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Storia

storia
La presenza umana nel territorio di Monti risale all'età neolitica e nuragica, ed è testimoniata dal rinvenimento di tombe megalitiche, menhir e nuraghi. Il monumento meglio conservato e di maggiore interesse è il nuraghe Logu , chiamato anche Concanu calvu.

Il periodo romano è caratterizzato da una capillare occupazione del territorio soprattutto negli ultimi secoli della Repubblica e in quelli dell'Impero; era infatti interessato dal tracciato di una arteria molto importante per l'economia della regione, la strada "a Karalibus Olbiae", che oggi collega Cagliari ad Olbia.

La zona, particolarmente ricca e trafficata, fu frequentata da mercanti pisani che qui acquistavano pelli, grano, cereali e il legno dei boschi di cui era ricco il territorio. La presenza dei resti del castello di Crasta testimonia che la zona fu soggetta alla dominazione dei Doria; il castello, costruito nella seconda metà del XIII secolo, fu espugnato dai Pisani poche decine di anni dopo.

In epoca medioevale il territorio di Monti appartenne al giudicato del Logudoro. Nel 1338, in seguito ad un accordo firmato tra gli Aragonesi e il giudicato di Arborea, venne incluso nei territori del Montacuto, prima di essere ceduto nel 1412 a un certo Pietro de Feno.
Le terre passarono in feudo alla famiglia Deffenu che le cedette in seguito alla famiglia Farina. I Farina le controllarono fino al 1839, anno in cui fu abolito il feudalesimo.

Il centro abitato conserva nella sua parte più antica delle costruzioni in conci di granito. Di notevole interesse il campanile della parrocchiale di San Gavino, eretto intorno al seicento.

Tradizioni
Il patrimonio di cultura e di tradizioni di Monti è caratterizzato sia da aspetti religiosi, che da quelli legati più strettamente alla realtà socio-economica del territorio.
Da un lato i festeggiamenti in onore del patrono del paese, San Gavino Martire, che si tengono ogni anno a metà settembre. Dall'altro la sagra del Vermentino, manifestazione fortemente radicata nelle tradizioni montesi, che celebra il vino prodotto nella zona, famoso in tutto il mondo. La sagra si svolge durante la prima settimana di agosto, ed è caratterizzata da assaggi di formaggi e salsicce, accompagnati da degustazioni di Vermentino.

Territorio
Il paese, che si estende su una superficie di circa 123 kmq, è situato in una posizione intermedia tra la superstrada che collega Cagliari a Sassari e la città di Olbia. Sorge nel Montacuto, sub-regione del Logudoro, ai piedi dei monti del Limbara, su un'ampia depressione circondata da colline verdeggianti che degradano lentamente verso il mare del golfo di Olbia.

Il centro abitato è circondato da imponenti boschi di sugheri e lecci, accerchiato dalle vigne da cui si produce il famoso Vermentino di Gallura.
All'uscita del paese, seguendo la strada che conduce ad Alà dei Sardi, si giunge all'altopiano di S'ambiddalzu, in cui si può godere dello stupendo paesaggio fatto da bassi cespugli ed enormi massi granitici erosi dal vento, tipici del territorio della Gallura.

Importante attrazione turistica è l'oasi di ripopolamento e di salvaguardia agro-faunistica. Nata circa 70 anni fa, è di proprietà del demanio forestale sardo. Al suo interno, oltre alla flora caratteristica di queste zone, si trovano alcune interessanti specie animali: cervi, cinghiali, mufloni, capre selvatiche e falchi. Non è inconsueto avvistare anche un animale ormai raro: "s'intulzu", la poiana sarda.

Il territorio del comune di Monti è spesso meta di turisti che, oltre alle bellezze dell'entroterra, giungono in Sardegna per le vacanze al mare: dista infatti poche decine di chilometri dalla Costa Smeralda e poco più dal Parco Marino dell'Arcipelago della Maddalena.

Economia
L'economia è basata prevalentemente sull'attività sugheriera e vinicola, famoso in tutto il mondo è il Vermentino prodotto dalle uve coltivate nella zona. Il Vermentino, giunto in Gallura nel secolo XIV e proveniente dalla Liguria, era chiamato in passato "arratelau".

Per quanto riguarda le attività vitivinicole, è importante segnalare che negli ultimi anni si è passati a più moderne tecniche di coltivazione: dalla tradizionale coltivazione ad "alberello" oggi si è arrivati a forme diverse, che consentono di evitare che il riverbero del calore sprigionato dal terreno e gli acidi organici (come il malico) possano distruggere i grappoli d'uva. Ciò ha consentito di aumentare notevolmente la quantità e la qualità del vino prodotto.

I viticoltori hanno fondato, già dal 1956, "La Cantina del Vermentino", che oggi conta 350 soci. Nel 1996 è stata conferita al Vermentino di Gallura, la Denominazione di Origine Controllata e Garantita.