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Storia

storia
Osini fu abitato fin dalle epoche preistoriche e protostoriche, lo testimoniano i numerosi siti risalenti all'epoca nuragica come i nuraghi Sanu, Urceni, Orruttu, Samuccu e Serbissi. Quest'ultimo è composto da villaggi nuragici, ed è situato a pochi chilometri dal paese, nei pressi della tomba neolitica detta de S'orku, che la tradizione orale reputa come luogo di sepoltura di esseri giganteschi, visto le proporzioni della tomba.
La nascita del centro abitato è comunque da attribuire all'età tardo-antica e medievale.

Del periodo romano sono i numerosi reperti rinvenuti in località "Su casteddu" (sopra il Passo di San Giorgio), tra cui delle medaglie di vari imperatori, una sepoltura e una lancia scoperti nel 1875, materiali archeologici di vario tipo e i resti di una probabile postazione militare.
Tra il XII e il IV secolo a.C., a causa delle incursioni barbariche, i centri costieri di origine punica e romana furono abbandonati; la popolazione si spostò nelle zone montane, unendosi agli abitanti che già vivevano nelle aree interne dell'Ogliastra. In questo lungo intervallo di tempo, si organizzarono nei villaggi detti "biddas" che, a partire dal XII secolo a.C., sono documentati dalle poche fonti disponibili. Risalgono a questo periodo, anche le monete puniche ritrovate in località "Passo di San Giorgio".

Nel Medioevo del comune di Osini vi è traccia nei documenti risalenti al XIII secolo, dove si ipotizza che villa d'Osono, citata in un atto del 22 febbraio 1217, sia verosimilmente villa d'Osini di cui invece esiste documentazione a partire dai secoli XVI-XVII.

Dalle carte relative alle istituzioni e agli ordinamenti delle ville medievali in Ogliastra, si evince che queste appartenevano al giudicato di Calari. Il paese di Osini, nello specifico, faceva parte della curatoria di Ogliastra, una delle diciassette su cui si articolava il giudicato.

Dal 1258 in poi, in seguito ad una sconfitta del sovrano Guglielmo di Cepola, il giudicato di Calari venne smembrato e la curatoria di Ogliastra passò sotto il dominio di Giovanni Visconti, giudice di Gallura. Pochi anni dopo, nel 1288 il re di Gallura fu sconfitto dai Pisani e Osini divenne un paese oltremarino della Repubblica di Pisa. Otto anni dopo, i Pisani dovettero cedere l'Ogliastra alla Corona D'Aragona.

Dopo un lungo periodo di carestie e malattie, la popolazione, ormai decimata, conobbe un periodo di ripresa grazie all'abolizione del feudalesimo e all'introduzione delle riforme diffuse dai Piemontesi.

Nel 1891, successivamente ad un breve controllo da parte della famiglia Català, Osini divenne feudo di Osorio de la Cueva, fino al 1840.

Nel 1951, a causa della terribile alluvione, il paese venne abbandonato e rifondato un chilometro più a nord. Nella Osini storica si conservano ancora vecchie case disabitate e la chiesa parrocchiale dedicata a Santa Susanna.

Nel 2004, con l'istituzione delle nuove province, Osini entra a far parte della nuova provincia dell'Ogliastra.

Tradizioni
Una leggenda narra che il Passo di San Giorgio vescovo (località dove sorge l'omonima chiesa), sia stato creato con un colpo di spada da parte di San Giorgio per permettergli il passaggio da Suelli a Osini.

La cucina locale è ricca di piatti a base di carne e patate di montagna da cui vengono fatti i deliziosi "culurgiones". Famoso anche il torrone e le ciliegie dal caratteristico colore giallo-rossastro.

Territorio
Il paese è situato nella valle del Rio Pardu, sulla costa orientale della Sardegna a 640 metri d'altitudine, a ridosso delle montagne dell'Ogliastra.
Il territorio risulta essere in prevalenza montagnoso, privo di importanti vie di comunicazione con il resto della Sardegna. Per questo motivo il posto è rimasto tuttora vergine, incontaminato da interventi esterni. Non mancano tuttavia zone ricche di vigneti, frutteti, orti e uliveti.

Molto suggestiva la foresta di lecci, che accompagna il visitatore in una escursione tra i monti sino ad arrivare al Passo San Giorgio, dove si ammira lo splendore dell'altopiano di Taccu, connotato dalla suggestiva Gola o Scala di San Giorgio, un vero e proprio monumento naturale, un angusto passaggio che fende due alte pareti calcaree e dolomitiche.

Notevolmente presente nel Taccu è la macchia mediterranea. Particolarmente diffusi sono: ginepro, corbezzolo, cisto, rosmarino, lentisco, perastro, lillastro, asfodelo, ferula, malva selvatica ed erica.
Tra i mammiferi il più conosciuto è il cinghiale. E' possibile trovare anche conigli, lepri e, tra gli uccelli, pernici, tordi, colombacce e il corvo imperiale endemico, il più spettacolare perchè rappresenta il più grande dei corvi europei.

Economia
Come la maggior parte dei paesi dell'Ogliastra anche a Osini esiste un cantiere dell'Ente Foreste. Esso rappresenta senza dubbio la principale fonte economica del paese. Il resto dell'economia è prevalentemente agro-pastorale.

Il prodotto agricolo più importante è il ciliegio. Viene soprattutto ceduto a privati e trasportato da alcuni commercianti ai maggiori mercati ortofrutticoli della regione. Altro prodotto di qualità è senza dubbio l'olivo. Cosi come il ciliegio, anche la coltura dell'olivo viene praticata soprattutto nella vallata attorno al paese.