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Storia

storia
Le origini di Simaxis non sono databili, ma sul territorio sono stati rinvenuti i resti di capanne di frasche e di canne palustri, con manifatture e statuette rappresentanti la dea Madre mediterranea, appartenenti alla cultura di San Michele che va dal 1600 al 1200 a.C.
I ruderi dei nuraghi presenti nella bassa valle del Tirso risalgono, invece, al periodo nuragico arcaico (cultura di monte Claro del 1200-900 a.C.).
La vicinanza al monte Arci permise l'utilizzazione industriale dell'ossidiana per la produzione di manufatti e strumenti. Intorno al IX secolo a.C., in pieno periodo nuragico, comparvero in Sardegna i fenici, alla fine del 500 a.C. la zona venne invasa dai cartaginesi. Inoltre subì l'occupazione dei vandali e quella più lunga dei bizantini che influenzarono la cultura, la religione e l'arte. Persiste ancora il culto per i santi orientali come, ad esempio, San Teodoro.

Nel IX secolo numerosi borghi e villaggi sorsero nella valle del Tirso e vennero compresi nel giudicato d'Arborea, nelle due curatorie del Campidano maggiore e del Campidano di Simagis.
La più antica testimonianza dell'esistenza di Sant'Eru di Simagis (San Vero Congius) risale al 1140.
Intorno al 1229, al tempo del priore Nicolò, sono ricordati i centri di Santu Eru, Simagis margiani, Simagis de josso e Simagis Santu Jiulianu. Gli ultimi due sono scomparsi.

Nel 1637 i francesi tentarono di invadere la Sardegna passando dal Golfo di Oristano. I centri di San Vero Congius e Simagis rimasero quasi deserti. Invasioni e pestilenze durarono per lungo periodo e, quando nel 1720 i piemontesi presero possesso dell'isola, il paese risultò spopolato e misero. Il territorio venne bonificato nel 1848 e potè riprendere il suo sviluppo.

Tradizioni
Secondo la tradizione popolare, ormai centenaria, San Simmaco sarebbe nato a Simaxis e la parrocchia costruita in suo onore nel luogo in cui era situata la casa paterna. Questa tradizione è basata sull'uguaglianza dei nomi Simaco-Simaxis, ma in realtà non risulta alcun documento che testimoni tale notizia.

Territorio
L'abitato di Simaxis è situato a 17 metri sul livello del mare, sulla riva sinistra del rio Sant'Elena, un affluente del Tirso. Del comune fa parte la frazione di San Vero Congius, situato a 12 Km.

Il territorio su cui sorge è pianeggiante e ricoperto da un grosso strato alluvionale.
Originariamente era in gran parte paludoso a causa dei ristagni d'acqua dovuti alle piene del fiume, in seguito è stato bonificato.
I terreni alluvionali più vicini al letto del Tirso e del suo immissario vengono indicati col termine "bennaxi", che significa terreno alluvionale molto fertile. Sono tra i migliori della Sardegna e vengono coltivati soprattutto a ortaggi.
E' possibile trovare terreni di diversa struttura e fertilità. Quelli che presentano una maggiore quantità di ciottoli e ghiaia, provenienti dai sovrastanti rilievi trachitici e granitici, sono denominati "gregori". Nel periodo estivo sono piuttosto aridi e vengono destinati alle colture arboree.

All'interno dell'abitato di Simaxis è situato il monte frumentario (monte granatico) che risale agli inizi del IX secolo. Era il luogo dove i contadini accumulavano una parte del grano raccolto per poterlo distribuire gratuitamente ai poveri o venderlo alle persone che volevano iniziare la coltivazione.

Economia
L'economia locale si basa soprattutto sull'agricoltura con coltivazione di frumento, riso, olivo, vite, carciofi.