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Storia

storia
La storia di Iglesias è legata strettamente allo sfruttamento minerario del territorio, gli studi archeologici hanno rilevato come sin da epoche remote le risorse minerarie abbiano attratto popoli di commercianti come i Fenici e i Punici. Lo stesso Impero romano ha legato i propri interessi alla sfruttamento delle ricchezze del sottosuolo.

La città era anticamente conosciuta come "Villa Ecclesiae" e successivamente come "Villa di Chiesa". Tale nome potrebbe derivare dal gran numero di edifici di culto edificati nel Medioevo; secondo altre ipotesi il toponimo indicherebbe un diritto d'asilo che veniva riconosciuto a coloro che, avendo qualche piccolo conto con la giustizia, qui avrebbero potuto rimanere impuniti. Gli Iglesienti sembrano voler respingere questa ipotesi perchè ciò lascerebbe intendere che la città abbia avuto, tra i suoi primi abitanti, banditi, delinquenti, fuggiaschi e perseguitati.

L'origine dell'impianto urbanistico risale al XIII secolo quando i signori pisani, che acquistarono la città dal giudicato di Cagliari nel 1257, la dotarono di un imponente circuito murario, del quale sopravvivono lunghi tratti.

Parlando della "Villa di Chiesa" è necessario citare il conte Ugolino della Gerardesca sotto la cui signoria nacque la città, che si sviluppò con incredibile rapidità. Per sua volontà venne edificata la chiesa principale, dedicata a Santa Chiara di Assisi, costruita tra il 1285 ed il 1288, come risulta da iscrizioni poste ai lati della porta principale. Attorno ad essa ed al vicino Palazzo Reale, oggi scomparso, si sviluppò il nucleo abitativo noto, già in epoca pisana, come il quartiere di Santa Chiara.
Nel 1323 dopo un lungo assedio passò sotto il dominio della corona Aragonese. Tracce della dominazione sono presenti nelle mura poste nelle vicinanze della cattedrale di Santa Chiara.

Attualmente la città di Iglesias condivide con quella di Carbonia il ruolo di capoluogo della nuova provincia di Carbonia-Iglesias.

Il centro storico è caratterizzato dalla sopravvivenza di bei palazzotti liberty e decò. A breve distanza si trova il museo Geominerario, unico al mondo, che custodisce gli strumenti e le varie testimonianze legate alla storia delle miniere dell'Iglesiente, tra i quali macchine originali, fotografie d'epoca e plastici.

Tradizioni
Le celebrazioni religiose di maggiore interesse sono quelle legate ai riti della Settimana Santa. Il venerdì si tiene la processione del Descenso nella chiesa di San Michele, caratterizzata dalla partecipazione de "Is baballotis" e "Is varonis". La manifestazione si tiene ininterrottamente dal XVII secolo. Ricca di suggestione è la processione dell'Incontro che ha luogo il giorno di Pasqua.

In luglio si svolge la festa della Madonna delle Grazie durante la quale si ricorda il voto fatto dalla cittadinanza il 25 marzo del 1735 contro l'invasione di cavallette.

Territorio
La città di Iglesias è situata sui rilievi che chiudono la valle del Cixerri, tra il monte Sa fossatèula, il monte San Pietro e quello del Cuccuru contu.

Il territorio a nord del paese è caratterizzato da un paesaggio montano ricco di foreste di lecci, sughere, carrubi e castagni. Trovano rifugio specie di notevole interesse faunistico, come il cinghiale, le faine, i gatti selvatici, i cervi, le pernici e le tortore. Nei suoi cieli è possibile ammirare l'aquila e il falco reale.

A sud e ad est del centro abitato si apre la fertile pianura del Cixerri, territorio intensamente coltivato; ad ovest il mare, caratterizzato dalle magnifiche coste rocciose di Masua e Nebida, presso le quali si conservano le vestigia del passato minerario di Iglesias. Dalla costa di Masua è possibile ammirare lo scoglio di Pan di Zucchero. Dirimpetto al famoso faraglione si può scorgere il suggestivo sito di Porto Flavia, punto d'imbarco a strapiombo sul mare, da cui venivano scaricati i vagoni pieni di minerale destinati alle navi. Questi giungevano al mare seguendo un percorso ripristinato di recente da una encomiabile opera di archeologia mineraria.
Non lontana da Nebida, a pochi metri dal mare, è situata la laveria Lamarmora, recentemente restaurata e raggiungibile attraverso una lunghissima scalinata di 540 scalini.

Nella periferia occidentale della città si profilano le rosse colline formatesi per accumulo dei residui di lavorazione del minerale ferroso estratto nel complesso minerario di Monteponi, uno dei più importanti della Sardegna per l'estrazione dei minerali di zinco e piombo.
Da non perdere i villaggi minerari abbandonati di Sa macchina beccia e Seddas moddizzis.

Ad Iglesias ha sede il Parco Geominerario Storico e Ambientale della Sardegna, che ha lo scopo di recuperare, conservare e valorizzare l'immenso patrimonio culturale e di archeologia industriale legato all'attività mineraria. Nell'ottobre 1997 l'assemblea generale dell'UNESCO (United Nations Educational Scientific and Cultural Organization) ha dichiarato il parco "il primo Parco della rete mondiale dei geositi-geoparchi".

Economia
La presenza di giacimenti minerari ha contribuito allo sviluppo economico del paese. Con la crisi del comparto estrattivo le attività si sono incentrate principalmente nei tradizionali settori dell'agricoltura e dell'allevamento.

La riscoperta del territorio e il recupero di usi e costumi tipici hanno offerto notevoli opportunità di sviluppo nel settore turistico.