comunas  ›  comuni sardi  ›  provincia di sassari  ›  castelsardo  ›  musei  ›  castelsardo, museum ampuriensis...

Castelsardo, Museum Ampuriensis - Polo S. Antonio Abate

Immagine non disponibile
Mappa di Castelsardo
Informazioni
Indirizzo: Cripta della Cattedrale, Via Manganella, 42 - 07031 Castelsardo
Tel. +39 079 6393099
Ente titolare: Diocesi di Tempio-Ampurias
Ente gestore: Diocesi di Tempio-Ampurias
Orari:
Maggio
LU-MA, GI-DO 10:00-13:00 e 15:30-19:30
Giugno-Agosto
LU-DO 10:00-14:00 e 15:00-21:00
Settembre
LU-DO 10:00-13:30 e 15:00-20:00
Il resto dell'anno il museo è aperto su prenotazione, o in circostanze particolari che verranno comunicate dalla direzione.
Biglietto:
Intero - euro 4,00 - adulti
Ridotto - euro 3,00 - con presentazione del coupon convenzionato, studenti universitari con tesserino
Ridotto - euro 2,00 - minori dai 7 ai 14 anni, gruppi oltre 15 persone
Gratuito - minori sino ai 6 anni, disabili
Limitazioni: è consentito l’accesso esclusivamente ai cani guida per non vedenti, purché muniti di guinzaglio e agli animali domestici di cui è certificato il supporto a cure terapeutiche, pet therapy. L’uso dei telefoni cellulari non è consentito, non è possibile entrare nei monumenti con cibo e bevande, è proibito fumare nei complessi monumentali. Nei monumenti è possibile far foto o riprese richiedendo, anticipatamente, uno specifico permesso all'Ufficio Diocesano per i Beni Culturali. E' assolutamente proibito toccare le opere d’arte.
E-mail: info@museumsi.it - ubce@ufficiobeniculturali.it
Sito web: www.museumtempioampurias.it

Il museo
La cattedrale di S. Antonio Abate è uno scrigno d'arte che mostra il suo valore già a partire dalla stupenda posizione a strapiombo sul golfo dell'Asinara.
Il passare dei secoli ne ha arricchito l'interno con opere d'arte quali gli stupendi altari lignei, il più grande organo a canne settecentesco del territorio, le statue policrome dei santi che vanno dall'intaglio toscano fino a quelle di ambito napoletano, gli argenti e le suppellettili liturgiche custodite nelle sacrestie accanto alle pergamene ed ai documenti dell'archivio che testimoniano una storia di 5 secoli. Su tutto emerge l'opera del cosiddetto "Maestro di Castelsardo" che, alla fine del '400, lasciava nel retablo della "Madonna con angeli musicanti" ed altre tavole, il culmine della pittura sarda dell'epoca, inserendo l'isola a pieno titolo nei flussi culturali più evoluti dell'Italia del rinascimento e della Spagna incantata dai maestri fiamminghi.
La raccolta del Museo "Maestro di Castelsardo" intende documentare e rendere fruibile questo patrimonio d'arte e di cultura.
Contenuto: argenteria sacra, dipinti e tavole, pergamene. L'allestimento occupa i suggestivi ambienti ipogei, da alcuni anni scoperti sotto i pavimenti della Cattedrale di Castelsardo ed in via di restauro; nella prima fase, già alcune delle cripte sono state aperte al pubblico a partire dal mese di luglio 1999, al momento dell'inaugurazione della mostra Il Tesoro Segreto, che ha costituito il primo passo ufficiale per la realizzazione di una delle sedi più importanti del Museo Diocesano di arte sacra.
Da subito si sono individuati due obiettivi importanti: da una parte far conoscere ai più opere inedite, tra le quali, ad esempio, il simulacro della Madonna di Salasciu (XIII sec.); dall'altra ottenere la definitiva riunificazione dell'intero ciclo del retablo di Castelsardo, mediante l'esposizione, nella sede d'origine, delle tavole del San Michele Arcangelo e del Padre Eterno, opere di quell'anonimo pittore che proprio da Castelsardo prende il nome.

Perché è importante visitarlo
Conserva le tavole del Maestro di Castelsardo (XV sec.).

Servizi
Visite guidate.
Durante la visita non è consentito l’uso dei telefoni cellulari. Non è possibile entrare nei monumenti con cibo e bevande. E' proibito fumare nei complessi monumentali. Nei monumenti è possibile far foto o riprese. Coloro che necessitano di materiale fotografico o devono effettuare riprese fotografiche professionali devono chiedere uno specifico permesso all'Ufficio diocesano per i beni culturali. E' assolutamente proibito toccare le opere d’arte. Biblioteca con cinquecentine.