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Storia

storia
Grazie alla sua posizione strategica sul mare, Villasimius divenne punto d'approdo per le numerose civiltà che occuparono la Sardegna nei diversi periodi storici.
Il territorio fu abitato fin dall'epoca prenuragica, come dimostrano la domus de janas della spiaggia del Riso e la grotta artificiale ipogeica, scavata nella roccia e utilizzata come sepoltura collettiva.

In età nuragica si ersero i principali insediamenti nella parte interna del territorio. I nuraghi furono edificati sulle colline vicine alla costa, come linea difensiva e come torri di avvistamento. Nella parte orientale dell'attuale centro abitato vi è la testimonianza di due villaggi nuragici, "Accu 'e gattus" e "Manunza", i cui nuraghi furono costruiti con lo scopo di controllare il collegamento tra l'entroterra e la costa.

La costa meridionale della Sardegna compresa sulle rotte commerciali del Mediterraneo vide l'arrivo dei Fenici. Nacquero così i primi agglomerati: il santuario fenicio di Cuccureddus, edificato intorno al 540 a.C., fu in seguito oggetto di aggressione da parte dei Cartaginesi, che l'incendiarono. L'insediamento fu abbandonato e non fu più abitato sino alla conquista romana della Sardegna. Il santuario, probabilmente dedicato alla dea Ashtart, offriva un approdo sicuro e riparato nella foce del rio Foxi, allora navigabile, che permetteva di arrivare verso l'entroterra fertile e pianeggiante.
Nell'area delle terme di Santa Maria rimangono un "calidarium", ovvero una stanza riscaldata, ed alcuni resti di tegole, mattoni, frammenti di intonaci e pietre di costruzione.

Il centro subì poi la conquista cartaginese, durata fino al 238 a.C., data in cui il paese passò sotto la dominazione romana, testimoniata principalmente da una statua di marmo ritrovata in un piccolo complesso termale e da alcune monete del periodo imperiale.

Durante il Medioevo, Filippo II re di Spagna fece costruire una serie di torri per la difesa dagli attacchi degli Arabi prima e dei Barbareschi poi, che in questo periodo si fecero particolarmente frequenti. Infatti i predoni attaccarono principalmente il villaggio di Carbonara, così chiamato perché gli abitanti vivevano della produzione del carbone ricavato dagli alberi dei boschi circostanti, costringendo gli abitanti ad arretrare nell'entroterra.
Le torri spagnole più importanti, sparse lungo tutta la costa, erano quelle delle isole dei Cavoli e di Serpentara, le altre erano quelle di Capo Boi, Fortezza Vecchia (composta da più torri), Porto Giunco, Guardia di Columbaria e di Cala Pira (Comune di Castiadas).

Il centro rimase disabitato fino ai primi anni del 1800, quando alcune famiglie di pastori e di agricoltori provarono a ripopolare la zona. Nel 1820, il marchese di Quirra diede in concessione al generale Incani il territorio di Carbonara. Quest'ultimo riuscì a creare il centro abitato e, a sue spese, fece costruire una piccola chiesa.
Nel 1862 con un decreto Regio il nome del comune passò da Carbonara a Villasimius.

Fino al 1940, data in cui fu terminata la prima strada, i collegamenti con il capoluogo cagliaritano avvenivano per mare o attraverso una strada impervia.

Il Museo Archeologico raccoglie i reperti venuti alla luce durante gli scavi effettuati nel territorio. Di particolare interesse la "sala del relitto" che espone i resti di una nave del XV secolo trovata al largo dell'Isola dei Cavoli.

Tradizioni
Una delle tradizioni maggiormente radicata nel cuore della gente del luogo è senza dubbio quella legata ai festeggiamenti della Madonna del Naufrago, nel mese di luglio. La festa prevede una suggestiva processione in mare, fino all'Isola dei Cavoli, dove viene depositata una corona di fiori ai piedi di una grande statua sommersa. La statua, raffigurante la Vergine con Bambino, è un'opera di Pinuccio Sciola, un apprezzato scultore contemporaneo.

Territorio
Villasimius venne fondata nel 1812 vicino all'antico abitato di Carbonara, di cui ereditò il toponimo poi mutato in Villasimius. E' una rinomata località turistica, situata a 40 chilometri dal capoluogo sardo, nella punta sud-orientale della Sardegna.
Dal 1998, in virtù della sua fortunata configurazione naturalistica, Villasimius può vantare l'Area Marina Protetta di Capo Carbonara, un ecosistema marino incontaminato e prezioso.

Il suo territorio, caratterizzato da splendide spiagge e un mare cristallino, è raggiungibile percorrendo una suggestiva strada che offre ai viaggiatori un panorama unico, in cui calette e spiagge si fanno spazio tra i promontori coperti da una fitta vegetazione mediterranea. Il lentischio, il mirto, i ginepri e le ginestre danno al paesaggio un profumo tipico e inconfondibile. Inoltre, nella striscia di terra che collega Capo Carbonara alla costa, si estende lo stagno di Notteri, abitato da singolari specie avifaune ben visibili dagli osservatori naturali.

L'intera area comunale comprende quasi 32 chilometri di coste, dove i colori di un mare trasparente toccano tutte le gradazioni comprese tra il blu, il turchese e lo smeraldo. I ricchi fondali coperti di posidonia, accolgono varie specie di fauna ittica.
Il comune si estende sino al monte dei Sette Fratelli dove i boschi secolari sono diventati l'habitat naturale per cervi, cinghiali, gatti selvatici, aquile reali e fenicotteri rosa.

Economia
Il comune di Villasimius, soprattutto negli ultimi decenni, ha fatto dell'attività turistica una delle risorse economiche più importanti. Le strutture ricettive sono state studiate per soddisfare ogni tipo di richiesta e richiamano ogni anno un numero sempre maggiore di turisti, attratti non solo dalla bellezza delle coste ma anche dai sapori di una terra antica.