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Storia

storia
L'Isola ha una storia complessa, divisa in vari periodi e contraddistinta da caratteri originali. La presenza umana risale al Paleolitico e si snoda lungo tutte le epoche successive, preistoriche e storiche, trasformando il paesaggio. Ogni abitato racchiude in sé un microcosmo pulsante di storia, tradizioni, specificità. Dalle città, capoluoghi delle 8 province sarde, ai paesi, centri piccoli per dimensioni e numero di abitanti ma grandi per fascino e suggestione.
La storia di Sinnai ha origine nell'era neolitica: lo testimoniano le domus de janas, i menhir e le ceramiche decorate presenti nel suo territorio. Dell'epoca nuragica sono stati ritrovati numerosi reperti: il paesaggio circostante ospita 56 nuraghi e presso alcuni di questi sono stati scooperti i resti dei villaggi.

Diverse civiltà, in seguito, l'hanno dominata e hanno influenzato tradizioni e usi della popolazione locale. La civiltà greca ha lasciato il segno del suo passaggio con lapidi, monete e una delle poche iscrizioni trovate in tutta l'Isola.

Dopo la dominazione bizantina, Sinnai entrò a far parte del Giudicato di Cagliari e, in seguito all'arrivo dei Pisani e dei Genovesi, nel XII secolo, giunsero nel territorio campidanese monaci benedettini e camaldolesi, che apportarono un forte risveglio culturale.
Soprattutto, i frati vittorini ebbero un'influenza notevole nel paese: dopo la fondazione del Priorato di San Saturno a Cagliari, si espansero nei territori circostanti, incrementando il benessere delle popolazioni, grazie all'introduzione di nuove tecniche agricole che aumentarono le coltivazioni. Il paese di Sinnai viene citato dai frati vittorini per la prima volta in un documento ufficiale scritto in volgare campidanese che attesta la donazione di alcuni terreni da parte del giudice di Cagliari ai monaci.

Con la dominazione aragonese nel 1300, i vittorini furono costretti a spostarsi altrove, a causa dei soprusi degli spagnoli, che modificarono totalmente l'assetto dell'Isola. Sinnai entrò nel feudo di Carroz. Il periodo aragonese fu purtroppo seguito dall'abbandono e dallo spopolamento delle terre circostanti. Oltre alla terribile epidemia di peste il paese sentì la mancanza delle innovazioni nelle tecniche agricole che i monaci precedentemente apportarono. Inoltre, i villaggi furono sfiancati delle fortissime imposte del nuovo sistema feudale, che erano elevatissime per gli agricoltori. Il risultato fu l'abbandono dell'agricoltura a favore della pastorizia.

Durante tutto il periodo della dominazione spagnola e poi di quella piemontese, Sinnai lottò contro i tentativi di invasione da parte dei mori e contro la continua povertà, a causa delle pestilenza, delle epidemie e dei pesanti oneri fiscali.

La situazione ebbe un'importante svolta, in tutta l'isola, con l'abolizione del regime feudale, nel XIX secolo. Il risveglio culturale che seguì fu dovuto anche ai continui trasferimenti lungo l'età moderna della nobiltà cagliaritana nelle campagne di Sinnai, per evitare i pericoli della malaria, o per allontanarsi dal capoluogo durante le invasioni straniere. Riprese l'attività agricola, con la creazione di ville nelle campagne circostanti e si ebbe una generale rinascita delle attività culturali e della situazione economica.

Tradizioni
Le leggende e le tradizioni popolari di Sinnai sono legate soprattutto all'importante complesso dei Sette Fratelli. L'origine del nome è stata tramandata dalle storie dei pastori, secondo cui una mano misteriosa creò il monte, seguendo le sette stelle che creano la costellazione dell'orsa, perché anche sulla terra ci fosse un punto di riferimento per i viaggiatori. Secondo un'altra leggenda, sette fratelli furono puniti dalle divinità e rinchiusi eternamente nelle rocce del monte.