sotto il dominio dei Doria. Nel 1297 Papa Bonifacio VIII, cedette la Sardegna in feudo al re d'Aragona, inizia così il periodo aragonese che si protrarrà dal 1323 al 1714. Il paese di Banari fu compreso, insieme a Siligo, nella contea di Villanova Montesanto, feudo degli Alagon.
Nel 1796 il paese aderì ai moti antifeudali promossi da Thiesi.

Territorio
Il comune di Banari è un piccolo paese della Sardegna, nel centro del Logudoro, in provincia di Sassari. Si trova ai piedi di una collina detta "Pale idda", su un territorio che si alterna fra valli attraversate da corsi d'acqua e alture di trachite rosa.
Il centro abitato si trova ad un'altitudine di 419 metri sopra il livello del mare.
A nord del paese troviamo il monte Maiore mentre a sud il monte "Sa silva", di notevole interesse naturalistico. Da visitare anche l'oasi faunistica di "Badde manna" e le alture di Corona Alta.

Economia
L'economia del paese è principalmente legata all'attività agro-pastorale, con un forte allevamento ovino. Alla pastorizia si affianca l'attività estrattiva della trachite rossa, che ancora oggi adorna antiche e nuove costruzioni.
Un tempo, con la trachite, di cui il paese fu anche esportatore, si realizzavano creazioni artistiche e di edilizia pubblica e privata.
Una certa importanza ha avuto anche la fabbricazione di materiali in terracotta quali tegole e mattoni.
Altre attività rilevanti per il paese sono la produzione di cereali, olive, uva e sughero.