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Storia

storia
Le prime testimonianze della presenza umana nel territorio risalgono all'epoca nuragica, come dimostano i resti di Sa domu de s'orcu nelle località di Santa Sofia.

Dopo la dominazione romana e bizantina, appartenne al Giudicato di Arborea (curatoria di Bonorzoli) e successivamente agli Spagnoli.
Tra la fine del 1600 e i primi anni del 1700 Marrubiu venne concesso in feudo dall'imperatore Carlo VI a Don Giovanni Battista Borro, marchese di San Carlo, titolo confermato poi dai Savoia che ebbero il dominio della Sardegna dal 1720.

Nel 1928, con l'avvento del fascismo, Marrubiu perse la sua autonomia diventando frazione di Terralba, assieme a San Nicolò d'Arcidano. Finita l'epoca del fascismo, dopo la guerra, si presentò la necessità di ritrovare l'autonomia perduta. Dopo San Nicolò d'Arcidano, che ritornò autonomo già dal 1947, anche Marrubiu ritrova lo status di comune autonomo, non dopo però una forte opposizione di Terralba. Il paese ritrovò la sua piena autonomia nel 1948.

L'origine del nome di Marrubiu è curiosa in quanto deriverebbe da una pianta perenne chiamata "Marrubium Alysson" (Marrubio del Levante) presente in tutta la Sardegna ed in particolare in questa zona dell'Oristanese. Essa era impiegata tradizionalmente come medicinale tonico e depurativo (ma anche come semplice aperitivo), ma per via del suo odore forte e poco gradito agli insetti ebbe a lungo degli usi come anti tarlo e anti tarme.

Tradizioni
Il carnevale marrubiese, "su marruleri", è stato riscoperto e rivalutato nel 1979 esercitando un forte richiamo sugli abitanti della zona. Il termine "marrulleri" dovrebbe indicare marrubiesi giocherelloni. Il simbolo è una testa bifronte, fatta di legno e con un fazzoletto da donna legato in testa. Il fazzoletto in testa deriva dall'antica usanza dei contadini della zona di portare un fazzoletto in testa allo scopo di proteggersi dagli insetti che infestavano la zona prima delle bonifiche.

Territorio
Marrubiu, importante centro dell'Oristanese, si trova in una delle zone più fertili dell'Isola, caratterizzata dalla presenza di vasti vigneti. Il paese è attraversato dalla ferrovia che unisce Cagliari ad Oristano ed è vicinissimo alla strada statale 131.

Economia
La sua economia è prevalentemente agricola. Grazie ai suoli particolarmente fertili produce una notevole quantità di uve Nuragus, Bovale e Monica. Pur essendo un paese di antica tradizione agricola ha sviluppato notevolmente anche il settore del commercio ed il settore dei servizi.