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Storia

La presenza umana nel territorio di Villasalto è testimoniata già in epoca prenuragica, tra il 3500 ed il 2800 a.C. da menhir, tombe e circoli funerari.
Del periodo nuragico rimangono numerosi nuraghi dislocati sul territorio, tra i quali Corrolia, Scandariu, Serra e madau.

Il paese subì l'influsso punico sino al V secolo a.C., poi quello cartaginese, sino alla conquista da parte dei Romani. Gli abitanti della zona, i Galillensi, ricordati nella Tavola di Esterzili, compirono spesso delle incursioni nei confronti delle popolazioni circostanti e, visto che non si adattarono mai alla dominazione romana, difesero strenuamente il loro territorio da ogni tentativo di invasione.

Nel Medioevo la villa fu inserita sotto la giurisdizione del giudicato di Cagliari, nella Curatoria del Gerrei. Dopo che il giudicato fu conquistato dal Comune di Pisa, nel 1257 fu incluso nei territori che spettarono al conte di Capraia. A partire dalla fine del XIII secolo fu amministrato direttamente da funzionari del Comune di Pisa.

Con la conquista aragonese il paese conobbe un periodo segnato profondamente dalle guerre tra Mariano IV d'Arborea e Pietro IV d'Aragona, e gli abitanti che si ribellarono apertamente favorirono la penetrazione delle truppe del giudice d'Arborea nel territorio, che solo dopo la battaglia di Sanluri tornò sotto il controllo reale.

La popolazione rimase in questa situazione fino al 1493, quando l'intero territorio fu acquistato dagli Zatrillas e unito al loro feudo. Questi lo possedettero fino alla loro estinzione nel 1814 e dal 1701 portarono il titolo di conti di Villasalto.

Nel 1821 fu inserito nella provincia di Isili, dal 1848 entrò a far parte della divisione amministrativa di Cagliari e dal 1859 dell'omonima ricostituita provincia.
A partire dalla seconda metà dell'Ottocento le numerose miniere del suo territorio cominciarono a essere sfruttate intensamente, ciò provocò una notevole trasformazione del suo tessuto sociale e una tensione che sfociò nei moti del 1906 che provocarono l'intervento della forza pubblica.
Nel corso della prima metà del Novecento le miniere vennero chiuse e il paese tornò alle tradizionali attività agro-pastorali.

Il centro più antico del paese circonda la chiesa parrocchiale di San Michele Arcangelo, mentre le successive espansioni si dirigevano verso la miniera Is arcinaxius e verso la parte più alta dei rilievi che circondano il paese, lungo la strada che lo collega a San Nicolò Gerrei.

Poco fuori dall'abitato, su di un colle, sorge la chiesa di Santa Barbara costruita nella seconda metà del Settecento con la struttura di basilica. Secondo una tradizione non documentata gli abitanti del villaggio la fecero costruire sul luogo dove la popolazione era riuscita a fermare un'invasione di pastori provenienti da Armungia.

Territorio
Villasalto è un importante centro situato nella regione del Gerrei, su un altopiano posto a 500 metri sul livello dal mare, caratterizzato da forme dolci e pianeggianti e interrotto da pendii scoscesi e baratri piuttosto alti.
Si tratta di una regione solitaria di colline e montagne, le cime maggiori sono Su piroi, Casargius e Sa matt'e Abramu.
La zona è ricca di vallate, spesso coltivate a vigneto, attraversate da piccoli torrenti.

A sud troviamo il rilievo del monte Genis, luogo ricco di sorgenti d'acqua, un habitat ideale per ospitare una splendida fauna, in particolare quest'area accoglie una colonia di cervi e mufloni.

Di particolare bellezza nel territorio è la grotta di "Sa grutta 'e scusi", nella quale è possibile trovare il geotritone sardo.

L'origine del centro viene fatto risalire alla ricchezza dei pascoli che lo circondano.
Un tempo il paese era famoso per la miniera di Su suergiu, ormai abbandonata, la più grande d'Italia per la produzione di antimonio.

Economia
La presenza di pascoli rende l'area adatta all'allevamento di bestiame, ma anche l'agricoltura e il terziario sono molto importanti.
L'artigianato artistico comprende la tessitura di tappeti e arazzi, la lavorazione del legno e di coltelli.