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Storia

storia
Il territorio fu abitato a partire dall'età preistorica. La presenza è testimoniata dall'alto numero di reperti ritrovati, come i dolmen e l'allée couverte risalenti al II-III millennio a.C.

Tra le ipotesi sull'origine del paese alcune affermano che Luras fu una delle cinque colonie che gli etruschi fondarono nell'Isola dopo l'862 a.C.
Un'altra teoria attribuisce la fondazione del paese a una colonia di ebrei deportati in Sardegna dall'Imperatore romano Tiberio nel 19 d.C., ipotesi avvalorata dagli usi e costumi luresi, dall'intraprendenza commerciale, da alcune pietanze e da elementi caratteriali degli abitanti.

Solo a partire dal 1300 ritroviamo il nome del paese nei documenti ufficiali. Viene infatti citato per la prima volta nella Carta Pisana, che elencava tutte le ville del giudicato suddivise in curatorie e Luras apparteneva alla curatoria di Gemini Josso.

Nel XVI secolo le pestilenze e le carestie che colpirono la zona indussero gli abitanti dei villaggi vicini a rifugiarsi nell'attuale borgo. Del villaggio che sorgeva presso Silonis restano alcune rovine non facilmente accessibili, oltre ad un'inconsueta concentrazione di piccole chiese come San Leonardo, Madonna delle Grazie e San Pietro.

Luras fece parte del marchesato di Gallura e vi rimase fino al 1839. Nell'800 il paese raggiunse un certo benessere, alle tradizionali attività agricole si aggiunsero quelle commerciali basate sulla vendita in tutta l'isola, e non solo, dei manufatti locali quali berrittas (antichi copricapi maschili), lana, pelli, sughero e ferro, vini, acquavite, formaggi e granaglie.

Un tempo il paese veniva chiamato Villa Lauras o Oppidum Luris, l'origine stessa del nome viene spesso attribuita a lura (otre) oppure a laurus (alloro).

Territorio
Luras, comune della provincia di Olbia-Tempio, è situato nella regione storica della Gallura.
Il paese si estende su un poggio granitico dell'altipiano del Limbara, a 508 metri di altitudine.

Il territorio è caratterizzato dalla tipica vegetazione mediterranea con sottobosco di lentisco, mirto, corbezzolo, ginepro, cisto e foreste di leccio, rovere e sughero. In località Santu Baltolu - Carana, sulle sponde del lago Liscia, si possono visitare gli "olivastri millenari di Santu Baltolu". Qui è possibile vedere il più longevo olivastro censito in Italia, che presenta, a 1,30 metri da terra, una circonferenza di circa 12 metri, per un'altezza di circa 8 metri. Secondo alcuni studi dovrebbe avere un'età compresa tra i 3.000 e i 4.000 anni, il che ne fa uno degli alberi più vecchi d'Europa.

Economia
Oggi l'economia del paese è basata sull'agricoltura, l'allevamento, sulla lavorazione del sughero e del granito e sulla viticoltura. Nel territorio, infatti, si trovano le vigne più estese e forse le meglio coltivate dell'alta Gallura, dalle quali si producono vini apprezzati oltre i confini sardi e nazionali, quali il vermentino, il moscato e il famosissimo nebiolo di Luras. È attiva la confraternita del nebiolo, che cura la promozione dei vini e dell'enogastronomia locali.