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Storia

Il paese di Vallermosa fu fondato intorno al 1640 da Biagio Alagon, marchese di Villasor, che vi fece trasferire alcune famiglie per coltivare le sue terre. Il borgo fu successivamente popolato da nuclei familiari provenienti dal nuorese (Aritzo e Desulo), che si instaurarono a Vallermosa inizialmente solo durante l'inverno per sfuggire al freddo dei loro paesi, in seguito per tutto l'anno.

Il territorio comunale fu comunque abitato fin dall'epoca preistorica: la presenza di insediamenti dell’uomo è infatti confermata dal rinvenimento dei resti di tre pozzi sacri (in località Matzanni) e alcune fortificazioni nuragiche (il località Baccheri e Fanaris).

Per quanto riguarda l'epoca punica e romana, da segnalare il deposito votivo di Sciopadroxiu, in cui furono trovate ceramiche e monete risalenti all’età repubblicana e imperiale. Nella località di Santa Maria sono stati rinvenuti i resti di un edificio termale, un "opus mixtum" costruito con filari alterni di pietre e mattoni.
Altre tracce di insediamenti del periodo romano sono molto vicine all'attuale abitato di Vallermosa: sono presenti resti abitativi e necropoli che hanno restituito iscrizioni e cippi funerari pagani e paleocristiani.

Durante il Medioevo probabilmente non esisteva un unico agglomerato urbano. La popolazione era divisa in piccoli centri minori i cui nomi, di derivazione latina, erano: Pau de Susu , Pau de Jossu , Pau de Vineas, Curte Picta di Pau. Con tutta probabilità, col passare degli anni gli abitanti di questi centri si riunirono in una zona di pianura, dando vita ad un centro abitato pianura corrispondente all'attuale Vallermosa.

Per quanto riguarda la storia contemporanea, all'inizio degli anni '50 si assistette ad un fenomeno migratorio che portò numerosi cittadini a trasferirsi nelle maggiori nazioni industrializzate d’Europa: Germania, Belgio, Francia.
Alla fine degli anni '60 l'economia del paese fu soggetta a radicali cambiamenti: la progressiva presenza di industrie assorbì gran parte della manodopera che fino a quel momento era destinata al settore agropastorale.

Tradizioni
Come in tutta la Sardegna, anche a Vallermosa, sono seguite numerose tradizioni legate al mondo del lavoro e alla fede religiosa.

All'inizio di febbraio, per la festa della candelora, i proprietari di bestiame ovino usavano eseguire la prima mungitura ed il prodotto di quel giorno veniva offerto gratuitamente ai poveri .
Nel mese di maggio avviene si svolge "sa tundimenta", manifestazione dedicata alla tosatura delle pecore

Il 20 maggio si celebrano la festa in onore di san Lucifero, patrono del paese. Durante l'evento si svolgono i giochi organizzati con il così detto "truncu de Santu Luzziferu", un grosso tronco ricavato da un albero delle montagne circostanti, che viene poi bruciato alla fine dei festeggiamenti.