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Storia

storia
Le prime testimonianze scritte del paese risalgono al XIV secolo, sebbene il suo territorio fosse abitato sin dal III millennio a.C.
Secondo la leggenda i primi abitanti furono gli Iliesi, compagni di Enea, i quali fuggiti dalla ormai distrutta Ilio (Troia), si stabilirono nell'isola. Nelle zone "Funtana mercusei", "Coili 'e genna cussa", "Santu Perdu", "Orburedu", "Genna 'e mori", "Ardasai", "Arduei" e "Cercessa", si trovano ancora oggi dei resti della civiltà prenuragica e nuragica. Tra i più significativi troviamo frammenti ceramici, resti di ossidiana e di rame fuso, "circoli tombali" costruiti con grosse pietre conficcate verticalmente sul terreno e disposte in circolo, tombe dei giganti simili a Dolmen, cioè formati da uno o più blocchi di pietra verticali che ne sorreggono uno o più orizzontali, pozzi sacri, nuraghi monotorre e polilobati (i più conosciuti sono quelli di Margiani pubusa, Sa lei, Funtana manna). La civiltà nuragica cessò di esistere nel momento in cui i romani penetrarono militarmente nella Barbagia.

Nel 534 la Sardegna divenne bizantina e il territorio fu diviso in distretti chiamati Merèie, governati da uno Judex che stava a Calaris (Cagliari) e presidiati da un esercito che stava a Forum Traiani (attualmente Fordongianus), al comando di un Dux. Nel frattempo, invece, nelle Barbagie si creò un effimero regno indipendente, con tradizioni religiose e laiche sardo-pagane, di cui Ospitione fu uno dei sovrani.

Dopo il declino della dominazione bizantina nell'isola e la successiva formazione dei giudicati, Seui è appartenuto al marchesato di Quirra, quindi al ducato di Mandas. In seguito il paese è passato, insieme al resto della Sardegna, sotto la dominazione del regno d'Aragona (dal 1233 al 1479) e di quello spagnolo (dal 1479 al 1708). In questi lunghi secoli le uniche attività economiche erano l'agricoltura e l'allevamento del bestiame praticate con sistemi arcaici. Inoltre, non esisteva la moneta come strumento di scambio.

Nel 1708, a causa della guerra di secessione spagnola, il governo del regno di Sardegna passò di fatto nelle mani degli austriaci e nel 1718, col trattato di Londra, venne ceduta ai duchi di Savoia, principi del Piemonte.

La storia di Seui è legata in parte alla miniera carbonifera di San Sebastiano, dove tra la fine dell'Ottocento e la metà del Novecento, si estraeva l'antracite, utilizzata per la vicina ferrovia.

Nel 1901 la Sardegna venne divisa in due sole provincie e così Seui fece parte della provincia di Cagliari. Nel 1927 passò alla provincia di Nuoro e nel maggio 2005, con la costituzione delle nuove provincie, venne incluso in quella dell'Ogliastra.

Riguardo l'origine del toponimo ci sono pareri discordanti. Alcuni studiosi affermano che derivi da "Seuli", poiché pare che il paese sia stato fondato da pastori seulesi. Un altro significato è "segum bubulum", gente che segue i buoi. L'archeologo Spano Giovanni sostiene che il nome di Seui derivi dalla lingua fenicia col significato letterale di "solitudine".

Nel centro storico sono ancora presenti esempi di abitazioni in pietra scistosa con balconcini in ferro battuto e porte in legno intagliato, la cui lavorazione artigiana era abbastanza diffusa. Tra le varie costruzioni, le più caratteristiche sono il carcere spagnolo, attivo dal 1600 sino al 1975 come carcere mandamentale, la "Casa Farci" del 1800, aperta e inaugurata al pubblico nel luglio 2003, e la palazzina Liberty del 1905, in passato sede della società mineraria Monteponi, le quali fanno parte del percorso del Sistema Museale Seuese, e il palazzo municipale del 1877 che ospita la galleria civica. Gli oggetti esposti rappresentano una testimonianza tangibile degli usi e dei costumi delle tradizioni popolari, un legame intimo e profondo con un passato ricco di storia e di cultura. Altre costruzioni caratteristiche sono degli antichi sottopassaggi "Su porci".

Tradizioni
Tra le usanze più importanti del paese vanno citate quella legata alla festa di San Giovanni Battista, che consisteva nella preparazione di ''su cardamponi'', un pranzo collettivo a base di carne arrosto preparato dai pastori del paese e di altri prodotti della campagna. Questa viene accompagnata da celebrazioni religiose, di buon auspicio per la nuova annata.

Un'altra usanza è legata alle feste invernali di San Sebastiano, di Sant'Antonio Abate e di Sant'Efisio, e consisteva nell'allestimento di falò in varie piazze del paese.

"Su Scravamentu" è, invece, una tradizione religiosa che prevede la deposizione del Cristo dalla croce e la processione per le vie del paese.

Tra i vari racconti popolari ricordiamo le leggende di "Su pascifera", pastore invisibile della selvaggina e protettore dei mufloni, e "Sa rutta 'e is diaulus", presunta porta dell'inferno al confine tra Seui e Ussassai, descritta dal Casalis nel "Dizionario geografico storico degli stati sardi". La leggenda di "Perdasarbas", narra che nel villaggio di San Cristoforo la gente era "mmala e ffrastimmada Deus e Nnostra Signora", per questo motivo Gesù Cristo le trasformò in pietre (G. Bottiglione, Vita Sarda, racconti).

Infine, secondo un'altra leggenda, San Cristoforo, per espiare la sua pena per aver ucciso i genitori, fu costretto ad attraversare il fiume "erriu de Santu Cristolu" con in braccio un bambino, che altro non era che Gesù Bambino.

Territorio
Seui è il più importante centro della Barbagia di Seulo, situato sulle pendici meridionali del Gennargentu, a 800 metri sul livello del mare. E' famoso per i suoi caratteristici paesaggi e i rigogliosi boschi.

Il territorio che circonda il paese è ricco di sorgenti, di guglie e torroni calcarei, in gran parte montuoso e roccioso. Sono poche le zone coltivate e coltivabili, la maggior parte sono idonee al pascolo.

Seui possiede un'isola amministrativa, "Orboredu", staccata dal resto del territorio e situata tra Esterzili, Escalaplano, Perdasdefogu e Ulassai.
A circa 20 Km dal paese si trova l'oasi "Montarbu", area di estremo interesse paesaggistico e naturalistico, che ospita piante di vario genere e dà asilo a numerose specie di animali.
A nord del centro abitato, a circa 4 km, in zona Fundu de Corongiu si trova la miniera di antracite e la "laveria", lo sfruttamento della quale ebbe inizio alla fine del 1800 per cessare nel 1959.

Economia
L'economia di Seui attualmente si basa sulla selvicoltura e l'allevamento, ma ultimamente si segnala una forte crescita dell'attività turistica.