comunas  ›  comuni sardi  ›  provincia del medio campidano  ›  lunamatrona  ›  cultura  ›  storia

Storia

storia
Il territorio di Lunamatrona fu abitato fin dal periodo prenuragico, come dimostra la presenza di numerosi centri per la lavorazione dell'ossidiana. Inoltre sono presenti 5 nuraghi complessi, 11 nuraghi monotorre, 1 tomba di giganti e 1 pozzo sacro. Possono essere visitati il nuraghe "Pitzu cummu", situato alla periferia del paese, la tomba di giganti "Su cuaddu 'e nixias", che si trova a circa 300 metri dal museo del Territorio, e il protonuraghe Trobas.

Nel periodo punico e romano il centro si distingueva per una vocazione prevalentemente agricola, testimoniata dai frequenti ritrovamenti di resti di denti in ossidiana che servivano per armare le rudimentali falci di quel periodo. Sicuro indizio di una forte presenza romana sono i ritrovamenti di vasi e lucerne risalenti all'epoca imperiale.

Durante il Medioevo il paese appartenne al giudicato di Arborea e nel 1426 entrò a far parte del marchesato di Oristano, controllato dal re di Spagna. Nel 1478, in seguito al fallimento della rivolta antiaragonese guidata da Leonardo de Alagon e al passaggio nella giurisdizione della Contea di Quirra, divenne feudo dei Carroz.

Nel 1798 passò agli Osorio della Cueva e a loro appartenne fino al 1839, anno in cui fu abolito il feudalesimo.

Si pensa che il nome Lunamatrona derivi dal latino "Juno Matrona". L'esistenza nelle campagne del paese di una località chiamata "Ginìu" potrebbe confermare tale ipotesi poichè testimonierebbe non solo la trasformazione in lingua sarda del nome latino "Junonis" (Giunone), ma anche la presenza nella zona di un grande tempio dedicato alla dea.

Il centro urbano è caratterizzato dalla presenza di abitazioni con alti muri e un ampio portale d'accesso con arco ogivale.
Al centro del paese sorge la parrocchiale di San Giovanni Battista, edificata nel XVI secolo. All'interno è custodito l'antico retablo di Santa Maria, attribuito ad Antonio Mainas della "Scuola di Stampace" (Cagliari).

Tradizioni
Lunamatrona si distingue per le millenarie tradizioni enogastronomiche che contemplano pietanze semplici e gustose e vini e liquori messi in vendita dai piccoli produttori locali. Le festività del territorio, inoltre, si ricollegano a ricorrenze religiose, spesso sviluppatesi sui riti pagani legati al cambio delle stagioni e alla produzione agricola o all'allevamento.

Le tradizioni includono anche suggestive leggende, come quella della saggia e furba Potenzia Cappai, legata alla tradizione poetica orale sarda, donna fra le più intelligenti e loquaci di Lunamatrona, la cui anima, desiderosa di avere sempre l'ultima parola, avrebbe vagato fino all'intervento di un sacerdote.

Territorio
Il paese, situato a un'altitudine di 180 metri sul livello del mare, sorge nella piana interna della Marmilla, attraversata dal Flumini Mannu. Il suo territorio, circondato dalle Giare di Siddi e Gesturi e dalle colline della Trexenta, ha un'estensione di circa 21 chilometri quadrati. Come quasi tutto il territorio della Marmilla, è abbastanza povero di piante ad alto fusto a causa della rara presenza dell'acqua. Pertanto, la maggioranza dei terreni è adibita a pascolo e assume durante l'estate il tipico colore giallo dorato, intervallato dal verde dei vigneti e da piante e fiori selvatici della macchia mediterranea. Piccole sfumature di verde sono anche quelle dei mandorleti e degli uliveti.

Le bellezze naturalistiche e archeologiche di Lunamatrona fanno parte del Consorzio "Sa corona arrubia", nato come associazione di quattro comuni, Collinas, Lunamatrona, Siddi e Villanovaforru, e poi ampliatosi ad altri comuni. Il Consorzio, che si avvale delle risorse naturali e storiche di Lunamatrona e degli altri comuni, deve il suo nome alla pendenza basaltica, foderata di licheni di colore rosso, che segnala l'estensione dell'altopiano di Siddi.

Economia
Il tessuto economico della zona è prevalentemente agropastorale, con importanti coltivazioni cerealicole e di legumi.
Si produce dell'ottimo miele, farine di grano duro di elevata qualità, olive e olio extravergine d'oliva, una deliziosa malvasia e ottimi meloni coltivati in asciutto per mancanza d'irrigazione.