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Storia

Il territorio fu popolato a partire dalla preistoria come testimoniano i resti di numerosi nuraghi. L'area conobbe un forte sviluppo sotto i Fenici e i Cartaginesi; insieme a Caralis, Nora, Bithia e Sulcis, divenne uno dei più importanti punti d'appoggio per i mercanti che approdavano lungo le coste sud occidentali della Sardegna. La presenza fenicio-punica è testimoniata dal ritrovamento nella piana di Brallisteris di due tombe a pozzo. Nell'attuale porto Malfatano, al tempo ''portus Herculis'', sono stati ritrovati i resti di un edificio, forse adibito al culto dell'Ercole fenicio.

Nel territorio sono state rinvenute anche testimonianze legate alla presenza romana: monete di età imperiale e alcune tombe in località Zafferanu. L'area fu abitata anche in epoca bizantina. Durante il Medioevo il paese fece parte del giudicato di Cagliari sotto la curatoria del Sulcis. Nel 1355 Pietro IV d'Aragona concesse la villa a Bartolomeo Ces-Pujades; in tale data risale, inoltre, il primo documento che cita Teulada nella variante Telai.

Tra il XV ed il XVI secolo la regione fu abbandonata a causa delle continue incursioni barbaresche e le diverse epidemie di malaria. L'area fu nuovamente ripopolata a partire dal secolo XVI nella zona di Sant' Isidoro, dove fu edificata la chiesetta dedicata al santo.

Tradizioni
Particolarmente ricche di suggestione sono le celebrazioni che si svolgono il Venerdì Santo con la deposizione del Cristo dalla croce, ''su scravamentu''. Interessanti sono inoltre la festa del Pescatore e la Settimana teuladina, entrambe nel mese di agosto.