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Storia

storia
Nel territorio di Calangianus la presenza dell'uomo nuragico risale al 2000 a.C., ciò è dimostrato dai reperti archeologici nelle grotte di Monti biancu e Li conchi.
Alcuni nuraghi risalgono all'età del bronzo, nuraghe Agnu, Monti di deu e Laicheddhu ancora in piedi, mentre nuraghe Casteddhu, Pulgatoriu, Pastinacciu, Paolucciu, San Leonardo quasi del tutto distrutti. Inoltre a questo periodo appartengono anche i due monumenti megalitici meglio conservati, la tomba dei giganti in località Pascaredda e la Funtana di Li paladini.

La tradizione vuole che Calangianus in origine si trovasse in prossimità del fiume Liscia, nei pressi di Bassacutena, vale a dire a più di 50 chilometri dall'attuale collocazione. In seguito a frequenti malattie epidemiche e per sfuggire all'invasione dei pirati e dei saraceni, i vecchi abitanti di Calangianus pensarono di allontanarsi il più possibile dal mare.

La prima notizia sicura su Calangianus si trova in un documento Aragonese del 1358, in cui si dice che il centro urbano faceva parte del feudo del barone Cathonet Doria e aveva tra i 30 e i 60 abitanti. Ma è certo che dopo la fase preistorica e quella nuragica, testimoniate da numerosi insediamenti sul territorio, la vicenda storica del paese si intrecciò a quella di Tempio Pausania di cui condivise le vicissitudini.

Calangianus ha dato i natali a una serie di figure illustri e carismatiche della storia religiosa e politica della Sardegna tra le quali: Padre Tommaso di Calangianus (1777-1840), missionario cappuccino morto martire a Damasco; Padre Antonio da Calangianus (1673-1742), più volte provinciale dell'ordine dei cappuccini in Sardegna; Padre Bonaventura da Calangianus (1831-1916), a sua volta provinciale; Niccolò Ferracciu (1815-1892), parlamentare e ministro dello Stato Italiano; Gaetano Mariotti (1846-1902), rettore dell'ateneo sassarese e poi sindaco di Sassari; Pietro Liscia (1871-1957), sottosegretario alle Finanze in un governo dello Stato.

Il toponimo deriverebbe dal nome logudorese "carogna", che contraddistingue una pianta (secondo alcuni è il nome antico della carota), da cui Caragnanus, cioè "luogo delle Caragne".

Tradizioni
In tempi addietro, nel periodo della Quaresima, era usanza non solo astenersi dal mangiare carne, ma anche da ogni altra sorta di divertimento. Poichè le campane rimanevano in silenzio e non potevano suonare sino alla serata di sabato, durante tutta la Settimana Santa a Calangianus, era usanza che i bambini percorressero le strade con strumenti di legno di fattura rustica chiamati "mattutini", "zirrioli" e "tauleddi", per invitare i fedeli a partecipare ai riti religiosi.

Secondo un'antica tradizione, ogni anno, in occasione della festa di San Giovanni Battista, alcune famiglie calangianesi che costituiscono la "Tripita" si recano in pellegrinaggio a San Giovanni di Liscia, la chiesa campestre più antica. Questa chiesa è importante in quanto una leggenda indica in quella località le origini del paese.

Territorio
Il paese si trova alle falde settentrionali del monte Limbara, in una conca inclinata verso ovest, ad un'altezza di 500 metri sopra il livello del mare, distante 30 chilometri da Olbia e 45 chilometri dalla Costa Smeralda.
Fa parte del parco naturale regionale e il suo territorio si estende per una superficie di oltre 13000 ettari con una morfologia prevalentemente collinare, ricco di ruscelli e con formazioni granitiche. La sua vegetazione, tipicamente mediterranea, è dominata dalla presenza di querce da sughero, lecci, cisto e corbezzolo. In autunno i boschi si arricchiscono di molte specie di funghi. I dintorni sono ricchi di testimonianze archeologiche quali nuraghi e tombe dei giganti.

Economia
Calangianus rappresenta il maggiore centro italiano per l'estrazione e la lavorazione del sughero. Possiede, infatti, moderni impianti e una scuola per la coltura delle querce e lo sfruttamento del loro prodotto. Dalle sue fabbriche partono ogni giorno per tutto il mondo milioni di tappi e altri prodotti derivati della lavorazione del sughero, come i pannelli isolanti e altri tipi di prodotti artigianali, fra i quali rivestimenti per orologi, cofanetti e borsette, fino all'utilizzo delle polveri di scarto per la produzione di calore per le industrie stesse. Dal 1978 vi si svolge un'importante manifestazione: la fiera internazionale del sughero.
L'economia del paese, tuttavia, non si limita alla lavorazione del sughero. Nel comune si trovano numerose cave per l'estrazione del granito, alcune aziende dedicate al trasporto, altre impegnate nella produzione di spumante e anche nel mercato dei giocattoli.