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Storia e tradizioni

Il nome di Pattada, territorio antico popolato fin dalla preistoria, secondo il linguista tedesco Max Leopold Wagner sarebbe riferito alla posizione geografica del paese e avrebbe il significato di altipiano, già utilizzato in periodo anteriore a quello romano.

Di rara bellezza e importanza è il sito nuragico, tra Pattada e Buddusò, in cui le pietre del nuraghe si specchiano sulla superficie del lago Lerno in una conca pittoresca. Presso il sito archeologico sono stati riportati alla luce alcuni oggetti appartenenti alla Cultura di Ozieri, cultura prenuragica sviluppatasi in Sardegna. Inoltre, nel territorio è possibile osservare alcune interessanti tombe dei giganti, monumenti funerari di origine nuragica.

Durante il periodo medievale, Pattada fece parte della curatorìa di Lerron, nel giudicato di Torres, che in seguito fu conquistata dai giudici di Arborea. Quando l'Isola fu invasa dai catalano-aragonesi, Pattada passò alla signoria di Oliva fino al 1843. In seguito fece parte delle diocesi di Castro.

Non lontano dal centro abitato sorgono i ruderi del castello di Olomene presso il quale è stato ritrovato un importante ripostiglio monetale risalente al Medioevo.

Erede della tradizione urbanistica medievale, il paese presenta un centro storico dall'aspetto pittoresco, caratterizzato da vicoli e strade in acciottolato sulle quali si affacciano piccole costruzioni in stile Liberty e case in granito che, in alcuni casi, ancora conservano i tipici infissi in legno. Accanto alle abitazioni in pietra sono presenti alcuni edifici dalle sobrie facciate neoclassiche.

Tradizioni
Centro antico e di grande storia, Pattada lega il suo territorio e le sue tradizioni principalmente alla fabbricazione e lavorazione del coltello, chiamato "sa resolza". Le lame di tali coltelli, in relazione ai giacimenti di materiale ferroso, sono testimoniati anche dalla presenza storica di fabbri nel paese, registrata anche dalla lunga relazione di Vincenzo Mameli de Ormedilla sui feudi della contea spagnola di Oliva y Centelles.

A cavallo fra il 1800 e il 1900, un gruppo di artigiani, di nome Bellu e Mimmia, ebbe l'idea di ideare un tipo di coltello composto da due parti distinte e caratterizzato da una lama più fine e nascosta fra le due parti del manico. Da quel momento nacque il coltello tipico di Pattada che, successivamente, ebbe tanto successo e ai giorni nostri ha raggiunto livelli artigianali e artistici eccelsi.

Territorio
Paese a quasi 900 metri sul livello del mare, il più elevato della provincia di Sassari, a metà strada fra Sassari e Nuoro, si estende in un territorio ricco di storia e di bellezze naturali, come i boschi ricchi di quercie e lecci, la pineta, con il suo fitto sottobosco, e le campagne che ospitano una fauna ricca e varia, composta da cervi, daini e cinghiali.

Economia
Pattada è comunemente nota per la fabbricazione dei coltelli, famosi per la lama di ottima fattura e la lavorazione artistica delle loro impugnature.

Il settore trainante dell'economia del paese è quello agro-alimentare. Numerosi, infatti, i caseifici le cui produzioni, legate al Fiore sardo, al Pecorino romano e alla ricotta fresca e stagionata, vengono esportate e apprezzate in tutto il mondo.
Altri prodotti agroalimentari tipici di Pattada, legati sempre alle tradizioni e ai sapori del territorio, sono il pane, gli gnocchetti, i ravioli, sia di formaggio che di ricotta, le seadas e le origliettas. Discreta è la produzione del miele, ingrediente delle tiriccas e del torrone, per cui Pattada è ormai giustamente nota.