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Storia

storia
A Turri si riscontra l'assenza di testimonianze prenuragiche, ad eccezione delle "stazioni" di ossidiana di Turriga e Mitza sa lida. Nella zona esistono anche numerosi nuraghi come quelli di Bruncu monti ari, Turriga, Sirissi e i due nuraghi complessi di Cabonu e Su senzu.

Dei periodi successivi, punico e romano, non sono stati rinvenuti reperti che ne confermino l'occupazione.

Il villaggio originario risalirebbe al periodo medioevale. Turri appartenne al giudicato di Arborea e fece parte della curatoria della Marmilla. Caduto il giudicato, nel 1410, passò sotto il dominio catalano-aragonese. Inizialmente, fece parte del marchesato di Oristano, poi passò sotto il dominio dei Carroz, marchesi di Quirra.
Nel 1470 Leonardo Alagon guidò i sardi contro il dominio aragonese, sino a giungere alla vittoria nella battaglia di Uras, mentre fu sconfitto nella battaglia di Macomer del 1478.
Nel 1504 il re Ferdinando d'Aragona confermò alla marchesa di Quirra, Violante Carroz, il possesso dei feudi già appartenti ai suoi avi, inclusa l'Incontrada di Marmilla.

Nel 1718, con la pace che pose fine alla guerra di successione spagnola, la Sardegna, col Trattato di Londra, fu assegnata ai Savoia. Nel 1744, a causa della guerra tra i Savoia e la Spagna, in Sardegna vennero confiscati i feudi appartenenti ai feudatari domiciliati in Spagna, fra cui il marchesato di Quirra che comprendeva anche l'Incontrada di Marmilla. Nel 1748 però la pace di Acquisgrana restituì il feudo al marchesato. Turri divenne libero dai vincoli feudali nel 1836.
Nel 1928 venne aggregato al Comune di Tuili perdendo la sua autonomia, che riacquistò dopo 18 anni, nel 1946.

Nel piccolo centro storico sono ancora presenti, le costruzioni tipiche della Marmilla, le "case a corte", che a Turri sono piuttosto numerose. Queste case sono circondate da alti muri, dietro l'abitazione c'è un piccolo orto e davanti un vasto cortile, che si affaccia sulla strada con un ampio portale. I più antichi portali di Turri risalgono all'Ottocento, ma sono numerosi anche quelli del secolo scorso.

Territorio
Turri sorge nel cuore della Marmilla pianeggiante, tra la Giara di Gesturi e quella di Siddi. Il panorama che si può godere dal paese è piuttosto vario, in primavera è infatti possibile ammirare il verde colore dei campi coltivati, mentre in estate prevale il colore intenso della terra.
Nella zona chiamata "Molinu" si trova la più grande concentrazione di ulivi secolari di tutta la Sardegna. Caratteristica storica di questi alberi è che vengono da sempre marcati con le iniziali del nome del proprietario, il che avviene al fine di evitare confusioni ed appropriazioni indebite.

Economia
L'economia di Turri è prevalentemente agricola, le produzioni più importanti sono quelle di cereali, fave, lenticchie, vino, olio, ortaggi. Sono particolarmente pregiati i meloni di questa zona e lo zafferano, per i quali vengono organizzate due famose sagre.
Altre importanti attività economiche del paese sono l'artigianato della scultura in pietra, la lavorazione del legno, dei coltelli, dei ricami e dei cestini.