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Storia

storia
Il territorio di Setzu è ricco di resti di torri nuragiche e di domus de janas che attestano la presenza dell'uomo fin dall'epoca preistorica. Tra le più importanti si ricordano la "Domu 'e s'orcu" e la "Grutta sa perda", entrambe risalenti al Neolitico recente.

In località Corte Muros sono stati rinvenuti blocchi di pietra e laterizi che anticamente costituivano i muri e le coperture delle abitazioni di epoca romana. Sempre del periodo romano sono le numerose ceramiche rinvenute in prossimità del nuraghe S'uraxi, mentre in località Nuraxi 'e Setzu si trovano i resti di un piccolo paese di età imperiale.

Anche se non si hanno notizie certe, pare che la zona continuò ad essere abitata nel periodo fenicio-punico.

Nel Medioevo appartenne al giudicato di Arborea, incluso nella curatoria della Marmilla. Dal 1409, dopo la caduta del giudicato, Setzu fu governata direttamente da funzionari reali.

Nel 1421 fu incluso nei territori che furono concessi in feudo a Raimondo Guglielmo Moncada e che nel 1454 furono confiscati a suo figlio.
Dopo varie vicissitudini il villaggio e il vasto territorio furono venduti all'asta e acquistati da Simone Royg, un finanziere cagliaritano che a sua volta li rivendette a Pietro di Besalù, genero del conte di Quirra.

Nel 1477 Setzu fu compreso in quella parte della Marmilla che gli fu tolta da Dalmazio Carroz e annessa al grande feudo di Quirra. Nel corso dei secoli successivi passò ai Centelles, ai Borgia, ai Català e infine agli Osorio, ai quali fu riscattato nel 1838.

Dal 1848 fece parte della divisione amministrativa di Cagliari e dal 1859 della ricostituita provincia.

Nel 2004, con l'istituzione delle nuove province, il comune di Setzu entra a far parte della provincia del Medio Campidano.

Il centro ha conservato il suo impianto urbanistico tradizionale con le case in pietra ingentilite dal porticato interno detto "lolla", che dà su un cortile al quale si accede attraverso un imponente portale ad arco.

L'edificio più importante è la chiesa di San Leonardo, parrocchiale costruita nel XIII secolo in forme romaniche e andata in rovina nei secoli successivi. Nel XVII secolo fu totalmente ricostruita con evidenti richiami allo stile barocco.
Accanto alla chiesa sorge il campanile a canna quadrata, unica testimonianza della primitiva chiesa romanica.

Tradizioni
Fra le tradizioni popolari più importanti e maggiormente sentite dai fedeli, si ricorda la festa di Sant'Ignazio da Laconi che si svolge nel mese di agosto.
Molto rinomata anche la gastronomia locale che avvalendosi di antiche ricette propone deliziosi piatti a base di lumache, funghi, formaggi e carni.

Territorio
Setzu è situato alle pendici di un altopiano basaltico, sul versante sud-occidentale della Giara di Gesturi. Il territorio comprende sia il pendio e l'altopiano della Giara che le morbide colline della Marmilla.

Nei pressi del paese scorre uno dei rami del rio di Baressa, appartenente al bacino imbrifero del Mogoro.

Setzu, come del resto tutta la Marmilla, costituisce un patrimonio paesaggistico e ambientale che, con varie iniziative, di recente si è cercato di valorizzare sia restaundo il Monte granatico, sia promuovendo varie attività culturali.

Economia
Le attivià principali dell'economia di Setzu sono l'agricoltura, in particolare la cerealicoltura e la viticoltura, e l'allevamento del bestiame, soprattutto bovini, suini ed equini (i ben noti cavallini della Giara).