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Storia

storia
Le origini e il toponimo di Villanovafranca non sono di facile interpretazione, il territorio risulta abitato sin da tempi remoti, come testimoniano i siti nuragici, punici e romani, ma l'origine del primitivo villaggio è collocabile in epoca medievale. Le notizie degli storici fanno risalire l'origine di Villanovafranca al XIII secolo, il più antico documento nel quale compare il paese risale infatti al 1219. Per la mancanza di fonti, tuttavia, non si sa con certezza se la villa sia nata all'atto dell'attribuzione delle concessioni o se sia sorta in funzione rurale come tutte le altre "Villanovae" sarde e abbia completato il suo nominativo con l'aggiunta del termine "Franca" nel momento in cui ricevette i benefici.

In seguito alla caduta del giudicato di Arborea, avvenuta nel marzo 1410, il territorio passò agli Aragonesi e nel 1541 Villanovafranca fu incorporata nella baronia di Las Plassas.

Intorno alla seconda metà del XVII secolo sembra che la villa fosse particolarmente fiorente, grazie anche all'attività dei religiosi dell'ordine dei Paolotti. Successivamente, il paese divenne feudo degli Zapata sino a conquistare l'indipendenza nel 1839.

Tradizioni
La festa di Sant'Isidoro è un importante appuntamento per gli abitanti di Villanovafranca. Secondo l'agiografia della Chiesa il Santo patrono dei contadini era anch'egli un contadino ed era quindi consapevole, più di qualsiasi altro santo, dei problemi legati al lavoro dei campi. I contadini si recavano alla processione, portando i loro animali vestiti a festa, i carri con i buoi, i cavalli e i muli venivano coperti con tappeti lavorati a mano. Gli animali portavano al collo le tradizionali "gutturadasa", una sorta di girocollo ricamato a mano, in lana di diversi colori, che veniva usato solo nei giorni di festa.
Oggi, i carri trainati dagli animali sono stati sostituiti dai trattori, anch'essi adornati di fiori e ricoperti con i tradizionali tappeti.

Territorio
Villanovafranca è un piccolo paese situato nella Sardegna centro meridionale, a un'altitudine di 260 metri slm. E' adagiato in una posizione dominante sulle caratteristiche colline dell'alta Marmilla, al confine con la Trexenta e vanta nel suo territorio la presenza di numerosi insediamenti e siti archeologici prevalentemente riferibili ai periodi proto nuragico e nuragico. Il più importante di questi è sicuramente il nuraghe Su mulinu.

Il panorama è piuttosto vario per l'aspetto collinoso, per la presenza di diversi tipi di alberi, per le varie colture e per la vegetazione spontanea. Il territorio comunale comprende anche una piccola parte del bacino alluvionale di Flumini Mannu.

Economia
L'economia del paese è prettamente di carattere agro-pastorale, particolarmente importanti le produzioni di grano duro e le colture dell'ulivo, della vite, del mandorlo e dello zafferano.