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Storia

storia
Il nome Paulilatino, derivato dal doppio nome Paule Latina, avrebbe avuto origine dall'aggettivo con cui si identificava la palude, poi prosciugata nel 1827, che pare assumesse nei periodi di siccità un colore bianco e lattiginoso.

Il paese compare per la prima volta nella "Ratio Decimarum Italiae-Sardigna" del 1342, in riferimento al canonico Giovanni Capra, e in seguito viene citato nel documento relativo alla pace di Sanluri, stipulata nel 1388 tra la giudicessa Eleonora d'Arborea e il sovrano catalano-aragonese Giovanni il Cerimonioso.
In età medievale fu centro cardine della curatoria di Guilcer, per poi divenire feudo sotto la dominazione aragonese e sotto il governo sabaudo finchè, in virtù della Carta Reale del 1838, fu riscattato ottenendo una relativa autonomia.

Il tessuto urbano del paese, formato dalle basse case di basalto nero, mantiene intatto lo schema caratteristico dei paesi interni dell'Isola. Le abitazioni più antiche del centro conservano ancora i bassi pilastri, utilizzati un tempo per legare i cavalli, e le piccole fonti pubbliche, chiamate "cantareddos".
Palazzo Atzori, situato nel centro storico fra via Barisone e via Nazionale, è chiamato dai paulesi "Su pallazzu de su Tzori". L'edificio quadrato, ornato da una loggia ed edificato con pietre e mattoni legati da argilla e malta, appartenne alla famiglia di Giovanni Antonio Atzori, ricco possidente del paese. Attualmente palazzo Atzori è adibito a museo archeologico e delle tradizioni popolari.

La piazza principale del paese è chiamata in sardo "Su pangulieri", nome il cui significato dovrebbe essere quello di panca o banco e che identificava i banchi del mercato o anche il luogo in cui i contravventori della legge venivano sottoposti a pubblica punizione, come del resto si evince dalla stessa "Carta de Logu". In questa piazza si erge una fontana chiamata "Su cantaru mannu", la grande fontana, costruita nel 1868 per approvvigionare il paese e alimentata dalla sorgente di "Sa bubulica". Sulla sommità della fontana è posta una statua raffigurante un giovinetto che indica, con il braccio alzato, la sorgente che alimenta le sei bocche della fontana.

Molte le chiese antiche nel centro del paese: si hanno notizie della chiesa di San Teodoro dal 1342. Naturalmente, l'edificio ha acquisito svariati stili durante il passare dei secoli, come lo stile cinquecentesco della volta e del campanile. Sempre risalente al 1500, sorge poco distante la chiesetta delle Anime o chiesa di San Giovanni, edificata in pietra. Risalente al 1600 è, invece, la piccola chiesa di Santa Maria Maddalena, probabilmente costruita sull'impianto di un precedente edificio. La chiesa di San Sebastiano, ad una sola navata, è situata all'interno del cimitero del paese, mentre l'antica chiesa di Nostra Signora d'Itria, edificata presumibilmente prima del 1516, presenta numerose aggiunte del 1700 e alcuni affreschi in parte nascosti sotto la più recente intonacatura.

A circa 4 km dal paese sorge l'antico complesso nuragico di Santa Cristina che, in un parco di notevoli estensioni, custodisce la chiesetta campestre dedicata a Santa Cristina e l'antico tempio a pozzo. L'importante edificio di culto, interrato nel suolo, era adibito a tempio per l'adorazione di uno dei numi tutelari spesso identificati con le forze della natura.

Tradizioni
Le antiche tradizioni di Paulilatino affondano le loro radici nel Medioevo, nel periodo di dominazione spagnola e nelle epoche successive, dense di cambiamenti e apporti culturali di notevole entità.

Durante la festa della Madonna d'Itria, il martedì dopo la Pentecoste, è possibile assistere alla suggestiva processione e alla sfilata di costumi tradizionali, caratterizzati dai preziosi veli bianchi, finemente ricamati, e dagli scialli a sfondo scuro con ricami floreali di notevole fattura.
La festa viene ulteriormente rallegrata dai noti canti sacri di origine spagnola, denominati "goccius", e dai balli tradizionali che preservano in questo modo le millenarie sonorità del territorio.

San Giovanni, invece, si festeggia nel mese di giugno. La tradizione prevede che ogni anno gli abitanti del paese e i visitatori allestiscano un fuoco in ogni vicinato. È usanza che, come gesto di buon augurio, si saltino le braci con in bocca un sorso d'acqua raccolto dalla fonte della piazza principale del paese.

Da ricordare soprattutto la festa di Santa Maria Maddalena, il 22 luglio, i cui festeggiamenti durano circa quattro giorni. Questa festa, considerata la manifestazione più importante dell'anno, si apre con una processione religiosa nella quale sfilano i costumi tradizionali sardi. I festeggiamenti proseguono con spettacoli folcloristici, balli in costume e canti a tenore. Particolare attenzione merita la gara poetica in lingua sarda, nella quale due o piu' improvvisatori si cimentano su argomenti scelti e comunicati loro poco prima dell'inizio della manifestazione.

I racconti e i saperi del paese sono, inoltre, strettamente legati alla tradizione di fare il formaggio e il pane che, in alcune sue specie, assume vere e proprie forme artistiche.

Territorio
E' un centro agro-pastorale di circa 2600 abitanti che si trova su un leggero pendio a 280 metri sul livello del mare, a sud dell'altopiano basaltico di Abbasanta. Il territorio degrada, fra valli e suggestivi dirupi, verso Oristano.

Il suggestivo ambiente naturale, contraddistinto dalla classica macchia mediterranea e da numerosi corsi d'acqua e falde acquifere, offre al visitatore scorci di rara bellezza in una natura incontaminata e selvatica.

Paulilatino ha un territorio ricco di storia e offre ricche testimonianze archeologiche, preistoriche e nuragiche di rilievo; ci sono oltre cento nuraghi, numerose tombe di giganti e domus de janas.

Economia
Nel paese, proprio grazie ai pascoli naturali offerti dal territorio, sussiste un fiorente allevamento in grado di dare impulso a una forte produzione di formaggi.

I numerosi vitigni permettono la produzione di vini di ottima qualità, mentre la tessitura artigianale, che affonda le sue radici nei saperi tradizionali tramandati di generazione in generazione, ha permesso di preservare tecniche di produzione importanti per il rilancio economico del paese stesso.