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Storia

storia
I primi insediamenti risalgono al periodo nuragico. Il sepolcro megalitico è una delle testimonianze preistoriche del territorio desulese che conserva anche alcune domus de janas, tombe dei giganti, resti di nuraghi e un villaggio di capanne. Inoltre, non mancano reperti ceramici e riferimenti testimoniali di epoca romana.

Si cerca di ricostruire l'origine di Desulo spiegando il significato etimologico del nome: "exul", esilio. Secondo una leggenda la persecuzione attuata dai Goti costrinse all'esilio gli abitanti di Calmedia, l'attuale Bosa, nel 305 d.C. Questi abitanti si unirono all'antica popolazione locale e fondarono un villaggio che chiamarono appunto Exul, per ricordare la loro condizione di fuggiaschi.

Desulo è un centro antico, ma le notizie dirette sulla storia più remota del paese sono poche e frammentarie. Grazie ad alcuni antichi documenti è possibile affermare che nel Medioevo fece parte della curatoria del Mandrolisai, sotto il giudicato di Arborea. Con l'avvento degli Aragonesi ottenne di essere governato da nativi.
Nel 1711 venne incorporato nella contea di San Martino, feudo dei Valentino, dai quali fu riscattato nel 1839. Notizie più ampie e più certe di Desulo si ritrovano nei documenti del XIX secolo.

Il paese è suddiviso in tre rioni: Ovolaccio, Issiria e Asuai, un tempo collegati da piccoli sentieri, ora invece uniti dalle nuove case sorte lungo la strada principale. Ognuno dei tre rioni ha, però, conservato la propria identità che si manifesta nella celebrazione delle sagre paesane. Una leggenda racconta che i tre centri rappresentavano le antiche regioni della barbagia, Ollolai, Belvì e Seulo, e i tre colori che li simboleggiavano, il rosso, il giallo e il blu, sono i colori principali del tipico costume femminile del luogo. Nel rione Issiria è possibile ammirare la chiesa di Santa Croce, che le sue bellissime opere lignee e gli affreschi in stile barocco, e la chiesa del XV secolo di Sant'Antonio Abate in stile tardo-gotico, con un interessante e prezioso pulpito ligneo. Nel rione Assuai si può visitare il centro storico, con le piccole case rustiche realizzate con pietre di scisto, caratterizzate da balconate lignee che si affacciano su viottoli in ciottolato.

Nel 1878, a Desulo, nacque Antioco Casula (noto come Montanaru), considerato il maggior poeta lirico in lingua sarda. Sin da giovane si dedicò alla scrittura di poesie, frequentando molti intellettuali del periodo tra cui Giuseppe Dessì, Sebastiano Satta e Francesco Ciusa. Nel 1925 a Milano, rappresentò la Sardegna al primo congresso nazionale dei dialetti d'Italia.

Tradizioni
Tra le tante caratteristiche di Desulo, quella più importante è, sicuramente, l'uso dell'antico costume tradizionale femminile, indossato ancora oggi da molte donne. Il costume desulese, reso prezioso dai suoi decori e dai suoi ricami, è in orbace, ricamato con fili ricchi di colori vivaci, tra i quali predominano il rosso, il giallo e il blu.

Territorio
Desulo si trova sul versante occidentale della catena del Gennargentu, arroccato su un costone che sovrasta una profonda vallata coperta di boschi di lecci, roveri, noci, ciliegi e castagni e ricca di sorgenti. Ancora oggi conserva il fascino delle antiche tradizioni e una natura incontaminata, un ambiente unico, ricco di suggestioni, scenari e luoghi di incomparabile bellezza.

Il paese è posto proprio nel cuore dei monti del Gennargentu, in autunno i boschi si tingono del giallo, dell'arancio e del rosso delle foglie secche e si riempiono di castagne e nocciole. Dolci valli si alternano a boschi secolari e cime desolate, una delle zone più suggestive è quella dominata da "Su toni 'e girgini", la rupe calcarea che si erge a 1218 metri d'altezza. Oltre ai mufloni e alle aquile reali sono presenti nel territorio, fra gli altri, martore e gatti selvatici.

Desulo conserva ancora oggi il suo aspetto di antico e suggestivo paese di montagna, abitato da gente semplice e ospitale, con il loro caratteristico costume di orbace, l'abilità degli intagliatori del legno, coi loro pregiati manufatti artigianali, come "is truddas" e "is taggeris" e i sapori dei cibi, preparati secondo le antiche ricette tradizionali e con materie prime di altissima qualità.

Per conoscere la civiltà agro-pastorale del paese, è possibile visitare il museo etnografico "casa Montanaru", realizzato nella casa natale del poeta Antioco Casula, detto "Montanaru". I quattro piani del museo raccolgono una serie di attrezzi tipici delle varie attività dei pastori, dei contadini, degli artigiani, divisi per sezioni tematiche, nonchè una interessante rassegna degli abiti tradizionali e 1500 volumi che compongono la biblioteca personale del poeta omonimo.

Economia
Per Desulo, tipico borgo montano a economia pastorale e turistica, la montagna è sempre stata la principale fonte di sussistenza. Il paese possiede uno dei più grossi patrimoni zootecnici della Sardegna, composto da allevamenti di caprini, ovini e di suini. Da ricordare, inoltre, l'abilità degli artigiani desulesi, sapienti intagliatori del legno.

La bellezza del paese e del territorio che lo circonda attira da sempre numerosi turisti che ricercano il contatto con la natura incontaminata di questi luoghi.