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Storia

storia
Il "Villaggio Mussolini" fu inaugurato il 29 ottobre 1928, alla presenza del re d'Italia Vittorio Emanuele III e del conte Galeazzo Ciano. Il paese venne considerato un esempio da seguire per la volontà e la laboriosità che contraddistinsero i primi coloni provenienti da diverse regioni d'Italia, in particolare dal Veneto.

Divenne ufficialmente Comune autonomo nel 1930 con il nome di Mussolinia di Sardegna e fu la prima città di fondazione creata dal fascismo. I nuovi poderi vennero assegnati a coloni veneti, dell'Emilia Romagna e in piccola parte a sardi. Sorsero grandi fattorie servite da una fitta rete viaria. Cominciarono le coltivazioni di cereali, ortaggi, angurie e fragole che ancor oggi caratterizzano questo centro agricolo.

Il nome Arborea gli fu attribuito con un decreto del 17 febbraio 1944, per ricordare il glorioso giudicato Arborense. Nel 1946, infine, venne eletto il primo Consiglio Comunale.

L'area comunale si estendeva per circa 18.000 ettari e per esigenze di trasformazione agraria fu articolato in corti coloniche: S'ungroni, Alabirdis, Pompongias, Torrevecchia, Linnas, Tanca Marchese e Luri.

Negli anni cinquanta il comune aveva una popolazione di circa 5000 abitanti, la maggior parte dei quali veneti. Nello stesso periodo subì un esodo agricolo perdendo nel giro di cinque anni 2000 abitanti. Oggi Arborea conta quasi 4000 abitanti. L'opera di bonifica ha trasformato un territorio paludoso in una delle aree più produttive della Sardegna.

Arborea ha la tipica struttura regolare delle città di fondazione fascista, con edifici che richiamano diversi stili architettonici. I viali sono alberati e le case a due piani in stile Liberty e neogotico sono circondate dal verde. Gli edifici pubblici (la scuola, l'albergo e il palazzo del Comune) si affacciano su piazza Maria Ausiliatrice, ove è situata la chiesa parrocchiale del Cristo Redentore in stile tirolese.

Territorio
Arborea in passato era una palude infestata dagli insetti. La zona, allora considerata predesertica, ebbe dal 1919 una radicale trasformazione attraverso un'intensa opera di bonifica con il progetto di prosciugamento dello stagno di Sassu ed una vasta opera di rimboschimento.

Il comune oggi viene definito un angolo di Pianura Padana trapiantato in Sardegna. Le similitudini si riscontrano nell'abbondanza di acqua, pascolo, raccolti, nell'assetto urbanistico con lunghi e regolari viali alberati di platani e pioppi, case con tetti a doppio spiovente e un'architettura tipica delle pianure del settentrione.

Il territorio abbraccia una vasta area che comprende alcune zone umide di particolare interesse naturalistico: gli stagni di S'ena arrubia e di Corru s'ittiri, oasi di protezione faunistica tutelati dalla Convenzione di Ramsar nel 1977. Queste bellezze sono attorniate dalla splendida pineta di Arborea e dal mare.

Lo stagno S'ena arrubia per la sua ricca vegetazione e l'abbondanza ittica attira diverse specie di uccelli palustri, alcuni dei quali molto rari nidificano sulle sue sponde, come l'airone rosso, il fistione turco, il tabaruso, il cannareccione, il martin pescatore. Le folaghe, i cormorani, gli aironi, i gabbiani e i fenicotteri rosa sono invece specie transitorie perchè vi fanno sosta solo durante le migrazioni tra Africa e Francia.

Lo stagno di Corru s'ittiri è costituito prevalentemente dal giuncheto e dal fragmiteto, da piante di asfodelo, lentischio e varie specie alofile. Di notevole importanza è l'avifauna per la quantità di esemplari, soprattutto nel periodo invernale, e per il quantitativo di specie: gabbiani reali, cormorani, airone cinerino, avocette, garzette e martin pescatore. La scarsità di bassi fondali rende il bacino inadatto per accogliere i fenicotteri.

Nella località della Marina d'Arborea, quasi di fronte alla spiaggia, si può ammirare una splendida ed estesa pineta dedicata alla Medaglia d'oro Camillo Hindard Barany (di origine ungherese)che arrivato da Vercelli, fu il primo dei sedici caduti di Arborea per la patria. Il luogo si presenta come una felice oasi verde costituita da terra fertile ricca di agricoltura e allevamenti di bestiame, alternata da alberi di pino e di eucaliptus disposti per riparare le colture dal vento.

Economia
L'economia di Arborea è basata prevalentemente sull'allevamento bovino, in particolare delle razze bruna e frisona. Nel corso degli anni si è passati da un tipo di allevamento in aziende a carattere familiare, agli attuali modelli di zootecnia moderna mirata ai miglioramenti genetici e supportata da programmi informatici all'avanguardia.

L'immagine agricola di Arborea è decantata nelle "sagre" dedicate alla fragola e all'anguria, nelle quali il visitatore ha l'occasione di assaggiare le ormai famose produzioni di Arborea. Le sagre, infatti, costituiscono un ottimo esempio di simbiosi tra agricoltura e turismo.