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Storia

storia
I terreni fertili e l'abbondanza di giacimenti minerari hanno fatto sì che vi si stanziassero insediamenti umani fin dai tempi più remoti.
Sono di età nuragica, infatti, le tracce di sepolture in cavità naturali nella località di Su moinu de Perdaxius e i nuraghi di monte S'orcu e Camboni.

Dopo l'anno Mille Perdaxius, fondato dai padri francescani, contava poche abitazioni attorno alla chiesa. Fu dapprima feudo pisano e, dopo un periodo di appartenenza al giudicato di Cagliari e di infeudazione a Pisa, passò sotto gli Aragonesi. In seguito il territorio fu abbandonato per diversi anni a causa delle invasioni barbariche.

A partire dalla seconda metà del XV secolo, fu ripopolato e riorganizzato, passò alla famiglia Gessa e quindi ai Bellit.

Nel 1821 fu riscattato dal marchese di Palmas e nel 1853 divenne frazione del comune di Narcao. Solo nel 1958 il paese è diventato comune autonomo.

Oggi si articola in una rete di strade che gravitano intorno alla chiesa parrocchiale. Le case semplici, poi sostituite da edifici bassi disposti sulle vie principali, sorsero originariamente attorno ad un centro monastico.

Il suo toponimo significa "pietroso", aggettivo che riflette l'abbondanza di materiali litici nel territorio.

Territorio
Il paese sorge nel cuore della zona mineraria del Sulcis ed è avvolto da un territorio ricco di piombo argentifero.

Il centro abitato si trova in pianura, vicino al corso d'acqua chiamato rio Perdaxius. Anche in questo caso la vocazione agricola è stata aiutata da fertili terreni e da una buona disponibilità di acque.

Nel territorio di Perdaxius la popolazione è divisa per il 55% nel capoluogo ed il restante 45% in ben 14 frazioni, di queste le più popolose sono: Pesus, Mitza justa, San Leonardo, Is manais ed Is pistis.

Economia
Le principali risorse economiche, un tempo legate all'attività mineraria (come testimoniano le miniere ormai in disuso di San Simplicio), oggi provengono principalmente dalla pastorizia e dall'agricoltura.