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Storia

storia
Il territorio del comune di Sardara è stato abitato fin da tempi antichissimi. L'esistenza del tempio nuragico di Sant'Anastasia testimonia infatti la presenza costante dell'uomo fin dal IX secolo a. C. La sorgente di acque curative, che per le loro proprietà terapeutiche venivano chiamate "de is dolus", era considerata tra le più importanti dell'isola.
In epoca romana sorse il centro termale chiamato "Aquae Neapolitanae" e intorno ad esso si sviluppò un popoloso borgo.
Durante il Medioevo il centro abitato si espanse, favorito dalla vicinanza del castello di Monreale e fece parte della curatoria di Bonorzuli.
All'inizio del XIV secolo il territorio passò sotto il controllo degli Aragonesi, in seguto alle operazioni militari condotte nell'isola dall'Infante Alfonso.
Nel 1328 il castello e il territorio circostante passarono sotto il controllo dei re di Arborea, che ne fecero un'importante punto di difesa contro i continui attacchi aragonesi.
Nella seconda metà del XV secolo il castello, insieme al centro abitato di Sardara, dopo un breve periodo in cui appartenne al marchese di Oristano, Leonardo Alagon, ritornò definitivamente sotto il controllo degli Aragonesi. Il paese fu compreso nella baronia di Monreale e incorporato nella contea di Quirra, feudo dei Carroz.

Tradizioni
Nel mese di febbraio si svolgono i festeggiamenti per il Carnevale, si tengono nel centro del paese e prevedono l'organizzazione de "Sa cursa de sa goga" (la corsa della strega). Durante la corsa, i cavalieri che provengono da tutta la Sardegna, lanciati a grande velocità tentano di infilzare con una lancia un anello sospeso, posizionato da un altro cavaliere mascherato da strega. Nel momento in cui viene infilzato l'anello ha inizio la vera festa, con spettacolari corse a pariglia di tutti i cavalieri partecipanti.

La manifestazione più importante è quella che si tiene a metà settembre. I festeggiamenti in onore di Santa Maria de Is Acquas, che trovano origine in un culto cristiano, che si è sovrapposto alla religione pagana, prevedono una processione in cui la statua della Santa viene trasportata dal paese alla chiesetta campestre su un cocchio trainato da un giogo di buoi. Sembra che il simulacro originale, con tutta probabilità risalente all'epoca medioevale, venne ritrovato intorno al 1500 nei pressi della chiesetta. La processione si apre con i cavalli addobbati a festa, seguiti dai gruppi folk e dalla banda musicale. L'importanza della festa è confermata dal suo valore propiziatorio, cade infatti a "cabudanni", periodo in cui si riprendono i lavori della terra.

Territorio
Il comune di Sardara sorge nella zona centrale della pianura del Campidano, ad un'altitudine di 163 metri sul livello del mare.
Grazie alla sua posizione, che lo vede collocato a metà strada tra Cagliari e Oristano, Sardara ha sempre avuto un'importanza strategica che ne ha favorito lo sviluppo. Da segnalare a tal proposito che il paese è attraversato dal tracciato originario della Strada Reale Carlo Felice.
Il centro abitato, che si trova ai piedi della collina di Su sibizziri, è caratterizzato da una struttura viaria articolata e da isolati raggruppati e molto compatti. Le abitazioni tipiche sono realizzate con alti muri trachitici interrotti nelle parti non portanti da mattoni in argilla (ladiri) di colore rossastro.
Interessanti dal punto di vista geologico le discariche di due miniere situate in una zona poco distante dal centro abitato. Attive fino a pochi decenni fa, presentano una serie di filoni di barite e fluorite incassati negli scisti di origine paleozoica.

Sardara è famosa per la presenza nel suo territorio delle terme di Santa Maria Acquas. Le terme, immerse in un bosco di eucalipti che dista appena 2 chilometri dal centro abitato, sfruttano fin da tempi antichi, alcune sorgenti di acque mineralcarbonato-alcaline che sgorgano a temperature vicine ai 60-70 gradi centigradi.

Economia
L'economia locale è basata per la maggior parte sul turismo, infatti la presenza delle terme determina una presenza costante di turisti, grazie ai diversi alberghi e alle beauty farm, che restano aperti durante tutto l'arco dell'anno.