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Storia

Di origini recenti, il paese, antica Villa di Castro, lega le sue origini alla chiesa parrocchiale sorta nel luogo dove precedentemente era ubicata una piccola chiesa di campagna, di proprietà della nobile famiglia Pes.

Sono state ritrovate alcune tracce già nel Liber fondachi del 1317 e nel Compartiment de Cerdena che raccoglie il censimento fiscale realizzato nel 1358. Un documento del 1421 permette inoltre di evincere l'estinzione del paese verso la fine del 1300, mentre alcune monete e un anello d'oro con pasta di vetro, rinvenuti nella zona, hanno permesso di registrare la presenza del paese fra il VII e VIII secolo.

Nel 1885 fu affiancato alla chiesetta un cimitero che spinse il vescovo ad avviare la costruzione dell'attuale chiesa (1907). Il fatto incentivò gli abitanti a non abbandonare il luogo ed è solo allora che il paese iniziò a ripopolarsi e ad essere noto con il nome di Sant'Antonio di Calangianus. Tuttavia il centro ha assunto piena autonomia solo alla fine degli anni Settanta, staccandosi completamente dal paese di Calangianus nel 1979.

Negli ultimi anni lo sviluppo della Costa Smeralda e quello dell'industria del granito hanno dato un ulteriore impulso alla crescita del villaggio.
Recentemente ha preso parte attivamente al dibattito che ha portato alla costituzione della provincia di Olbia-Tempio, nella quale è attualmente incluso.

Vista la recente nascita, il centro del paese ha caratteristiche estremamente moderne. Il suo edificio principale è la chiesa di Sant'Andrea, edificata in stile romanico nel XII secolo e successivamente andata in rovina. La chiesa, caratterizzata da una navata scandita da quattro campate su cui poggia la copertura in legno, fu donata dai Pes al vescovo di Tempio nel 1700 per poi essere restaurata in tempi recenti.
Un'altra chiesa è quella di San Giacomo, posta in località La cruzitta e costruita in età imprecisabile. Ha un'unica navata molto semplice, la copertura in travi di ginepro e il pavimento in cotto.

Tradizioni
Negli ultimi anni le tradizioni popolari sono state riscoperte e valorizzate. L'intera popolazione si riunisce per dar luogo a celebrazioni e riti particolarmente sentiti in occasione delle principali festività religiose.

Territorio ricco di tradizioni, storie e saperi, Sant'Antonio di Gallura esprime il meglio di se stesso nelle feste in onore di San Giacomo che prevede, oltre ai riti religiosi, anche un grande pranzo durante il quale tutti i presenti possono degustare le tipiche pietanze del territorio.

Territorio
Il paese si trova al centro della Gallura, a breve distanza dalla Costa Smeralda, ed è circondato da una ricca vegetazione e da suggestivi costoni granitici. Di particolare bellezza sono il vallone di rio Fasciolu e il monte Capriuleddu.

Il territorio comunale è irrorato dal fiume Liscia e comprende la frazione di Priatu. Si tratta di una regione prevalentemente collinare di origine granitica, coperta in parte da pascoli, da macchia mediterranea e per una breve porzione da bosco, in particolare da sugheri.

Economia
I comparti alla base dell'economia del paese sono l'agricoltura, specialmente l'orticoltura, l'olivicoltura, la viticoltura e la silvicoltura, e l'allevamento di bovini e suini.
In tempi recenti si sono sviluppati i settori dell'artigianato e dell'industria basati sull'estrazione e la lavorazione del sughero, del granito, del legno e sulla fabbricazione dei laterizi.